NordVPN spegne i server in India: è ufficiale

NordVPN spegne i server in India: è ufficiale

Il team di NordVPN annuncia lo spegnimento dei server in India: la tutela della privacy è una priorità, impossibile fare altrimenti.
Il team di NordVPN annuncia lo spegnimento dei server in India: la tutela della privacy è una priorità, impossibile fare altrimenti.

Ora c’è la conferma: anche NordVPN prende le distanze dalla nuova legge sui servizi online che sta per entrare in vigore in India, annunciando lo spegnimento dei server gestiti nel paese. Per tutti i dettagli in merito alla normativa e alle conseguenze della sua introduzione rimandiamo all’approfondimento dedicato pubblicato su queste pagine.

Via dall’India, anche NordVPN spegne i server

La notizia giunge sotto forma di una breve dichiarazione affidata alla redazione del sito TechCrunch. Con tutta probabilità, seguirà poi un comunicato ufficiale. La riportiamo di seguito in forma tradotta. L’attenzione è concentrata sull’esigenza di rispettare il patto siglato con gli utenti: il totale rispetto della privacy attraverso l’applicazione di una rigorosa politica no-log.

Siamo impegnati a proteggere la privacy dei nostri clienti. Perciò, non ci è più possibile mantenere attivi i server in India.

A partire da fine mese, più precisamente dal 27 giugno, l’India imporrà a tutte le realtà che forniscono servizi online e operano attraverso infrastrutture situate nel paese di raccogliere e conservare alcuni dati degli utenti. Tra questi figurano i nomi reali, gli indirizzi IP e un registro delle attività svolte. Come si può facilmente intuire, la pratica non si allinea alle esigenze manifestate da chi sceglie una Virtual Private Network per tutelare anonimato e informazioni.

Oggi hai la possibilità di sottoscrivere l’ abbonamento biennale a NordVPN approfittando di uno sconto pari al 52% sul prezzo di listino. Tra le altre realtà dell’ambito VPN che hanno già reso nota una decisione simile figurano ExpressVPN, Surfshark Private Internet Access e hide.me, mentre IPVanish ha scelto di temporeggiare in attesa di ulteriori chiarimenti.

Difficilmente le autorità di Nuova Delhi avranno ripensamenti. Il ministro Rajeev Chandrasekhar incaricato del comparto IT ha già dichiarato, senza troppi giri di parole, che i gestori dei servizi non intenzionati a conformarsi a quanto previsto dalla nuova legge possono lasciare il paese.

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Fonte: TechCrunch
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Pubblicato il 14 giu 2022
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