La NASA ha pubblicato una serie di documenti per sollecitare le aziende private alla presentazione delle proposte per le future stazioni spaziali commerciali. L’agenzia statunitense deve scegliere quella o quelle che sostituiranno la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) quando verrà deorbitata (forse nel 2030). Il problema principale da risolvere è come portare gli astronauti in orbita.
Presenza umana stabile nello spazio
Oltre all’annuncio delle tre fasi che termineranno con la costruzione di una base per la permanenza sulla Luna, durante l’evento Ignition di fine marzo, la NASA ha evidenziato la necessità di avere stazioni spaziali private che prenderanno il posto della ISS per garantire una presenza umana stabile in orbita terrestre bassa.
Dopo una richiesta di informazioni e la bozza della richiesta per proposte, la NASA ha pubblicato tutti i dettagli, invitando le aziende interessate a presentare i rispettivi piani entro l’8 dicembre 2026. Al termine di questa prima fase verranno scelte almeno due proposte. La decisione finale è prevista entro aprile 2027.
Jared Isaacman, amministratore della NASA, ha dichiarato:
La NASA non rinuncerà mai alla sua presenza nell’orbita terrestre bassa. Continueremo ad aver bisogno di un luogo in cui condurre ricerche, sviluppare tecnologie, addestrare equipaggi e prepararci per le missioni verso la Luna e Marte. Le stazioni spaziali commerciali potrebbero offrire tale capacità, creando al contempo nuove opportunità per l’industria americana e consentendo alla NASA di concentrare una quota maggiore delle proprie risorse sulle missioni, apparentemente impossibili, che ci attendono.
Secondo Eric Berger di Ars Technica, alla prima fase parteciperanno sicuramente Axiom Space, Voyager Space e Vast Space. Blue Origin ha già ottenuto finanziamenti in precedenza. I vincitori riceveranno almeno 100 milioni di dollari. La fase 2 prevede finanziamenti per sviluppo e certificazione delle stazioni spaziali (miliardi di dollari), mentre la fase 3 includerà l’acquisto di almeno quattro missioni con equipaggio.
In base ai requisiti della NASA, le aziende dovranno progettare, costruire, collaudare, certificare e gestire stazioni spaziali commerciali in orbita terrestre bassa, in grado di fornire servizi integrati di destinazione e trasporto per il volo spaziale umano. Ciò significa che dovranno fornire anche il mezzo di trasporto.
Come è noto, SpaceX non produrrà più le navicelle Crew Dragon e non porterà più gli astronauti nello spazio. La NASA spera che Boeing risolva definitivamente i problemi di Starliner. Una seconda alternativa potrebbe essere lo Space Vehicle di Blue Origin, ma non sarà pronto prima del 2031. Nei documenti è indicato anche il costo per un volo con quattro astronauti nel 2030: 325 milioni di dollari.