Speciale IDF/ Il futuro prossimo dei chip Intel

All'Intel Developer Forum Fall 2009 il chipmaker californiano si è mostrato a tutto tondo. Nuove informazioni sui futuri processori, sulle tecnologie a 32 e 22 nm, sulla GPU Larrabee e sulle prossime piattaforme Atom-based

Roma – Sono molti i prodotti, le tecnologie e i prototipi mostrati e discussi da Intel durante la giornata di apertura dell’Intel Developer Forum ( IDF ) di San Francisco, tra i quali vi sono i futuri processori a 32 e 22 nanometri, Atom, Moblin 2.1, USB 3.0 e la tanto attesa GPU ibrida Larrabee.

Intel Developer Forum Fall 2009 Sul fronte delle CPU, i riflettori si sono puntati soprattutto su Westmere , il primo processore per PC che utilizzerà una tecnologia di processo a 32 nanometri e che integrerà un core grafico. All’IDF è stata presentata in particolare la piattaforma Westmere-EP , che nel 2010 rimpiazzerà gli attuali Xeon della serie 5500 nel segmento di mercato dei server fino a due socket. Tale piattaforma comprenderà un processore dual-core, il chipset Intel 5520 e una scheda di rete integrata di classe 10 Gigabit Ethernet.

Se il compito di Nehalem era introdurre una nuova microarchitettura, quello del suo successore Westmere sarà traghettare questa architettura nell’era dei 32 nm. Tale strategia fa parte dell’ormai noto modello di sviluppo tick tock di Intel, dove i “tick” consistono nella miniaturizzazione dei transistor e i “tock” nel passaggio ad una nuova microarchitettura. Tra un tick e un tock passa generalmente un anno: dal momento che il primo processore Nehalem fu introdotto nel novembre del 2008, è lecito attendersi che i primi chip Westmere raggiungeranno il mercato tra la fine di questo e l’inizio del prossimo anno.

Come detto, Westmere integrerà un chip grafico da 45 nm sullo stesso package della CPU: sebbene questo design non porti grandi vantaggi sul lato prestazionale, permetterà ad Intel di tagliare i costi di produzione e ai produttori hardware di risparmiare prezioso spazio sulle proprie mainboard. La GPU che accompagnerà Westmere dovrebbe in ogni caso fornire performance decisamente più elevate rispetto agli attuali IGP (Integrated Graphics Processor) di Intel, questo pur senza ambire a rivaleggiare con le schede grafiche PCI Express.

Westmere introdurrà inoltre sette nuove istruzioni dedicate alla cifratura dei dati . Tali istruzioni, secondo Intel, potranno essere sfruttate per accelerare fino a tre volte gli algoritmi impiegati dai più comuni protocolli crittografici, tra i quali l’Advanced Encryption Standard (AES). Westmere migliorerà inoltre le performance delle macchine virtuali e introdurrà il supporto ai guest a 16 bit.

Come già ben noto, Westmere sarà disponibile anche nella versione desktop, chiamata Clarkdale , e in quella per notebook, chiamata Arrandale , entrambe dual-core e provviste di 4 MB di cache L2. I modelli a 6 core, conosciuti con il nome in codice Gulftown , verranno commercializzati sotto il brand Core i9 nel corso del 2010 e si indirizzeranno ai PC desktop di fascia più alta.

Stando alle indiscrezioni, Arrandale potrebbe essere la prima incarnazione di Westmere a raggiungere il mercato. Il precursore di questo chip è Clarksfield , basato sull’architettura Nehalem, introdotto sul mercato proprio nelle scorse ore con il brand Core i7 e Core i7 Extreme Edition . I Clarksfield, in combinazione con il nuovo chipset PM55 Express, si rivolgono ai notebook di fascia alta, inclusi quelli destinati agli hardcore gamer. Essi includono le tecnologie Turbo Boost, che secondo Intel sono in grado di accelerare la velocità di clock del processore fino al 75% in base al carico di lavoro, e la già ben nota tecnologia Hyper-Threading.

I nuovi processori Core i7 per PC portatili comprendono inoltre il supporto di 2 canali di memoria DDR3 a 1333 MHz e un PCI Express 2.0 x16 o due x8. I notebook che montano un Core i7 mobile Extreme Edition sono corredati dal supporto all’Intel XMP (Extreme Memory Profiles) e dall’Intel Extreme Tuning Utility, un tool che permette di ottimizzare e overclockare il sistema in modo semplice e veloce. Inoltre, il chipset Intel PM55 Express consente a workstation di fascia alta e a notebook per videogame di supportare funzionalità come la tecnologia di storage Intel Matrix, la tecnologia audio Intel High Definition Audio e un numero maggiore di interfacce I/O.

I maggiori produttori di notebook, tra cui Asus, Dell, HP e Toshiba, hanno iniziato a fornire oggi notebook basati sui processori Core i7 mobili. Il prezzo dei tre modelli di Clarksfield attualmente disponibili, il Core i7-920XM, il Core i7-820QM e il Core i7-720QM, è rispettivamente di 1054, 546 e 364 dollari per ordini di mille unità.

Presso l’IDF Intel ha mostrato un sistema desktop che aveva per cuore Sandy Bridge , un’evoluzione di Westmere prevista per il 2011. Anche questo chip sarà prodotto con una tecnologia a 32 nm e integrerà un chipset grafico di sesta generazione, che comprenderà istruzioni AVX per il software in virgola mobile, l’accelerazione video e l’elaborazione intensiva disponibile in generale nelle applicazioni multimediali. La principale novità, rispetto a Westmere, è che il core grafico sarà integrato sulla stessa piastrina di silicio (die) del processore anziché sul package: ciò dovrebbe velocizzare la comunicazione tra CPU e GPU.

Intel ha poi annunciato il lancio, per l’inizio del 2010, dei processori Xeon a otto core Nehalem-EX , di cui si è già approfonditamente parlato in questo articolo , e della nuova famiglia Xeon 3000, caratterizzata da consumi contenuti (TDP di 30 watt) e indirizzata a quelli che Intel chiama “micro server” a singolo socket.

Tra i protagonisti dell’evento di San Francisco non poteva poi mancare il tanto chiacchierato Larrabee , un chip grafico di nuova generazione la cui architettura sarà compatibile con le istruzioni x86 alla base delle CPU per PC. I dettagli ufficiali su questo processore non sono molti, ma appare ormai certo che Larrabee sarà un ibrido tra una CPU multicore e una GPU, e verrà utilizzata su schede grafiche di tipo discreto capaci di rivaleggiare – seppure non sia noto in quale fascia prestazionale – con le GPU GeForce e Radeon di Nvidia e AMD.

La sua architettura x86 compatibile dovrebbe semplificare l’utilizzo di Larrabee in soluzioni GPGPU e per la costruzione di supercomputer. Il celebre studio cinematografico DreamWorks, ad esempio, ha già annunciato che utilizzerà sistemi basati sulla futura GPU di Intel per la produzione di film d’animazione.

“Larrabee rappresenta un’estensione delle funzionalità di elaborazione parallela della programmabilità dell’Architettura Intel”, ha affermato il chipmaker californiano. “Grazie a questa flessibile programmabilità e alla possibilità di trarre vantaggio dagli attuali strumenti di sviluppo, software e progettazione, i programmatori sono liberi di comprendere i benefici del rendering completamente programmabile e quindi di implementare facilmente un’ampia varietà di pipeline 3D, ad esempio rasterizzazione, rendering volumetrico e ray tracing”.

Intel ha mostrato una versione funzionante di Larrabee montata su un sistema con processore Gulftown, un chip che, come si è accennato in precedenza, è costruito con tecnologia a 32 nm e integra 6 core. La demo che girava su questo mostro di PC riproduceva in tempo reale alcune scene del gioco Quake Wars: Enemy Territory utilizzando il noto algoritmo di rendering ray tracing .

Data la sua elevata complessità, il ray tracing è generalmente utilizzato solo in ambito professionale, ma le future generazioni di GPU, unite a motori di rendering software super ottimizzati, potrebbero spingere questa tecnica anche in ambito videoludico.

In futuro – si parla di 2012 e oltre – Intel prevede di utilizzare l’architettura di Larrabee anche per le GPU integrate nei successori di Westmere e Sandy Bridge. La prima CPU con core grafico Larrabee potrebbe essere Haswell , basato su un’architettura a 22 nm. E a proposito di 22 nm , Intel ha annunciato che i primi chip basati su questa tecnologia saranno prodotti a partire dalla seconda metà del 2011 e conterranno quasi 3 miliardi di transistor nello spazio di un’unghia. Un wafer di chip SRAM a 22 nm è stato mostrato all’IDF dal CEO di BigI, Paul Otellini, che ha colto l’occasione per affermare che la Legge di Moore , sostenuta dai progressi realizzati da Intel nelle tecnologie di produzione a 32 e 22 nm, è destinata ad accelerare il ritmo e la portata di “innovazione e integrazione”.

“Negli ultimi 40 anni le opportunità rese possibili dalla legge di Moore sono state di gran lunga superiori a semplici aumenti significativi delle prestazioni”, ha affermato Sean Maloney, dirigente dell’Intel Architecture Group. “Il numero in costante aumento di transistor e istruzioni di elaborazione che abbiamo aggiunto ha reso possibile l’integrazione di una quantità sempre maggiore di funzionalità e caratteristiche nei nostri processori. Tutto questo ha portato a una notevole innovazione nell’intero settore, offrendo enormi benefici a consumatori, videogamer e aziende che acquistano questi computer basati su tecnologia Intel”.

Per la produzione di chip a 22 nm Intel si avvale di una evoluzione della tecnica di stampa Immersion Lithography (IL), che conta di sostituire con la più avanzata Extreme Ultraviolet Lithography (EUV) soltanto per la produzione di circuiti con dimensione inferiore ai 15 nm.

I dirigenti di Intel hanno poi estesamente parlato del futuro di Atom , un processore con cui il big di Santa Clara spera di penetrare anche sul mercato degli smartphone e dei dispositivi consumer più compatti. Il primo passo sarà l’introduzione, nel 2010, della piattaforma mobile Moorestown , la prima basata su un system-on-chip (SoC) chiamato in codice Lincroft che integrerà una CPU Atom a 45 nm, un processore grafico con funzionalità di codifica e decodifica video, un controller di memoria e un hub per l’I/O.

L’erede di Moorestown sarà Medfield , un altro SoC questa volta basato su un Atom a 32 nm.

Intel ha detto che entrambe le sue future piattaforme Atom-based contribuiranno a tagliare significativamente i consumi energetici, spingendo le autonomie di MID e netbook oltre le 10 ore. Grazie a queste piattaforme Atom potrebbe divenire un rivale sempre più minaccioso per le CPU ARM, soprattutto considerando che è in grado di far girare l’immenso parco di software x86 nonché le versioni desktop di Windows.

Otellini sostiene che con l’arrivo della tecnologia di processo a 32 nm l’Intel Architecture (IA) arriverà ad abbracciare quasi l’intero mercato dei dispositivi elettronici, dagli smartphone ai server. Il boss di Intel ha parlato di “continuum of computing”, ossia di uno scenario dove utenti e sviluppatori potranno passare da un dispositivo all’altro “senza strappi”. Per la verità molto di questo “continuum” dipenderà dal sistema operativo usato e dal livello di interoperabilità che Moblin e Windows riusciranno a raggiungere. Del fatto che per il successo di Atom il software giocherà un ruolo determinante Intel sembra essere ben consapevole. Nonostante il suo chip a basso consumo utilizzi infatti un’architettura x86, non tutte le applicazioni per PC sono adatte a girare su MID, netbook e, in futuro, sugli smartphone Atom-based. Per questa ragione ha lanciato un’iniziativa volta a fornire agli sviluppatori tutto il necessario per creare e vendere applicazioni tagliate su misura per i device basati su Atom.

L’ Atom Developer Program , attualmente in beta, prevede il rilascio di un SDK e di altri tool di sviluppo capaci di supportare sia Windows che Moblin, il sistema operativo Linux-based di cui BigI è principale sponsor e che presto supporterà, oltre a Flash, anche Java e Silverlight. Farà parte dell’iniziativa anche un framework che semplificherà la creazione, da parte dei produttori di device, di app store personalizzati attraverso cui vendere applicazioni ottimizzate per i propri dispositivi. Asus, Acer e Dell sono le prime tre aziende ad aver annunciato l’intenzione di avvalersi del framework di Intel.

Tra i prototipi di device Atom-based mostrati all’IDF vi era anche un MID con funzionalità di telefonia su cui girava Moblin 2.1. Questo dispositivo aveva all’incirca le dimensioni di un Internet Tablet di Nokia, e probabilmente si basava sul SoC Moorestown.

Il Moblin 2.1 visto girare sul prototipo di MID ( qui un video) aveva un’interfaccia ridisegnata ed era espressamente concepita per girare su dispositivi integranti un modulo per la telefonia.

Intel ha mostrato anche un concept PC portatile che, oltre al display LCD principale, sfoggia ben tre display OLED ausiliari sensibili al tocco. L’utente può utilizzare questi display, posizionati tra la tastiera e le cerniere del monitor, per tenere sempre sott’occhio certe applicazioni o certe aree dello schermo principale: interessante il fatto che è possibile spostare file tra un display secondario e l’altro attraverso semplici operazioni di drag and drop a tocco di dito.

In tema di processori Maloney ha infine accennato alla famiglia di processori embedded Jasper Forest come esempio dell’estensione della microarchitettura Nehalem in nuovi mercati. Disponibile dall’inizio del prossimo anno, il processore Jasper Forest è stato progettato per applicazioni specifiche di storage, comunicazioni, militari e aerospaziali e offrirà un nuovo livello di integrazione per risparmiare spazio ed energia in questi ambienti ad alta densità.

Maloney ha altresì annunciato un nuovo strumento per la gestione dei PC basati su tecnologia Intel vPro, il controllo remoto KVM (Keyboard Video Mouse): questo tool consente al personale IT di esaminare i problemi così come vengono sperimentati dagli utenti, velocizzando la diagnosi, riducendo gli interventi in loco e aumentando il risparmio sui costi.

All’IDF hanno fatto la loro apparizione anche i primi dispositivi USB 3.0 , tra i quali chip di controllo per dispositivi di storage, hard disk esterni, SSD e videocamere HD.

Come noto, USB 3.0 fornisce un’ampiezza di banda di 4,8 Gbps (circa 600 MB/s), ossia 10 volte superiore a quella della versione 2.0. Performance raggiunta grazie all’utilizzo di cavi che, oltre ai classici fili in rame, impiegano ben più veloci fibre ottiche.

Alessandro Del Rosso

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  • Leone Morta scrive:
    un articolo che dovremmo leggere:libertà
    C'e' un articolo in prima pagina sul New Blog Times (google please) chiamato "Lo strano caso (neanche troppo) di benjamin Pecorella". Invito tutti alla lettura, specie chi fa informazione libera o si esprime liberamente in internet. Saluti
  • Nome e cognome scrive:
    (Auto)Boicott Elton John
    come da oggetto.A parte che non mi è mai piaciuto, ne come persona ne come artista... con questa uscita plateale credo si sia conquistato l'antipatia di parecchie persone.Meritatamente, IMHO.
    • Guybrush scrive:
      Re: (Auto)Boicott Elton John
      - Scritto da: Nome e cognome
      come da oggetto.
      A parte che non mi è mai piaciuto, ne come
      persona ne come artista... con questa uscita
      plateale credo si sia conquistato l'antipatia di
      parecchie
      persone.
      Meritatamente, IMHO.Ha scritto della buona musica e come pianista... se sapessi suonare bene la meta' di come sa suonare lui ci metterei la firma.Rimane la sparata sul diritto d'autore: Sir Elton Johnn deve imparare che colpire i propri fan non fa bene alle vendite.
      • ullala scrive:
        Re: (Auto)Boicott Elton John
        - Scritto da: Guybrush
        - Scritto da: Nome e cognome

        come da oggetto.

        A parte che non mi è mai piaciuto, ne come

        persona ne come artista... con questa uscita

        plateale credo si sia conquistato l'antipatia di

        parecchie

        persone.

        Meritatamente, IMHO.

        Ha scritto della buona musica e come pianista...
        se sapessi suonare bene la meta' di come sa
        suonare lui ci metterei la
        firma.
        Rimane la sparata sul diritto d'autore: Sir Elton
        Johnn deve imparare che colpire i propri fan non
        fa bene alle
        vendite.Non contesto i tui gusti ma non condivido per nulla!A me ha sempre fatto schifo come musicista e come interprete.. non saprei distinguere un suo pezzo da un altro. sono praticamente variazioni su un unico tema.Purtroppo non posso boicottarlo... mai comprato nulla di suo!:'(
  • Aname scrive:
    La moda
    Le case discografiche non hanno ancora capito che il mondo è diverso da come lo hanno conosciuto vent'anni fa... una volta andava di moda entrare nei negozi e acquistare a qualunque prezzo l'ultimo album di tendenza, adesso, esattamente come cambiavano le mode musicali, è cambiata la moda di fare acquisti. I ragazzi spendono i loro soldi diversamente, hanno altri interessi, e la causa non è il p2p. Innanzitutto i giovani hanno meno soldi di prima, poi, la musica per anni ha fatto sempre più schifo, si è puntato al massimo profitto con il minimo sforzo, e, dunque, si sono scavati la fossa. Ma poi i ragazzi hanno anche migliaia di altri interessi, intanto la musica se la fanno da loro, suonando nelle cantine e registrano con mezzi propri che noi ci sognavamo, poi, adesso ci sono i telefonini, le console dei videogames, c'e' internet, c'e' una miriade di altre cose rispetto a una volta, altro che piantarsi davanti allo stereo a vedere le lucine dell'equalizzatore...
    • asd scrive:
      Re: La moda
      gia' tirano di coca :P hehehe mah io metterei su creative commons e basta... tanto anche se ti copiano ti sputeranno in faccia perche' il pezzo none' tuo
      • evilripper scrive:
        Re: La moda
        - Scritto da: asd
        gia' tirano di coca :P hehehe mah io metterei su
        creative commons e basta... tanto anche se ti
        copiano ti sputeranno in faccia perche' il pezzo
        none'
        tuoInfatti si, basta con i diritti di autore che tutelano prima le major e poi gli autori!!
    • Albert Hoffman scrive:
      Re: La moda
      - Scritto da: Aname
      causa non è il p2p. Innanzitutto i giovani hanno
      meno soldi di prima, poi, la musica per anni ha
      fatto sempre più schifo, si è puntato al massimoVuoi mettere comprare nel 1973 il vinile di "The Dark Side of The Moon", correre a casa e sentirlo con la qualità pazzesca di quella registrazione in confronto a quella porcheria dell'ultimo album dei Tokio Hotel ? (che poi non capisco xche le tecniche di registrazione vanno via via degradandosi invece che migliorare.... stiamo tornando al mono ancora un po...)
    • nOra scrive:
      Re: La moda
      - Scritto da: Aname
      Le case discografiche non hanno ancora capito che
      il mondo è diverso da come lo hanno conosciuto
      vent'anni fa... una volta andava di moda entrare
      nei negozi e acquistare a qualunque prezzo
      l'ultimo album di tendenza, adesso, esattamente
      come cambiavano le mode musicali, è cambiata la
      moda di fare acquisti. I ragazzi spendono i loro
      soldi diversamente, hanno altri interessi, e la
      causa non è il p2p. Ah si? Sicuramente hai ragione!Perchè spendere soldi per la musica quando la puoi scaricare aggratis?E' proprio questo il punto.Poichè la musica è facilmente accessibile, non c'è bisogno di acquistarla... poi coi soldi della paghetta faccio altro...Ovvio no?
  • soulista scrive:
    La morte della musica?
    Ma con che faccia vengono a parlare di "fine della musica" o, peggio ancora di "fine dell'arte"? vogliono farci credere che prima delle case discografiche, prima della prostituzione di cosiddetti "artisti" non esistesse l'arte? vogliono farci credere che senza il loro "sacrificio" sotto forma di investimento di denaro a nessuno più salterebbe in testa di scrivere una canzone o creare un album, come se a tutti interessassero solo i (loro) (pochi) soldi...
    • Albert Hoffman scrive:
      Re: La morte della musica?
      - Scritto da: soulista
      Ma con che faccia vengono a parlare di "fine
      della musica" o, peggio ancora di "fine
      dell'arte"? vogliono farci credere che prima
      delle case discografiche, prima della
      prostituzione di cosiddetti "artisti" non
      esistesse l'arte? vogliono farci credere che
      senza il loro "sacrificio" sotto forma di
      investimento di denaro a nessuno più salterebbe
      in testa di scrivere una canzone o creare un
      album, come se a tutti interessassero solo i
      (loro) (pochi)
      soldi...Chi dice queste cose ?Il VECCHIO ex-famoso artista ex-sfornatore di successi ormai indebitato fino al collo (leggasi alla canna del gas)o la giovane poppe-star incapace di creare "MUSICA" ma soltanto capace di esibirsi su un palco mostrando tutta la sua cultura POP(pe) cantando canzoni che le scrivono altri, su musica che le scrivono altri, nel modo in cui altri le dicono.altri = major.
  • Spock scrive:
    avvocati, da napster in poi. . .
    Tutta la cosiddetta lotta alla pirateria è iniziata quando due avvocati hanno fiutato che la questione dei "diritti" era un bel pollo da spremere.Non ricordo i nomi ma i primi clienti furono, se non vado errato, i Metallica. In effetti chi ci guadagna realmente in questa storia sono proprio i legali. Gli unici a guadagnarci in ogni caso. Il loro interesse è che la guerra per i diritti sia sempre aperta.
    • Albert Hoffman scrive:
      Re: avvocati, da napster in poi. . .
      - Scritto da: Spock
      Tutta la cosiddetta lotta alla pirateria è
      iniziata quando due avvocati hanno fiutato che la
      questione dei "diritti" era un bel pollo da
      spremere.
      Non ricordo i nomi ma i primi clienti furono, se
      non vado errato, i Metallica.

      In effetti chi ci guadagna realmente in questa
      storia sono proprio i legali. Gli unici a
      guadagnarci in ogni caso. Il loro interesse è che
      la guerra per i diritti sia sempre
      aperta.Anche xche a quanto pare i metallica hanno perso un bel po di fan con questo piccolo fatto...E soprattutto chi ama il genere METAL sa che i veri gruppi METAL a volte li trovi a suonare per pochi euro nei pubbettini in germania...
  • bah scrive:
    1 download = 1 vendita persa ahah
    l'assurdità è questa : dando per scontata l'equazione 1 download = 1 vendita persa.ma come si fa solo a pensare che avrei comprato quel brano solo xchè l'ho scaricato.. bah farebbero meglio a stare zitti, fanno + bella figura
    • Paolo Brini scrive:
      Re: 1 download = 1 vendita persa ahah
      - Scritto da: bah
      l'assurdità è questa :

      dando per scontata l'equazione 1 download = 1
      vendita
      persa.

      ma come si fa solo a pensare che avrei comprato
      quel brano solo xchè l'ho scaricato.. bah
      farebbero meglio a stare zitti, fanno + bella
      figuraE c'è di più, molto di più... un'impressionante mole di studi e ricerche indipendenti mostrano dati completamente diversi da quelli evidenziati dalle major dell'intrattenimento e dalle federazioni antipirateria.http://blog.tntvillage.scambioetico.org/?p=3544
    • Albert Hoffman scrive:
      Re: 1 download = 1 vendita persa ahah
      - Scritto da: bah
      l'assurdità è questa :

      dando per scontata l'equazione 1 download = 1
      vendita
      persa.

      ma come si fa solo a pensare che avrei comprato
      quel brano solo xchè l'ho scaricato.. bah
      farebbero meglio a stare zitti, fanno + bella
      figura1 Download = 1 Download.1 Vendita = 1 Vendita.Se non ho mai comprato un cd, mi registravo le cassettine dalla radio o dagli amici, prima di internet, mi tolgono la possibilità di farlo da internet continuerò a fare come prima.Per quanto mi riguarda possono andare al diavolo. Se compro un cd mi tocca metterlo nel pc, infettarmi coi loro trojan, ripparlo in mp3 e copiarlo nel mio lettore preferito.Quando mi venderanno mp3 a qualità DECENTE (e intendo ALMENO l'opzione V2 di Lame, non 128Kbps SCHIFIDI) a un costo decente (Max 2-3 euro ad album, per album appena usciti) ne riparliamo.Altrimenti buona rispolverata del vecchio registratore a doppia piastra! (o l'equivalente tecnologico attuale)
      • Sgabbio scrive:
        Re: 1 download = 1 vendita persa ahah
        - Scritto da: Albert Hoffman

        1 Download = 1 Download.
        1 Vendita = 1 Vendita.

        Se non ho mai comprato un cd, mi registravo le
        cassettine dalla radio o dagli amici, prima di
        internet, mi tolgono la possibilità di farlo da
        internet continuerò a fare come
        prima.
        Per quanto mi riguarda possono andare al diavolo.
        Se compro un cd mi tocca metterlo nel pc,
        infettarmi coi loro trojan, ripparlo in mp3 e
        copiarlo nel mio lettore
        preferito.
        Quando mi venderanno mp3 a qualità DECENTE (e
        intendo ALMENO l'opzione V2 di Lame, non 128Kbps
        SCHIFIDI) a un costo decente (Max 2-3 euro ad
        album, per album appena usciti) ne
        riparliamo.
        Altrimenti buona rispolverata del vecchio
        registratore a doppia piastra! (o l'equivalente
        tecnologico
        attuale)perchè mp3 ? Sarebbe bello se usassero dei formati Lossless...il problema sono certi lettori che non supportano formati diversi dal mp3.
        • ... scrive:
          Re: 1 download = 1 vendita persa ahah
          qualsiasi formato che non occupi decine di mega per pochi secondi di audio è loseless...
          • ... scrive:
            Re: 1 download = 1 vendita persa ahah
            mi sono scordato un NONqualsiasi formato che non occupi decine di mega per pochi secondi di audio NON è loseless...
          • Albert Hoffman scrive:
            Re: 1 download = 1 vendita persa ahah
            Il Flac E' LOSSLESS e tra l'altro se acquisito da sorgenti ad altissima qualita (e non intendo il cd) è di gran lunga superiore all'MP3 Occupado 1/2 dello spazio dell'audio non compresso.
      • Aname scrive:
        Re: 1 download = 1 vendita persa ahah
        Io posso benissimo fare a meno di tutta quella musica spazzatura che gira in rete, per me o un artista mi fa scoltare la propria musica gratuitamente oppure se la può spara nei timpani, basta che il volume non sia troppo alto perchè non volgio nemmeno sentire il sibillio di quella musica.Di certo, non andrò mai a sentire il concerto di un artista che non conosco.
        • ... scrive:
          Re: 1 download = 1 vendita persa ahah
          Tu che lavoro fai?No perchè così se mi serve un qualcosa attinente al tuo lavoro ti chiedo se me lo fai gratis
          • Albert Hoffman scrive:
            Re: 1 download = 1 vendita persa ahah
            - Scritto da: ...
            Tu che lavoro fai?
            No perchè così se mi serve un qualcosa attinente
            al tuo lavoro ti chiedo se me lo fai
            gratisLui non so. io produco software.E come tutti i produttori software do ingiro le demo o le versioni limited (che possono essere considerati gli album)per poi vendere le versioni complete o addirittura personalizzate(che possono essere i concerti,eventi, via di cendo)
      • Nome e cognome scrive:
        Re: 1 download = 1 vendita persa ahah
        - Scritto da: Albert Hoffman
        Se non ho mai comprato un cd, mi registravo le
        cassettine dalla radio o dagli amici, prima di
        internet, mi tolgono la possibilità di farlo da
        internet continuerò a fare come
        prima.Quoto. Questo bel programmino totalmente gratuito, permette di registrare le radio su internet e molto altro ancora: IcyRadio
        Per quanto mi riguarda possono andare al diavolo.Concordo.
      • ullala scrive:
        Re: 1 download = 1 vendita persa ahah
        - Scritto da: Albert Hoffman
        1 Download = 1 Download.
        1 Vendita = 1 Vendita.Bene è vero ma detto così è troppo facile e troppo semplice perchè lo possano capire!Cosa pretendi che dicano apertamente che abusano già quotidianamente della pazienza dei cittadini (oltre che dei loro portafogli) come consumatori e che vogliono abusarne anche attraverso tasse balzelli e protezioni (sempre a spese dei cittadini) ?
    • Reolix scrive:
      Re: 1 download = 1 vendita persa ahah
      1 download = 1 vendita persameno ricavi = colpa del p2pE' da anni che lo vado dicendo in tutte le sedi ufficiali e non, forum compresi e NESSUNO, dico NESSUNO, neanche l'ad Sony italia è riuscito a darmi dati CERTI su queste 2 "equazioni" semplicemente perchè NON SI PUOPOSSONO calcolare, capirai....
      • Albert Hoffman scrive:
        Re: 1 download = 1 vendita persa ahah
        - Scritto da: Reolix
        1 download = 1 vendita persa
        meno ricavi = colpa del p2p

        E' da anni che lo vado dicendo in tutte le sedi
        ufficiali e non, forum compresi e NESSUNO, dico
        NESSUNO, neanche l'ad Sony italia è riuscito a
        darmi dati CERTI su queste 2 "equazioni"
        semplicemente perchè NON SI PUOPOSSONO
        calcolare,
        capirai....Mentre noi possiamo citare numerosi esempi di gruppi affermatisi tramite il passa passa di cassettine prima e di mp3 su internet poi...Uno fra tanti? I Gem Boy
  • No Limits Download scrive:
    Elton John, 40 milioni di debiti
    La plebaglia dovrebbe capire che se gli scaricano le canzoni poi lui non riesce più a comperarsi 58.000 Euro di fiori al mese...http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2005/04/09/elton-john-40-milioni-di-debiti.html****Elton John, 40 milioni di debitiHa rinunciato alla droga, ma non ancora ha imparato a fare economia. Elton John è indebitato fino al collo e il suo conto è in rosso per 40 milioni di euro, come ha scoperto la finanziaria William A. Bong, che controlla le sue finanze. «Ho talento per scrivere canzoni, ma non per gli affari», replica l' artista, che ogni mese spende 58 mila euro solo in fiori. La star è stata costretta a vendere la Twenty-First Artists, la sua società di management, per 23 milioni di euro, ma continua a incassare enormi quantità di denaro: oltre a The red piano, in scena a Las Vegas, ha scritto le musiche di Billy Elliot, che ha appena debuttato a Londra, e di The vampire Lestat, a Broadway dal prossimo autunno. Ma i tabloid inglesi insinuano: se per un caso fortuito dovesse smettere di lavorare oggi sarebbe un nuovo povero.****
    • Dr. Zampetti scrive:
      Re: Elton John, 40 milioni di debiti
      - Scritto da: No Limits Download
      La plebaglia dovrebbe capire che se gli scaricano
      le canzoni poi lui non riesce più a comperarsi
      58.000 Euro di fiori al
      mese...Vero, plebeo!
    • Mauro scrive:
      Re: Elton John, 40 milioni di debiti
      Naaaaa, lui pensa ai giovani artisti, che sono quelli che beneficiano realmente del monopolio delle case discografiche, e qui in little italy dell'equo compenso... sfamiamo i giovani!
      • Scetticone scrive:
        Re: Elton John, 40 milioni di debiti
        Ma come si fa a credere che i cantanti abbiano questi buchi spaventosi (non facciamo battutine, intendevo nel conto in banca). Guardiamo il caso di Michael Jackson, non aveva forse anche lui milionate di debiti? Chissà come mai adesso tutti i parenti si stanno arrabattando per beccarsi l'eredità! Non penso proprio che questa consista solo nei suoi tanto millantati debiti.
        • Apple II scrive:
          Re: Elton John, 40 milioni di debiti
          Perché se è vero che hanno milioni di debiti è anche vero che hanno milioni di patrimonio (diritti, ville, yacht, appartamenti, partecipazioni ecc.), che coprono ampiamente i debiti.
          • Ugly Freaking Gawd scrive:
            Re: Elton John, 40 milioni di debiti
            - Scritto da: Apple II
            Perché se è vero che hanno milioni di debiti è
            anche vero che hanno milioni di patrimonio
            (diritti, ville, yacht, appartamenti,
            partecipazioni ecc.), che coprono ampiamente i
            debiti.E da morti fanno più soldi che vermi...
      • Lord Kap scrive:
        Re: Elton John, 40 milioni di debiti
        - Scritto da: Mauro
        Naaaaa, lui pensa ai giovani artisti,Meglio non specificare il come ci pensa...-- Saluti, Kap
    • don dreper scrive:
      Re: Elton John, 40 milioni di debiti
      Pazzesco...elton john.....che vendesse un po' dei suoi occhiali per vivere
    • Aname scrive:
      Re: Elton John, 40 milioni di debiti
      Potrebbe provare a scaricare i fiori da internet con il p2p
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