OpenDocument è lento, parola di MS

Microsoft all'attacco del formato aperto che sta conquistando mese dopo mese nuovi consensi. Secondo il big di Redmond il proprio formato Open XML è molto più performante. Si accende la polemica
Microsoft all'attacco del formato aperto che sta conquistando mese dopo mese nuovi consensi. Secondo il big di Redmond il proprio formato Open XML è molto più performante. Si accende la polemica

Redmond (USA) – “L’uso di OpenDocument è lento al punto da non essere soddisfacente”. Con queste parole nelle scorse ore Alan Yates, alto funzionario di Microsoft ha acceso la miccia sulla già incandescente battaglia dei formati documentali.

In una intervista a ZDnet , Yates sostiene che ODF, OpenDocument appunto, non regge il confronto con il nuovo formato proposto da Microsoft , quell’ Open XML che si appresta a diventare lo standard delle nuove release dei suoi prodotti di punta.

“Il formato OpenXML – ha dichiarato Yates – è studiato per la performance. XML è sostanzialmente più lento dei formati binari che già abbiamo e per questo ci siamo assicurati che i clienti non notino una grossa differenza nel rendimento”. Yates si riferisce al lavoro di implementazione condotto da Microsoft sul proprio formato, un lavoro che lo renderebbe a suo dire più adatto ad un impiego ampio, in molte diverse condizioni d’uso, rispetto ad OpenDocument.

Alle parole di Yates ha immediatamente replicato la ODF Alliance , impegnata a diffondere e promuovere OpenDocument, che rigetta la tesi di Yates su tutta la linea. “Non c’è ancora sul mercato un prodotto Open XML per comparare il rendimento. ODF – ha sottolineato Marino Marchich, managing director dell’organizzazione – è supportato e implementato non solo da OpenOffice ma da una serie di altri applicativi, come StarOffice, IBM Workplace, KOffice, Abiword/Gnumeric e Google Writely. Tutte queste applicazioni propongono performance diverse”.

Una querelle si è aperta anche sulla documentazione. Secondo Marcich, infatti, gli sviluppatori avranno un bel lavoro da fare con Open XML, la cui documentazione consta di 4mila pagine contro le 700 di ODF. Un’osservazione che ha però lasciato il fianco scoperto per Yates, che ne ha approfittato. “La documentazione – ha dichiarato – è molto più approfondita di quella del formato OpenDocument perché rappresenta molte più funzionalità, molte più opzioni e una esperienza per il cliente molto più appagante e ricca”.

La guerra prosegue: se OpenDocument ha ricevuto di recente il riconoscimento formale dall’organizzazione degli standard internazionali ISO , Open XML è al vaglio di ECMA International che entro l’anno dovrebbe approvarlo ufficialmente come standard di riferimento per gli operatori IT. Una proposta appoggiata da colossi del settore, come Apple ed Intel, e osteggiata invece da giganti come IBM, come accennato già impegnati sul fronte OpenDocument.

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25 05 2006
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