L'intervento di Satya Nadella al MIS di Milano

Il numero uno Microsoft a Milano per l'Innovation Summit: la visione di Nadella, oltre Windows e il mondo PC, verso cloud e intelligenza artificiale.
Il numero uno Microsoft a Milano per l'Innovation Summit: la visione di Nadella, oltre Windows e il mondo PC, verso cloud e intelligenza artificiale.

Satya Nadella è salito questa mattina sul palco dell’evento Microsoft Innovation Summit ospitato dall’Università Bocconi di Milano. Nel suo speech il CEO di Redmond ha focalizzato l’attenzione su quelli che sono gli strumenti offerti dal gruppo, sugli step che stanno portando l’azienda a concretizzare quella visione annunciata ormai oltre cinque anni fa al suo insediamento e su come alcune realtà italiane stiano beneficiando degli investimenti in innovazione.

Satya Nadella a Milano

Dal suo intervento trapela l’identità della nuova Microsoft. Non più solo una software house, ma una realtà impegnata a fornire gli strumenti necessari per creare valore, sia esso da intendere come economico, umano o in termini di competenze. Azure e il cloud al centro di tutto, i concetti di Distributed Computing e Tech Intensity rappresentano le fondamenta sulle quali costruire nuove forme di business e, in modo ancor più ambizioso, i punti di partenza per innescare un’evoluzione della società intera.

L’adozione delle tecnologie digitali, a ogni livello, ha inevitabilmente un impatto. Così è sempre stato. L’auspicio di Nadella è che si possa remare tutti nella stessa direzione per far sì che possa essere un impatto positivo. In quest’ottica si inseriscono l’apertura alla comunità open source con il progetto GitHub, la definizione di una linea di condotta per uno sviluppo etico delle forme di intelligenza artificiale e iniziative finalizzate alla formazione e al supporto della Trasformazione Digitale come Ambizione Italia.

Satya Nadella, CEO Microsoft, all'Innovation Summit di Milano

Gli esempi del Made in Italy

Dal CEO qualche riferimento anche alle realtà nostrane, private e pubbliche, che hanno scelto di affidarsi alle soluzioni Microsoft per costruire o evolvere la loro attività. TIM con l’assistente virtuale Angie per il supporto clienti basato su Azure, Poste Italiane per rispondere a ogni tipo di richiesta da parte dei clienti, Natuzzi che in partnership con un team nato da poco sta sviluppando una piattaforma di e-commerce in grado di abbattere il confine tra il mondo reale e quello virtuale sfruttando la Mixed Reality di HoloLens, l’istituto INAIL che per la riservatezza delle informazioni gestite ha requisiti elevati in termini di cybersecurity, la startup bancaria illimity che si rivolge alle PMI capace di crescere in modo esponenziale in breve tempo sfruttando le potenzialità dell’infrastruttura cloud.

La tecnologia, per tutti

L’obiettivo di Microsoft è quello di democratizzare l’accesso alla tecnologia, così che tutti possano beneficiarne, mantenendo come priorità la tutela della privacy e la sicurezza dei dati. Insomma, una dichiarazione d’intenti, la conferma di una direzione intrapresa che porterà il gruppo a scrollarsi di dosso almeno in parte l’eredità di un passato che rischierebbe altrimenti di farsi pesante.

Tra gli altri punti toccati da Nadella sul palco dell’Innovation Summit anche gli strumenti della suite 365 e la loro capacità di adattarsi all’impiego su più dispositivi, così come la versatilità di Teams per la gestione di comunicazioni e flussi di lavoro.

E Windows?

Una cosa più di altre costituisce, secondo noi, un interessante spunto di riflessione: il termine “Windows” è stato pronunciato una sola volta (così ci è parso live) in oltre mezz’ora di intervento. Un’ennesima testimonianza di come Microsoft sia oggi molto più del suo sistema operativo, nonostante la piattaforma continui a rappresentare il canale più importante attraverso il quale erogare i propri servizi e offrire le proprie soluzioni. Considerando come ieri sulle pagine del blog ufficiale è comparso un primo riferimento concreto a quello che viene definito un Modern OS, con tutta probabilità il successore di Windows 10, è lecito ipotizzare che il percorso verso quel cambio d’identità citato in apertura possa subire un’accelerazione in tempi brevi.

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