Qual è stato il malware più diffuso a luglio e come contrastarlo?

Qual è stato il malware più diffuso a luglio e come contrastarlo?

A luglio Emotet è stato il malware più diffuso: non vanno però sottovalutate le altre temibili minacce presenti online.
A luglio Emotet è stato il malware più diffuso: non vanno però sottovalutate le altre temibili minacce presenti online.

Secondo un nuovo rapporto di Check Point Research (CPR), il malware più aggressivo durante lo scorso mese di luglio è stato Emotet.

Nonostante un calo di attacchi rispetto al mese precedente, questo agente malevolo ha costituito circa il 7% degli attacchi a livello globale, confermandosi come la minaccia numero uno per la sicurezza online.

Secondo Maya Horowitz, vicepresidente della ricerca presso CPR, il botnet in questione si continua ad evolvere, mantenendo la sua efficacia nonostante le contromisure. Tra le ultime novità riguardanti Emotet vi è un modulo ideato per il furto delle carte di credito: di fatto, effettuare acquisti online può essere molto pericoloso in questo periodo.

Sempre nel mese di luglio, sono stati registrati dati preoccupanti riguardo Formbook, un infostealer efficace in ambiente Windows che ha mietuto diverse vittime in tutto il mondo.

Inutile sottolineare, ancora una volta, come un buon antivirus e una VPN di alto profilo possono rappresentare un ottimo modo per contrastare efficacemente queste minacce.

Emotet, Formbook e XMRig: i malware più pericolosi dell’estate

Terzo in questa particolare classifica, vi è il temuto XMRig. Stiamo parlando di un software malevolo che sfrutta la CPU delle vittime per estrarre la criptovaluta Monero.

Ovviamente, questi tre malware rappresentano solo la proverbiale “punta dell’iceberg”. Utilizzare delle protezioni adeguate, come quelle offerte da NordVPN, è sicuramente un ottimo modo per prevenire qualunque tipo di problema.

Non stiamo parlando solo di una classica VPN, ma di uno strumento completo lato sicurezza digitale. Con l’abbonamento definito Completo di NordVPN infatti, è possibile abbinare alla classica funzione di protezione dell’indirizzo IP ad altri strumenti come:

  • sistema di protezione anti-malware;
  • tracker e ad blocker;
  • gestore password;
  • data breach scanner;
  • 1 TB di spazio di archiviazione coud crittografato.

Il tutto dunque, abbinato a un software antivirus di alto profilo, può rendere i dispositivi elettronici dei veri e propri bunker a prova di malware.

Questo articolo contiene link di affiliazione: acquisti o ordini effettuati tramite tali link permetteranno al nostro sito di ricevere una commissione.

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

Pubblicato il 11 ago 2022
Link copiato negli appunti