La Guerra Fredda è stato un conflitto politico, ideologico, economico e militare non dichiarato che ha riscritto la storia delle alleanze. Si è trattato della contrapposizione tra le due superpotenze emerse dopo la Seconda Guerra Mondiale: gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica ed è proprio quest’ultima che ha saputo mantenere bene i segreti, proprio come la strana cupola di luce che ha illuminato i cieli dopo il lancio di un missile.
Questa capacità è stata dimostrata ampiamente tenendo nascosti non solo lo sviluppo della sua prima atomica e il lancio dello Sputnik nel 1957, ma anche il disastro nucleare di Chernobyl del 1986. Proprio per questo gli Stati Uniti si sono inventati i più svariati metodi per spiare il rivale come l’U-2, aerei ad alta quota, o satelliti spia e dispositivi sottomarini. Ed è proprio di aerei che si parla in merito al segreto “luminoso” dell’ex URSS.
Dobbiamo tornare indietro di quasi 40 anni quando il pilota dell’aeronautica statunitense Robert Hopkins si trovava proprio in una missione di questo tipo. Pilotando il suo RC-135S Cobra Ball vide il lancio di un missile. Questo lancio faceva parte della clausola “sparare per distruggere“. Nella fattispecie, era un trattato che permetteva ai paesi di disfarsi di quelle munizioni ormai illegali verso impatti noti. Ma cosa successe quel giorno?
Una cupola di luce illumina il cielo: il segreto dell’Unione Sovietica
Hopkins vide qualcosa di strano sopra l’Unione Sovietica: una strana cupola di luce. Il pilota ha descritto questo “fenomeno” così: “Mentre cercavamo altri aerei in volo, notammo quella che sembrava una parete traslucida, di un bianco lattiginoso, che si muoveva da sinistra, sopra l’URSS, verso destra, in direzione dell’Oceano Pacifico settentrionale“.
“Copriva l’intero cielo, dal livello del suolo fino al punto più alto che riuscivamo a vedere guardando fuori dai finestrini anteriori dell’aereo. Si muoveva molto velocemente, molto più velocemente del traffico aereo che incrociava la nostra rotta, e si avvicinò rapidamente a noi. La parete di luce attraversò la nostra traiettoria di volo e poi proseguì verso est, lasciando dietro di sé il cielo notturno vuoto e buio“, ha poi concluso.
Qual è la spiegazione? Lo stesso Hopkins ha parlato di possibile “allucinazione” o di “evento aurorale” che nessuno dei piloti aveva mai visto prima. Ad ogni modo, oggi alcuni ipotizzano che si sia trattato di una contromisura per confondere le difese antimissilistiche statunitensi ed europee. Per tutti questi anni la Russia è riuscita a mantenere il segreto che, se si trattasse dell’ultima inquietante ipotesi, potrebbe rivelarsi una tecnologia letale.