Salute e WiFi, prevenire meglio che curare?

Il Consiglio d'Europa ammonisce sui rischi e chiede il bando di cellulari e WiFi dalle scuole: "Pensate ai bambini", dicono. Ma la scelta dei consulenti potrebbe minare la credibilità dello studio

Roma – Il Consiglio d’Europa ammonisce sulle conseguenze di un uso eccessivo di dispositivi wireless e, in nome della precauzione in particolare nella tutela della salute dei più piccoli, chiede che il WiFi e i telefonini siano proibiti nelle scuole.

Il Consiglio d’Europa è un’organizzazione internazionale da non confondere con le istituzioni dell’Unione europea Consiglio dell’Unione europea e il Consiglio europeo . Non ha poteri effettivi sui singoli stati che vede rappresentati al suo interno.

Il suo Comitato per l’ambiente, l’agricoltura e gli affari regionali e locali si è comunque spinto fino al dire che i campi elettromagnetici dei dispositivi WiFi e wireless possono essere “potenzialmente dannosi per l’ambiente e la salute umana”. Non avendo poteri concreti lo fa con un rapporto che, pur ammettendo che “permangono incertezze a livello scientifico”, dichiara che ci sarebbero “prove sufficienti degli effetti dannosi dei campi elettromagnetici”.

Per arrivare a queste conclusioni sono stati analizzati gli studi scientifici disponibili ad oggi e consultato esperti riuniti in un apposito comitato addetto al trattamento della materia. Fra quelli sentiti, peraltro, vi sono almeno un paio di fonti fortemente criticate dagli osservatori perché ritenute deboli. Fra questi il professor Dominique Belpomme, presidente dell’Associazione per la Ricerca terapeutica contro il cancro ( ARTAC ) e autore di uno studio su un gruppo di persone ritenute affette da elettrosensibilità, cioè allergia alle onde radio emesse dai dispositivi mobile. È arrivato anche a coniare il termine “Sindrome da Intolleranza ai campi elettromagnetici” ( Syndrome of Intolerance to Electromagnetic Fields – SIEMF) e a ha anche messo in correlazione il cancro, i campi elettromagnetici, la leucemia, e le malattie neurgenerative come l’Alzheimer.

Pur essendo riconosciuta come malattia solo in Svezia , l’elettrosensibilità è stata in diverse occasione al centro del dibattito (in Italia vi è anche un’ associazione ), e in generale la paura degli effetti del WiFi ha invariabilmente colpito i maggiori paesi europei, dalla Francia , che probabilmente più di ogni altro ha visto nascere un movimento contrario alle connessioni WiFi, alla Germania , passando per la Gran Bretagna .

Per questo, numerosi studi e rapporti si sono succeduti, senza però mai raggiungere risultati conclusivi .

Non accontentandosi di dire che non vi sono ancora sufficienti dati per sorreggere la tesi dei danni delle connessioni wirelless sulla salute, il Consiglio d’Europa si appella, per far conviverequell'”assenza di certezza scientifica” e quelle “prove sufficienti”, al “principio di precauzione” che dovrebbe spingere a tener conto del futuro del pianeta e dei bambini.

Per questo l’uso nelle scuole di cellulari e WiFi dovrebbe essere proibito, così come dovrebbero essere condotte campagne di sensibilizzazione per un “uso consapevole” di questo tipo di dispositivi. A proposito delle scuole appare ora sfortunata la tempistica dell’avvio del nuovo programma fortemente voluto dal Ministro Brunetta Operazione Scuole in WiFi , anche se il Consiglio d’Europa non sembra essere un’organizzazione in grado di fermarla.

Claudio Tamburrino

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