Benvenuti nel nuovo episodio della rubrica che porta la tecnologia direttamente nei vostri peggiori incubi. Il protagonista di oggi è un robot umanoide montato sul retro di un veicolo ferroviario, dotato di una motosega al posto di un braccio e di una enorme pinza al posto dell’altro. Non è uscito dalle pagine di un manga fantascientifico né dalle sequenze di un anime vecchio stampo, è tutto vero.
Il Giappone è un Paese meraviglioso (a volte inquietante)
L’automa è quello impiegato dalla compagnia nipponica JR East per tagliare gli alberi i cui rami ostruiscono i binari. A conti fatti, svolge il suo dovere in modo impeccabile, come testimoniano i filmati condivisi online, evitando che debbano farlo gli operai, facendo risparmiare tempo ed evitando qualsiasi pericolo per il personale. È solo il suo aspetto che fa alzare il sopracciglio. Eccolo in azione.
La società ha confermato che gli ultimi progressi delle tecnologie legate alla robotica e all’intelligenza artificiale stanno diventando sempre più fondamentali per organizzare e per gestire le operazioni di manutenzione come questa, migliorando sia la sicurezza che l’efficienza. Ci permettiamo solo di aggiungere che, nel periodo storico in cui i potenziali rischi inerenti a uno sviluppo incontrollato dell’AI sono finiti al centro del dibattito, è legittimo sentirsi un filo preoccupati.
A proposito dei robot umanoidi, uno studio recente ha svelato che sono meno di quelli che pensiamo. I dati pubblicati dalla International Federation of Robotics fanno riferimento a poche migliaia di unità vendute in tutto il mondo nel corso del 2025. Il volume è quasi inevitabilmente destinato a crescere, ma siamo lontani dai numeri di un’invasione. Inoltre, dei 7.000 conteggiati, la maggior parte è finita nei laboratori di aziende e istituti di ricerca per impieghi relativi all’addestramento e al miglioramento dei modelli AI, non per l’esecuzione di compiti sul campo.