Spotify lancia i remix AI delle canzoni, gli artisti ricevono le royalty

Spotify lancia i remix AI delle canzoni, gli artisti ricevono le royalty

Spotify e Universal Music Group lanciano uno strumento di remix e cover AI per gli abbonati Premium. Gli artisti che partecipano ricevono le royalty.
Spotify lancia i remix AI delle canzoni, gli artisti ricevono le royalty
Spotify e Universal Music Group lanciano uno strumento di remix e cover AI per gli abbonati Premium. Gli artisti che partecipano ricevono le royalty.

Si prende una canzone su Spotify, si chiede all’AI di trasformarla in una versione jazz, in una cover acustica, in un remix lo-fi e l’AI la genera. Si può anche condividere, e l’artista originale riceve le royalty. È il nuovo strumento di remix e cover AI che Spotify ha annunciato con Universal Music Group. È Il primo prodotto concreto della partnership “AI responsabile” che le due aziende avevano dichiarato lo scorso ottobre, senza spiegare cosa significasse.

Adesso lo sappiamo, significa che i fan possono creare versioni alternative delle canzoni con l’AI, e gli artisti, com’è giusto che sia, riceveranno un compenso.

Come remixare le canzoni con l’AI su Spotify

Lo strumento sarà un add-on a pagamento per gli abbonati Premium. Gli artisti possono scegliere di aderire al programma o meno. Chi partecipa riceve royalty sui remix e le cover AI generati dai fan a partire dalle proprie canzoni. Spotify non ha specificato quando il tool sarà disponibile, né quanto costerà oltre l’abbonamento Premium.

Gli accordi con le etichette discografiche

A differenza di Suno e Udio, finite in tribunale per violazione di copyright, e di Deezer, che cerca di arginare l’ondata di 75.000 tracce AI caricate ogni giorno, Spotify sta scegliendo un approccio diverso. Invece di puntare sulla generazione di musica nuova, consente di remixare brani già esistenti con il consenso degli artisti e con un sistema di royalty. Il primo accordo è con Universal Music Group, ma Spotify aveva già annunciato partnership anche con Sony Music Group, Warner Music Group, Merlin e Believe. Se tutte aderissero, la copertura del catalogo sarebbe enorme.

Per gli artisti che partecipano è un nuovo flusso di ricavi. Per i fan, un modo creativo di vivere la musica che amano. Per Spotify, l’ennesima aggiunta a pagamento, in mezzo a una valanga di audiolibri con l’AI, podcast con l’AI, libri cartacei e abbonamenti con tetti più alti. Tante belle cose, certo. Che casualmente arrivano insieme a un prezzo che continua a crescere…

Fonte: Spotify
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Pubblicato il
22 mag 2026
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