Neutralink respinge le accuse sui maltrattamenti alle cavie

Neutralink respinge le accuse sui maltrattamenti alle cavie

Neuralink ha respinto al mittente le accuse che vorrebbero il gruppo di Elon Musk responsabile dei maltrattamenti sugli animali usati nei test.
Neuralink ha respinto al mittente le accuse che vorrebbero il gruppo di Elon Musk responsabile dei maltrattamenti sugli animali usati nei test.

La Physicians Committee for Responsible Medicine (PCRM) ha esposto seri dubbi sulla bontà delle sperimentazioni Neuralink. Se la comunità scientifica aveva già espresso anzitempo preoccupazioni sulla bontà dei risultati conseguiti, ora il problema si focalizza sulle possibili violazioni della Animal Welfare Act,e sul fatto che l’impianto di elettrodi in grado di interagire con le onde cerebrali possa aver arrecato sofferenze – e morti – agli animali su cui i test sono stati effettuati.

Nel caso specifico si parla di scimmie: sulle 23 utilizzate per gli esperimenti, solo 7 sarebbero sopravvissute. Una di queste, inoltre, avrebbe perso alcune dita, segno di un’automutilazione o di altri traumi ricollegabili agli esperimenti. Alcune scimmie avrebbero inoltre avuto sofferenze o collassi, fino ad una emorragia interna letale. Se le accuse fossero provate, per Neuralink non solo si allungherebbero i tempi prima di una sperimentazione diretta sull’uomo, ma prenderebbe forma un ostacolo più importante che metterebbe in discussioni le basi stesse della sperimentazione in atto.

Neuralink respinge ogni accusa

Che Neuralink sia uno dei progetti più ambiziosi e complessi della galassia di Elon Musk era noto fin dal principio poiché si va ad intaccare una sfera delicata quanto la mente ed i suoi misteri. Il fatto che le sperimentazioni possano essere costruite sul dolore delle cavie, però, può diventare un ostacolo particolarmente gravoso, contro il quale il gruppo si è però scagliato con forza. La risposta è stata infatti pubblicata in queste ore respingendo in toto le accuse.

Neuralink spiega anzitutto il processo che porta alle sperimentazioni, partendo anzitutto da animali con difficoltà pre-esistenti a cui viene praticato un trattamento completamente indolore. Nessun animale è stato maltrattato, insomma, e anche la storia delle dita mancanti sarebbe priva di fondamento (o quantomeno non ricollegabile in alcun modo alle sperimentazioni in atto).

Le argomentazioni portate avanti sono estremamente corpose e apparentemente convincenti, soprattutto in virtù del fatto che le accuse non hanno fin qui portato ad alcuna ispezione. Il gruppo promette massimo impegno in tal senso per garantire la massima salute possibile agli animali usati nei test, allontanando ulteriormente il sospetto di maltrattamenti e superficialità nella condotta fin qui tenuta.

Fonte: Neuralink
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Pubblicato il 15 feb 2022
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