Pagamenti di prestazioni occasionali in criptovalute, si può?

Pagamenti di prestazioni occasionali in criptovalute, si può?

Il diffondersi delle valute digitali apre una questione interessante: ci si può far pagare le prestazioni occasionali in criptovalute?
Il diffondersi delle valute digitali apre una questione interessante: ci si può far pagare le prestazioni occasionali in criptovalute?

La crescita del mercato delle criptovalute è sempre più forte anche in Italia. Nonostante questo, alcune questioni rimangono ancora aperte: ad esempio, è possibile ricevere pagamenti di prestazioni occasionali in valute digitali?

La normativa italiana non si è ancora espressa in questo senso: la Banca d’Italia infatti non ha proferito dettagli specifici circa i pagamenti di questo genere di prestazioni tramite le criptovalute. Resta definita tutta quella che riguarda l’attività di acquisto attraverso una valuta digitale. Se accettato precedentemente tra le parti, è concesso l’utilizzo di questo sistema di pagamento tramite una piattaforma apposita.

Pagare le prestazioni occasionali con criptovalute: cosa dice la legge in Italia ed Europa

Come detto, per quanto riguarda l’Italia non ci sono ancora risposte precise su come gestire la questione. In Europa invece la situazione è diversa, ma varia tra stato e stato, ad ulteriore testimonianza di come non ci sia ancora una visione univoca sulla gestione delle criptovalute.

La Commissione Europea si è detta favorevole all’esenzione iva sulle prestazioni pagate attraverso la valuta digitale, in linea con quelle che sono le normative su questo genere di pagamenti all’interno dell’Unione Europea. I paesi membri tuttavia non sembrano condividere la stessa linea: da una parte, Spagna, Finlandia e Belgio si sono detti favorevoli in tal senso. Dall’altra, la Polonia ad esempio si è detta molto dubbiosa.

L’articolo 67 del testo unico delle imposte dirette prevede che i redditi diversi debbano sempre essere indicati nel riquadro RT. Quindi, nell’eventualità che si riceva un pagamento in criptovalute, nel caso il cambio in euro assumesse un valore superiore a quello della moneta virtuale sul mercato, questo andrà riportato nel riquadro.

In parole povere: se il cambio tra criptovaluta ed euro genera un effettivo profitto, va indicato nel modello Unico per persone fisiche.

Ora, siamo in una fase di transizione verso un mercato destinato inevitabilmente a vedere più di buon occhio e con normalità l’esistenza della moneta digitale. Per questo per i professionisti intenzionati ad accettare anche dei pagamenti in criptovalute, magari per offrire un’opzione in più ai propri clienti, la difficoltà sta tutta nell’iniziare.

In questo senso, allora, si può ricorrere ad una delle migliori piattaforme online che offrono una serie di servizi accessibili, mettendo in guardia dai rischi che si possono correre, ma anche sottolineando i vantaggi del mercato digitale. Il tutto in modo sicuro e controllato e con un’assistenza 24h24.

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Pubblicato il 8 mar 2022
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