Smartphone, la minaccia della saturazione

Minacce nel futuro a medio termine per il settore mobile: i produttori si stanno già adattando cercando di rincorrere i mercati emergenti. Android regnerà, Windows Phone crescerà rapidamente

Roma – Gli ultimi numeri raccolti da International Data Corporation (IDC) nel Worldwide Quarterly Mobile Phone Tracker , il lavoro statistico con cui monitora la diffusione dei dispositivi mobile nel mondo, anticipa un possibile rallentamento della vendita di smartphone : conseguenza naturale della saturazione del mercato.

Mentre, infatti, nel 2013 le unità vendute hanno superato per la prima volta il miliardo registrando una crescita pari al 39,2 per cento rispetto al 2012, secondo IDC la crescita della distribuzione dei device mobile diminuirà sempre di più arrivando nel 2018 ad un ben più misero 6,2 per cento.

La previsione di IDC considera principalmente un fattore, la saturazione del mercato: “Nell’America del Nord vediamo più di 200 milioni di smartphone attivamente utilizzati e oltre che ad una diminuzione dell’aumento degli acquisti notiamo forze nuove che contribuiscono a determinare acquisti e scelte dei consumatori”.

Già Samsung e Nokia, d’altronde, hanno dimostrato di voler puntare, con dispositivi entry level e di bassa fascia , più che altro al mercato ancora in parte inesplorato dei paesi emergenti e in via di sviluppo, piuttosto che ai mercati tradizionali (Stati Uniti ed Europa in primis): questo porterà anche ad un abbassamento del prezzo medio dei dispositivi dai 335 dollari del 2013 ai 260 del 2018 .

Anche per questa propensione alla vendita di device di prezzo più basso, Android è destinato a mantenere lo scettro di sistema operativo più diffuso: nel 2014 si prevede che deterrà circa il 78,9 per cento del mercato totale, con iOS al secondo posto con il 14,9 (e con i prezzi più alti e meno propensi ad abbassarsi). IDC prevede inoltre un parziale recupero per Windows Phone e per il 2018 scommette che passerà dall’attuale 3,9 per cento del mercato ad un tondo 7 per cento.

Claudio Tamburrino

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