Paesi Bassi, l'antipirateria è inerme

BREIN rinuncia alla soluzione finale dei filtri: la società di gestione dei diritti non chiederà più ai provider di bloccare l'accesso ai siti sgraditi. Almeno fino a quando non otterrà il via libera dalla Corte Suprema

Roma – Nessuna possibilità di indurre i fornitori di connettività ad agire come setacci nel nome del diritto d’autore: i rappresentanti dell’industria della musica dei Paesi Bassi si sono rassegnati. Non pretenderanno dai provider locali il blocco dei siti sgraditi almeno fino a che la giustizia non li imponga.

BREIN, società di gestione dei diritti olandese che per anni ha tentato di ovviare alla resistenza di siti come The Pirate Bay richiedendo ai provider di inibirne gli accessi, ha lottato a lungo contro la riluttanza dei provider ad inimicarsi i propri utenti: dopo una battaglia in tribunale durata anni, nel 2012 aveva ottenuto che Ziggo, il maggiore provider dei Paesi Bassi, e l’altro provider XS4ALL, innescassero per ordine di un giudice dei sistemi di filtraggio su The Pirate Bay. Forte della vittoria conseguita, BREIN aveva coinvolto anche gli altri ISP olandesi: i provider KPN e T-Mobile, però, si erano fermamente opposti, decisi a combattere in tribunale . BREIN, attenta osservatrice delle dinamiche della condivisione in Rete, ha sempre ritenuto che il sistema di inibizione degli accessi rappresentasse la soluzione finale: se gli utenti avessero saputo aggirare le inibizioni con proxy e VPN, per risolvere il problema sarebbe bastato riverberare i blocchi anche sulle pagine di riferimento di questi servizi.

L’ultima decisione in materia di filtraggio emanata nei Paesi Bassi, però, ha sparigliato le carte: il tribunale de L’Aia nel mese di gennaio scorso ha stabilito che i filtri voluti dalla società di gestione dei diritti e imposti da Ziggo e da XS4ALL, di fatto superati dai comportamenti degli utenti , sono una misura inefficace e che per questo motivo non hanno ragione di esistere. BREIN, con questa ultima decisione, si è trovata priva degli elementi per continuare a combattere l’ostruzionismo degli altri fornitori di connettività dei Paesi Bassi.

È così che i provider non hanno esistato ad allentare la stretta nei confronti dei propri utenti, abbattendo i setacci che BREIN raccomandava loro di implementare. La società di gestione dei diritti non ha potuto che rassegnarsi: il legale di BREIN Joris van Manen ha comunicato che tutte le cause ancora in sospeso con i provider olandesi sono state abbandonate .

Non è tutto: BREIN, dopo aver vantato la chiusura di oltre 200 proxy nel 2013, ha ceduto le armi anche su questo fronte. Anche in questo caso si tratta di una scelta dettata dalle contingenze: “non siamo come Don Chisciotte” ha spiegato l’avvocato di BREIN, inutile combattere contro i servizi che si sono affollati per agevolare ai netizen l’accesso ai siti bloccati, nel momento in cui i siti a cui agevolavano l’accesso tornano ad essere liberamente navigabili.

Quella che appare come una resa, però, non deve ingannare: BREIN starebbe solo temporeggiando. La società di gestione dei diritti ha deciso di concentrare i propri sforzi sul contenzioso con gli ISP Ziggo e XS4ALL, che verrà esaminato dalla Corte Suprema: sarà la massima autorità giudiziaria dei Paesi Bassi a tracciare, una volta per tutte, i contorni delle pretese di BREIN.

Gaia Bottà

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