Microsoft riporta l'open source a casa

Redmond decide di riassorbire la sussidiaria nata con l'obiettivo specifico di realizzare progetti FOSS a beneficio dell'azienda e della community tutta. La nuova Microsoft è oramai innervata di open source, la start-up non serve più

Roma – Microsoft ha annunciato l’intenzione di reintegrare progetti, operazioni e personale di Open Technologies (MS Open Tech), la sussidiaria nata tre anni fa con l’anima di una start-up e l’obiettivo di “accelerare” la collaborazione tra Redmond e la community FOSS. Quell’obiettivo è stato abbondantemente raggiunto, dice ora la corporation, per il futuro una start-up non è più necessaria.

Dopo soli tre anni MS Open Tech può vantare risultati di peso come l’apertura del codice del framework.NET, la virtualizzazione a compartimenti in stile Docker in arrivo con Windows 10, l’engine MSBuild in versione open e molto altro ancora.

In buona sostanza, sottolinea Microsoft , l’iniziativa Open Tech “ha raggiunto i suoi target principali, le tecnologie e le pratiche ingegneristiche dell’open source stanno rapidamente diventando un tratto comune in tutta l’azienda”.
Un’azienda che in questi 40 anni è cambiata radicalmente, e che ha con il FOSS un rapporto molto meno problematico anche solo rispetto al recente passato. L’accorpamento di Open Tech permetterà a Redmond di sfruttare ancora meglio le esperienze e i risultati raggiunti dalla start-up, tanto più che oggi la gestione separata dei progetti open servirebbe solo a complicare inutilmente le cose.

Al momento Microsoft è impegnata a collaborare su circa 2.000 diversi progetti open source ospitati su GitHub, CodePlex e altre piattaforme di hosting e programmazione collaborative, e c’è persino chi si è recentemente spinto (Mark Russinovich) a ipotizzare la possibile, ancorché improbabile mutazione genetica di Windows in un progetto pienamente FOSS.

Alfonso Maruccia

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