Telecom Italia, niente condanne per le SIM fantasma

Il procedimento a carico degli ex vertici della telco, accusati di aver incoraggiato la disseminazione sul mercato di SIM card intestate ad identità fittizie, si conclude per "insussistenza dei fatti"

Il Gup di Roma ha prosciolto Riccardo Ruggiero, ex amministratore delegato di Telecom Italia, Massimo Castelli, ex direttore operativo di Tim Italia e Luca Luciani, al tempo dei fatti vertice di Tim Brasil: i tre erano sul banco degli imputati nel caso relativo alle cosiddette “SIM fantasma”.

L’accusa riguardava fatti risalenti al periodo compreso tra il 2001 ed il 2008: secondo l’accusa , la telco avrebbe gonfiato la sua quota di mercato detenuta nel campo della telefonia mobile tramite un giro di 5,3 milioni di carte SIM intestate a identità fittizie e ricaricate con pochi centesimi di euro per pompare artificialmente il fatturato dell’azienda. Ai tre manager erano quindi contestati i reati di di truffa aggravata, false comunicazioni sociali e ostacolo all’autorità di vigilanza Agcom

Telecom Italia, peraltro, aveva già deciso di patteggiare e dietro pagamento di 600mila euro aveva sanato la sua posizione e nel corso del nuovo procedimento si era schierata contro gli ex dirigenti in qualità di parte civile.

Ora il giudice Carmine Castaldo ha scagionato i tre ex manager di Telecom Italia ritenendo che il fatto non sussiste.

Claudio Tamburrino

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