Il recente annuncio dell’addio di Rai Scuola su digitale terrestre e tivùsat ha acceso polemiche e critiche da parte di chi non è d’accordo con questa decisione della televisione pubblica. Una delle prime voci contrarie arriva dall’ex presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai, Barbara Floridia, che sul suo profilo Facebook non ha di certo lasciato spazio a dubbi in merito a questa notizia.
“Il problema nasce quando il servizio pubblico smonta un presidio educativo e culturale per sostituirlo con una narrazione identitaria decisa da un governo che da anni ci ha abituato al revisionismo storico“, ha scritto la senatrice del Movimento 5 Stelle. “Il servizio pubblico dovrebbe fare esattamente ciò che il mercato non ha interesse a fare: dettare l’agenda anziché inseguirla, aprire spazi, educare, formare, elevare“.
Assistiamo al tentativo di una certa parte politica di costruire una società nella quale pochi decidono cosa deve essere raccontato, quali idee devono avere spazio, quali parole devono essere considerate legittime e quali invece devono essere marginalizzate.
Irene Manzi, responsabile Scuola del Partito Democratico, a il Fatto Quotidiano ha spiegato: “Rai Scuola è stata uno strumento di arricchimento non limitato alla comunità scolastica. Ora andrà in onda la TV del Made in Italy. La dirigenza Rai con questo modello sta impoverendo il servizio pubblico. Lo share non può essere l’unico strumento di giudizio“.
La risposta del Cda della Rai alle polemiche dopo l’annuncio dell’addio a RaiPlay
Il Cda della Rai ha deciso di rispondere così alle polemiche nate dopo l’annuncio: “Non è prevista alcuna cancellazione dell’offerta editoriale di Rai Scuola. La sua funzione educativa e divulgativa viene preservata e valorizzata attraverso un’evoluzione delle modalità di distribuzione e fruizione e una presenza più forte su RaiPlay“.
La scelta, che s’inserisce nel più complesso progetto di rivisitazione dei canali specializzati atteso da anni e finalmente in via di attuazione, nasce dalla necessità di adeguare il servizio pubblico alla fruizione delle nuove generazioni.
Silvia Bencivelli, una delle autrici che ha collaborato con Mamma Rai, ha aggiunto: “Rai Scuola negli ultimi due anni è vissuta quasi solo di repliche. Ed è così che muore un canale tv, anche prima che il suo posto venga preso da altre programmazioni“.