USA, accuse per Syrian Electronic Army

Sono state formalizzate le accuse nei confronti dei cyberguastatori che negli anni hanno colpito Microsoft e l'esercito USA, la BBC e eBay. Per le autorità USA le loro attività minacciano la sicurezza nazionale
Sono state formalizzate le accuse nei confronti dei cyberguastatori che negli anni hanno colpito Microsoft e l'esercito USA, la BBC e eBay. Per le autorità USA le loro attività minacciano la sicurezza nazionale

Da anni creano scompiglio in Rete presso istituzioni e aziende che si macchino di azioni giudicate ingiuste, pericolose per gli utenti, o semplicemente contrarie ai non meglio precisati principi che li animano: tre membri del collettivo di cyberguastatori noto come Syrian Electonic Army, identificati dalle autorità statunitensi, sono ora oggetto di accuse. Due di loro, il 22enne Ahmad Umar Agha, detto The Pro o Th3 Pr0 , e Firas Dardar, 27enne, noto in Rete come The Shadow , Ethical Dragon o Ethical Spectrum , sono atati annoverati nella lista dei “Most Wanted” dell’FBI: fino a 100mila dollari sono promessi a coloro che forniscano informazioni utili a rintracciarli.

Le scorribande dei tre sospetti sono state giudicate dalle autorità statunitensi ben più offensive di quanto fossero apparse ai più: i defacement e i temporanei accessi ad account e siti appartenenti a colossi IT come Microsoft e eBay , a operatori dei media e a istituzioni come l’esercito statunitense, pur non avendo avuto conseguenze concrete, hanno per la giustizia statunitense il peso di atti cybercriminali.

È così che sul loro capo pesano l’accusa di aver agito in combutta per aver tentato di sobillare membri dell’esercito e per aver simulato attacchi terroristici, per aver ottenuto con l’inganno l’accesso a account di terzi e alle informazioni e alle comunicazioni conservate su macchine di terzi. Due di loro, poi, dal 2013 avrebbero tratto guadagno dalle proprie attività illecite, supportate dalla notorietà di SEA, estorcendo denaro alle proprie vittime.

Le autorità statunitensi, che hanno ricostruito l’operato dei tre sospetti attraverso la collaborazione di social network e di Google per gli account Gmail, calcano la mano sulla vicinanza di SEA con il presidente siriano Bashar al-Assad e sottolineano che “alcune delle attività erano dei tentativi di danneggiare la sicurezza nazionale ed economica degli Stati Uniti nel nome della Siria”, a dimostrazione del fatto che “il confine tra l’ordinaria cybercriminalità e le potenziali minacce alla sicurezza nazionale è sempre più sfumato”. Syrian Electronic Army aveva in passato smentito l’associazione con al-Assad.

Gaia Bottà

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29 03 2016
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