Time Warner, Internet non è un buffet

Gli utenti dovrebbero pagare per ciò che effettivamente consumano. L'ISP estende i test della banda limitata. Ma i cittadini della rete non sembrano apprezzare

Roma – “Quando vai a pranzo con un amico dividi comunque il conto in due se lui ha preso una bistecca e tu hai preso un’insalata?”: così sintetizza il COO di Time Warner Cable, così motiva i cambi di programma e di tariffe a cui l’ISP intende sottoporre i propri utenti. Limiti al traffico e banda a consumo: una flat vale 150 dollari per Time Warner.

Le sperimentazioni sono state avviate nei mesi scorsi: il fornitore di connettività ha annunciato l’estensione del programma di razionamento della banda. Per gli abbonati texani di San Antonio e Austin, per coloro che hanno sottoscritto un contratto a Rochester, nello stato di New York, entreranno in vigore delle soglie: “abbiamo bisogno di un modello di business sostenibile per la nostra infrastruttura – spiegava il CEO Glenn Britt – abbiamo compiuto un errore in precedenza a non impostare il nostro modello di business sulla base del consumo di banda”. All’orizzonte, secondo Time Warner , incomberebbe il collasso della rete: i provider non dovrebbero restare con le mani in mano, dovrebbero contenere i rischi. Agendo sulle abitudini della propria utenza.

Da 5 a 40 GB di traffico mensile, prezzi che dovrebbero oscilare tra i 29,95 dollari e i 54,90 dollari, a seconda dei consumi dei cittadini della rete. Per ogni GB di traffico oltre le soglie, un dollaro in più da corrispondere. Così come altri ISP statunitensi quali AT&T e Comcast , anche Time Warner intende contenere i propri utenti piuttosto che discriminare certi tipi di traffico o contrattare con i fornitori di contenuti: l’infrastruttura non saprebbe sostenere gli appetiti dei netizen che, invitati da un mercato dei contenuti florido e dinamico, tenderebbero ad attingere online. Magari rinunciando alle offerte tradizionali di contenuti, come quella che Warner propone da tempo.

I cittadini della rete sono insorti, sono insorte le autorità . Sette ore di video settimanali online potrebbero far sconfinare i netizen al di fuori della soglia dei 40 GB: i limiti al consumo di banda rappresenterebbero un ostacolo all’innovazione , frenerebbero la spinta di un ventaglio di servizi innovativi .

Ma Time Warner assicura che la banda a consumo saprebbe soddisfare tutti i propri utenti: il trenta per cento di coloro che hanno sottoscritto un abbonamento con l’ISP consumerebbero meno di un GB di traffico al mese. Perché non proporzionare ciascun abbonamento al traffico effettivo? A tale proposito Time Warner ha svelato altri due modelli di abbonamento: un GB al mese per 15 dollari e banda di fatto illimitata in cambio di 150 dollari, 75 per sottoscrivere l’abbonamento per 100 GB, e un massimo di 75 dollari di tariffazione per i GB eccedenti.

Ma i cittadini della rete non sembrano entusiasti di alimentarsi della rete pagando per quanto effettivamente hanno consumato: si stanno mobilitando per dissuadere i provider dall’implementare a pieno regime il sistema di soglie, stanno agendo per sottoporre all’esame delle autorità il cambio di fronte del provider. “Le persone vogliono più Internet, non meno – spiega Timothy Karr dell’associazione Free Press – invece di soddisfare la domanda di banda, Time Warner sta penalizzando gli utenti per il consumo di traffico”. “Questo spillare denaro – affonda Karr – è un affronto ai tentativi del Congresso e del presidente Obama di fare di una Internet più veloce ed economica un elemento chiave della ripresa”.

Gaia Bottà

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  • lo so io scrive:
    vero
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