Mozilla e HTTPS, un'offerta che non si può rifiutare

La fondazione americana avvia quella che a suo dire è la transizione irrevocabile da HTTP alle connessioni protette di HTTPS. Tutti, singoli blogger e grandi corporation, dovranno comprare un certificato. O abbandonare Firefox
La fondazione americana avvia quella che a suo dire è la transizione irrevocabile da HTTP alle connessioni protette di HTTPS. Tutti, singoli blogger e grandi corporation, dovranno comprare un certificato. O abbandonare Firefox

Mozilla continua a ripercorrere i passi di Google e formalizza ufficialmente la proposta, già espressa di recente , di eliminare gradualmente il supporto ai siti Web che usano le comunicazioni in chiaro su canali HTTP. A sentire Mozilla tutti i siti Web dovranno convertirsi ad HTTPS , pena l’incompatibilità con le versioni future del browser Firefox.

Le comunicazioni HTTPS sono sicure e convengono a tutti, ai netizen che gestiscono un piccolo sito personale così come alle aziende con una presenza in rete, prova a spiegare Mozilla : la casa del Panda Rosso elenca i molti vantaggi di HTTPS e le possibilità, per chi non vuole pagare per un certificato SSL che considera oggettivamente inutile, di ottenere e installare un certificato a costo (quasi) zero.

Il futuro del Web è su HTTPS, sostiene Mozilla, e per i webmaster che non ne vorranno sapere di fare il necessario update al server si prospetta un futuro magro, almeno su Firefox: la discussione in tal senso è ancora in corso ma già si parla di accesso limitato alle nuove funzionalità delle versioni future del browser open source.

Il passaggio forzato da HTTP ad HTTPS verrà in ogni caso gestito di concerto con gli sviluppatori, rassicura Mozilla, e la fondazione promette di comunicare la deprecazione di una funzionalità o una tecnologia Web per i siti HTTP prima di aggiornare Firefox.

Al momento non esistono date né piani dettagliati per la deportazione dei siti Web nel recinto sicuro e obbligatorio di HTTPS, sebbene Mozilla tenga a sottolineare come la sua iniziativa – ripresa, come tante discusse “novità” del Firefox degli ultimi anni, da Google Chrome – passerà per una proposta formale presso il World Wide Web Consortium (W3C).

Alfonso Maruccia

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05 05 2015
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