La Polizia colpisce le baby gang, facendo leva sui social

La Polizia colpisce le baby gang, facendo leva sui social

Maxi operazione condotta in 44 province contro la criminalità giovanile: arresti, sequestri e 973 profili individuati sui social network.
La Polizia colpisce le baby gang, facendo leva sui social
Maxi operazione condotta in 44 province contro la criminalità giovanile: arresti, sequestri e 973 profili individuati sui social network.

La lotta alle baby gang e più in generale alla criminalità giovanile passa anche dai social. Non potrebbe essere altrimenti, perché è proprio lì (e sulle app di messaggistica) che spesso nascono e si alimentano i gruppi composti da chi poi, puntualmente, ritroviamo nelle pagine della cronaca nera. Il Servizio centrale operativo della Polizia di Stato ha coordinato un blitz che ha portato a individuare quasi un migliaio di profili inneggianti all’odio e alla violenza fisica.

Maxi operazione contro la criminalità giovanile

Più precisamente sono 973, due dei quali segnalati alle autorità giudiziarie per chiederne l’oscuramento. Si tratta di una maxi operazione che ha coinvolto 44 province italiane, incluse grandi città come Milano, Roma, Napoli, Torino, Palermo, Bologna, Catania, Firenze e Genova. I numeri danno l’idea dell’impatto: si è arrivati all’arresto di 539 persone, 47 delle quali minorenni. I denunciati sono in totale 954, 703 invece i chilogrammi di sostanze stupefacenti sequestrati, controllando 1.182 immobili dove sono stati rinvenuti anche circa 300.000 euro in contanti, 49 armi da fuoco, 87 di altro tipo e 95 oggetti atti a offendere, dagli storditori elettrici alle bombolette di spray urticante. Tra i luoghi delle perquisizioni anche strutture di accoglienza per minori stranieri non accompagnati, sale giochi, esercizi commerciali, piazze, giardini pubblici, aree vicine alle stazioni ferroviarie e centri commerciali.

La vicenda risolleva una questione di cui si è discusso molto nell’ultimo periodo, senza però arrivare ad alcuna presa di posizione o intervento normativo da parte dell’Italia, quella relativa all’età minima per accedere ai social network. Il governo ha già dichiarato di non voler introdurre alcuna legge in autonomia, mentre l’Europa punta a un ban per gli under 13 in assenza del consenso dei genitori. Tra i paesi che si sono già mossi per conto loro, c’è il Regno Unito che ha deciso di escludere dalle piattaforme tutti coloro che non hanno ancora compiuto 16 anni.

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Pubblicato il
20 lug 2026
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