MPAA infiltra il CSS nei player DVD cinesi

Hollywood ha ottenuto una ingiunzione contro i produttori cinesi di DVD. Non potranno continuare a fregarsene dei limiti, dei paletti e dei codici proprietari dell'industria del cinema a stelle e strisce
Hollywood ha ottenuto una ingiunzione contro i produttori cinesi di DVD. Non potranno continuare a fregarsene dei limiti, dei paletti e dei codici proprietari dell'industria del cinema a stelle e strisce

Il produttore cinese di lettori DVD Gowell Electronics Limited ha dovuto vedersela nei tribunali statunitensi con la rappresentanza dello showbiz hollywoodiano, e ha perso. MPAA ha ottenuto un pronunciamento dal giudice distrettuale della California, secondo cui Gowell Electronics non potrà più continuare a produrre player stand-alone come fatto sino a ora in violazione della licenza di utilizzo della tecnologia anticopia Content Scramble System , l’ultranoto CSS.

Si tratta, come ben sanno i lettori di Punto Informatico , di una tecnologia da lungo tempo inefficace, uno dei primi DRM che avrebbe dovuto secondo i suoi promotori inibire la proliferazione incontrollata dei contenuti imbrigliati. Eppure, nonostante sia tecnicamente defunta, continua a rappresentare un punto fermo per le major tale da essere difeso strenuamente nei tribunali.

Gowell Electronics produceva i propri lettori in spregio della licenza CSS, e l’ attuale decisione arriva dopo cinque mesi dall’inizio della causa legale degli studios e dai risultati delle indagini di MPAA stessa. In fondo Blu-ray sarà anche il formato ottico di domani, ma oggi il florido mercato dei DVD riguarda 84mila diversi titoli, 12mila dei quali rilasciati nel solo 2007.

L’industria fruisce indirettamente dei vantaggi della gestione in proprio della licenza di CSS , ed è sempre spietata nel difenderla a spada tratta come evidenzia anche il caso recente di RealDVD , software per la fruizione e il backup dei supporti originali messo a tacere come un DVD Decrypter qualsiasi proprio per la presunta violazione dei termini di licensing della tecnologia di protezione.

Il produttore cinese, dunque, è stato obbligato da una corte della California a non violare più in futuro la licenza CSS, mentre l’industria millanta i soliti fantamiliardollari di perdite dalle gambette corte a giustificazione del ricorso ossessivo ai tribunali per sistemare questioni che competono più al mercato e alla tecnologia che alla legge. Ci sono ad ogni modo parecchi e fondati dubbi sul fatto che Gowell Electronics decida di rispettare in pieno l’obbligo stabilito da un sistema legale lontano decine migliaia di chilometri. Il copyright ha ancora vincoli territoriali ma la pirateria è, evidentemente, universale.

Alfonso Maruccia

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02 11 2008
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