UE: Samsung deve fare di più

L'azienda coreana propone soluzioni per appianare le accuse antitrust relative allo sfruttamento di brevetti sugli standard tecnologici. Per l'Europa non sono sufficienti

Samsung, lo ha confermato un portavoce della Commissione Europea, ha offerto le proprie soluzioni per svincolarsi dalle accuse antitrust dell’Europa, riguardanti gli abusi nello sfruttamento di standard tecnologici come quello legato al 3G e il meccanismo delle denunce e delle ingiunzioni chieste per bloccare le vendite dei dispositivi di aziende rivali in presunta violazione brevettuale.

Le proposte di Samsung, però, non sarebbero risolutive: “la Commissione le ha valutate – ha dichiarato il portavoce dell’UE a Reuters – e ha chiesto a Samsung di migliorarle”.

Nessun dettaglio è trapelato in merito al piano di Samsung per ammansire le autorità antitrust e dimostrare la propria buona fede con un cambio di atteggiamento nelle pratiche di concessione delle licenze sui brevetti standard a condizioni eque, ragionevoli e non discriminatorie (FRAND).

L’azienda coreana, alla fine del 2012 e a pochi giorni di distanza dalla decisione di abbandonare le richieste di blocco sul mercato per i dispositivi Apple che riteneva violassero i propri brevetti legati a standard tecnologici, era stata raggiunta dalle accuse formali della Commissione Europea. Dal mese di giugno Samsung sarebbe all’opera per cercare un accordo con le autorità del Vecchio Continente, e scongiurare una sanzione che potrebbe raggiungere i 13,8 miliardi di euro. ( G.B. )

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