Telegram si avvicina agli NFT per vendere nomi utente famosi

Telegram si avvicina agli NFT per vendere nomi utente famosi

Visto il potente successo degli NFT, Telegram si è inventata un progetto per poter vendere all'asta i nomi utenti, link di gruppi e canali.
Visto il potente successo degli NFT, Telegram si è inventata un progetto per poter vendere all'asta i nomi utenti, link di gruppi e canali.

Il visionario Pavel Durov, fondatore di Telegram, l’app di messaggistica istantanea concorrente di WhatsApp, sta puntando agli NFT. Però il suo progetto è un po’ differente dagli altri, cercando di sfruttare il materiale che ha a disposizione.

In una recente conversazione sul suo gruppo personale di Telegram, “Durov’s Channel“, Pavel Durov ha riconosciuto l’enorme successo delle aste di nomi di dominio organizzata da The Open Network (TON). Pensando a una cosa simile per la sua app di messaggistica ha dichiarato:

Sono davvero impressionato dal successo dell’asta che TON ha condotto di recente per i loro nomi di dominio/portafoglio. Se TON è stato in grado di ottenere questi risultati, immagina quanto successo potrebbe avere Telegram con i suoi 700 milioni di utenti se mettiamo all’asta nomi utente @riservati, link a gruppi e canali. Oltre a milioni di accattivanti indirizzi t.me come @storm o @royal, tutti i nomi utente di quattro lettere potrebbero essere messi in vendita (@bank, @club, @game, @gift ecc.).

L’idea è quella di creare la possibilità che i titolari di nomi utente possano trasferirli agli acquirenti tramite accordi protetti e contratti intelligenti simili a NFT. Per questo l’applicazione di messaggistica istantanea si sta avvicinando al mondo dei Token Non Fungibili e alla blockchain.

Telegram e un nuovo business NFT

Nello specifico, per Telegram, non si tratterebbe di veri e proprio NFT, ma di prodotti venduti con contratti simili a quelli utilizzati per i Token Non Fungibili. E qui entra in campo la rete blockchain che sta affascinando il mondo intero. Infatti, proprio Durov ha proseguito nel suo ragionamento spiegando:

Ciò creerebbe una nuova piattaforma in cui i titolari dei nomi utente potrebbero trasferirli alle parti interessate in accordi protetti, con la proprietà protetta sulla blockchain tramite contratti intelligenti simili a NFT. Anche altri elementi dell’ecosistema Telegram, inclusi canali, adesivi o emoji, potrebbero in seguito diventare parte di questo mercato. Vediamo se possiamo aggiungere un po’ di Web 3.0 a Telegram nelle prossime settimane.

Quindi sembra proprio che questo progetto sia diventato una priorità per Durov e che entro poche settimane si potranno vedere i primi risultati di questo lavoro. Sicuramente resteremo aggiornati su questo tema, dato che gli NFT stanno registrando un progresso importante dal 2021.

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Pubblicato il 23 ago 2022
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