VLC ripara vulnerabiltà per Windows

Il team VideoLan Project ha rilasciato la versione 1.1.4 del popolare player open source. Risolte alcune problematiche legate ai file DLL, frutto della falla scovata nelle scorse settimane

Roma – Era passata poco più di una settimana da quando il team di sviluppatori di VideoLan Project metteva in circolazione la versione 1.1.3 del popolare player multimediale open source VLC. Un aggiornamento significativo, che aveva risolto una serie di problematici bug relativi al podcast e ai path FTP . Ma un errore di programmazione era stato subito segnalato , da parte di un esperto in sicurezza informatica di Microsoft.

Una vulnerabilità DLL , presente solo ed esclusivamente in ambiente Windows, che avrebbe fatto eseguire ad una vasta serie di applicazioni uno specifico codice maligno.

Un codice specificamente scritto all’interno dei file DLL, attivabile all’apertura di un contenuto presente su un drive del network. Le applicazioni avrebbero quindi caricato delle library infette, problema generalizzato per tutte le versioni del player VLC .

Almeno fino all’ultima disponibile, la 1.1.3, prima di un nuovo aggiornamento rilasciato dal team di sviluppatori di VideoLan Project. L’update 1.1.4 è stato infatti indirizzato a tutte le piattaforme Windows, risolvendo la vulnerabilità DLL e conseguentemente il problema di sicurezza descritto .

VLC è probabilmente il primo software a beneficiare di una patch per questa nuova vulnerabilità, dopo iTunes (Apple aveva però provveduto a risolvere la falla prima che il bug divenisse pubblico).

Mauro Vecchio

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  • ALESPE scrive:
    Modalita' di pensiero e strategia
    Ho apprezzato molto la chiosa sugli adolescenti.Io osservo i bambini che usano strategie per vincere non basate sulle regole del gioco , ad esempio nei giochi "analogici" dissimulano il vantaggio oppure nei giochi digitali sfruttano il funzionamento della console del momento , ad esempio spegnendola , per non perdere punti.
  • Oscar Pontillo scrive:
    metalivelli
    Il nostro pensiero e conseguentemente la comunicazione che da esso discende possiede diversi livelli funzionali (Watzlavick). Secondo me non bisogna confondere l'utilizzo, sempre più abituale, di un unico livello di pensiero dall'inesistenza degli altri. Il fatto che le ultime generazioni sembrano indirizzate ad utilizzare un pensiero "monodimensionale" per l'utilizzo del nostro vivere quotidiano (e che sia effettivamente possibile e più semplice che perdersi in congetture più complesse)non può essere confuso con l'impossibilità di sviluppare un pensiero che contenga metalivelli percettivi e comunicazionali tali da comprendere il pensiero monodimensionale stesso. Allo stesso modo la fruizione modimensionale del nostro vivere quotidiano con l'utilizzo di informazioni di internet che consentono di non utilizzare il vecchio pensiero analitico per produrre delle soluzioni a vari problemi che invece troviamo già preconfezionate, non va confuso con l'inesistenza di tale possibilità. L'attuale "sistema occidentale" porta alla velocizzazione della soluzione dei problemi di qualsiasi natura a scapito dell'approfondimento, ma questo non significa che viene cancellata l'esistenza dei livelli di pensiero e comunicazione che si discostano dal "primo". Per quanto riguarda di percezioni che sottintendano l'inesistenza della terza dimensione (profondità) ritengo che qualsiasi congettura sulla fruizione del nostro spazio vitale è strettamente legata alla nostra esperienza diretta sulla terra e che come ampiamente dimostrato (lobacewski) tutta la nostra geometria è decisamente influenzata dalle percezioni legate al nostro pianeta. Quindi tutte le congetture fatte probabilmente hanno una validità relativa. A questo proposito se proprio dobbiamo parlare di dimensioni che vanno "aggiunte" o "eliminate", dopo l'eliminazione della profondità , andrebbe aggiunta, nella lista delle dimensioni immediatamente percebili, la dimensione temporale che, per quanto sia una nostra invenzione, non sembra del tutto trascurabile.
  • guast scrive:
    Ma gli informatici dove sono ?
    Da Baricco essendo uno scrittore non mi aspettavo tanto di più. Ma mi sa che anche Calamari ha fatto tanto giornalismo e poca architettura software.Gli consiglio di ripassarsi il concetto di livello di astrazione Se proprio ci vuole andare giù pesante si può leggere: Godel Escher e Bach. Un'eterna ghirlanda brillante (Hofstader)
    • Campanellin O scrive:
      Re: Ma gli informatici dove sono ?
      - Scritto da: guast
      Da Baricco essendo uno scrittore non mi aspettavo
      tanto di più. Ma mi sa che anche Calamari ha
      fatto tanto giornalismo e poca architettura
      software.... acqua .... acqua ...
      Gli consiglio di ripassarsi il concetto di
      livello di
      astrazione
      Se proprio ci vuole andare giù pesante si può
      leggere: Godel Escher e Bach. Un'eterna ghirlanda
      brillante
      (Hofstader)... acqua, acqua ...
  • filoberto scrive:
    bulimia
    il pensiero superficiale si adatta molto meglio ad una società consumistica, in cui bisogna consumare in continuazione sempre nuove cose, mentre il pensiero profondo non favorisce altrettanto la bulimia...
  • w4nderlust scrive:
    Conoscenza piatta vs multilivello
    Al riguardo vorrei segnalare un articolo (di cui posseggo solo una versione cartacea, quindi non posso linkarlo) apparso sulle pagine di MicroMega dal titolo Flessibilità e istruzione: una replica a Bauman scritto da ilaria possenti ( http://temi.repubblica.it/micromega-online/micromega-unonda-vi-seppellira/ ). In quell'articolo si parla di Bauman e delle sue teorie sull'apprendimento che a mio modo di vedere hanno molto a che vedere con la "flatness" di cui si parla nell'articolo. Si parla inoltre di Bateson, uno dei padri della cibernetica, che invece aveva un'idea abbastanza distante di come funzioni l'apprendimento nell'uomo, un apprendimento a 3 livelli di approfondimento, basato su modelli creati per astrazione rispetto all'esperienza, ereditarietà dei concetti dai modelli e capacità di rivedere, modificare e correggere i modelli acquisiti.
  • poiuy scrive:
    La solita storia...
    Qualcuno più sopra ha fatto notare, con molto stile, che ad ogni generazione si ripete sempre la solita storia: ossia quanto le nuove generazioni siano peggiorate.Mi ricordo che una volta in una versione di latino c'era l'autore che si lamentava di come le nuove generazioni non fossero all'altezza.Paura dei cambiamenti? Incapacità di comprendere le nuove cose? Non saprei... la gente è sempre molto diffidente e arrogante su quello che non comprende. Dalla religione, ai gusti sessuali.Non mi esprimo su Baricco, di cui ho letto 2 libri e non mi sono piaciuti.Però mi chiedo cosa c'entri un articolo di Baricco, con il principio olografico e con la macchina di turing.Solo il numero 2? Cioè pensiero bidimensionale, spazio bidimensionale e macchina binaria che addirittura è lineare?Questo è quello che io chiamo superficialità.Se è vero che ci sono teorie che ipotizzano uno spazio bidimensionale, ci sono anche teorie astro-fisiche che ne ipotizzano molte di più di dimensioni. Ci sono teorie dove addirittura il tempo non è una variabile, ma deriva da altre variabili. La citazione del "principio olografico" per fare il dotto sembra alquanto fuori luogo.La macchina di turing è lineare (monodimensionale) non nel senso che c'è un nastro, ma nel senso che esegue una istruzione alla volta. Le macchine quantistiche non sono così, ad esempio.La conseguenza di questa linearità è che i problemi che per una macchina di Turing sono np-hard, per una quantistica diventano polinomiali. Con una macchina quantistica, ad esempio, è possibile "crakkare" gli attuali sistemi di criptazione in poco tempo.Tanto per essere binari, ci sono 2 modi per mostrarsi migliori della media:- il primo è abbassare gli altri per sottintendere che noi siamo sopra- il secondo è esserlo veramente, e lasciare che gli altri ce lo riconoscanoIn quest'articolo a suon di citazioni "colte", Marco Calamari, hai scelto il primo modo.
    Quindi la prossima volta che assisterò alla vita intellettuale di un adolescente immerso nei suoi device digitali sarò molto più interessato e rispettoso.C'era bisogno che te lo dicesse Baricco? Prova ad ascoltare ogni persona che conosci e scoprirai che molte (ma non tutte) hanno qualcosa di interessante da scoprire e magari approfondire.P.S. Tanto per fare l'antipatico: avete mai pensato che esseri bidimensionali avrebbero problemi con il tubo digerente? A me lo ha fatto notare Hawkinks in un suo libro...
    • pjt scrive:
      Re: La solita storia...
      - Scritto da: poiuy
      P.S. Tanto per fare l'antipatico: avete mai
      pensato che esseri bidimensionali avrebbero
      problemi con il tubo digerente? A me lo ha fatto
      notare Hawkinks in un suo
      libro...No, perchè?
      • poiuy scrive:
        Re: La solita storia...
        Il tubo digerente (semplificando un po') è un "percorso" che va da un estremo (la bocca) ad un altro (devo specificare?). In tre dimensioni (o più) è possibilie avere un tubo che attraversa un oggetto da una parte all'altra senza che lo divida in due parti. In due dimensioni no. Presa una qualunque figura chiusa, se ci fai un percorso da parte a parte la dividi in 2 parti separate.
        • panda rossa scrive:
          Re: La solita storia...
          - Scritto da: poiuy
          Il tubo digerente (semplificando un po') è un
          "percorso" che va da un estremo (la bocca) ad un
          altro (devo specificare?). In tre dimensioni (o
          più) è possibilie avere un tubo che attraversa un
          oggetto da una parte all'altra senza che lo
          divida in due parti. In due dimensioni no. Presa
          una qualunque figura chiusa, se ci fai un
          percorso da parte a parte la dividi in 2 parti
          separate.Le amebe non ce l'hanno il tubo digerente!
        • pjt scrive:
          Re: La solita storia...
          Giusto, non ci avevo pensato.
        • Orfheo scrive:
          Re: La solita storia...
          - Scritto da: poiuy
          Il tubo digerente (semplificando un po') è un
          "percorso" che va da un estremo (la bocca) ad un
          altro (devo specificare?). In tre dimensioni (o
          più) è possibilie avere un tubo che attraversa un
          oggetto da una parte all'altra senza che lo
          divida in due parti. In due dimensioni no. Presa
          una qualunque figura chiusa, se ci fai un
          percorso da parte a parte la dividi in 2 parti
          separate.E in uno spazio con quattro dimensioni spaziali, noi poveri 3D saremmo messi ancora peggio. La nostra destra potrebbe diventare sinistra, non avremmo piu' un dentro e un fuori ed ad un movimento sbagliato perderemmo gli organi interni per strada.Tre dimensioni spaziali "srotolate" sembrano il minimo necessario per avere una fisica interessante ed il massimo possibile per non avere una realta' surrealista, dove le equazioni sarebbero troppo caotiche. Gia' l'equazione cosmologica di Einstein e' abbastanza non lineare con tre dimensioni spaziali ed una temporale.Il principio olografico e' interessante, ma devo ammettere che, fino ad ora ne vedo solo implicazioni ed applicazioni di carattere "cosmologico". Un po' come l'equazione di De Broglie E=mc^2=h*nu sta alla Meccanica Quantistica: senza un Bohr ed uno Schroedinger servirebbe a poco.Ricordiamoci che sono solo modelli, devices di calcolo che descrivono "abbastanza bene" la realta'. Non sono la realta', che potrebbe essere piu' semplice e piu' complessa allo stesso tempo.Su una lista dove discutono fisici americani ho sentito affermare che perfino il numero di dimensioni con cui descriviamo lo spazio e' un nostro "arbitrio". Oddio, il nostro orecchio interno e quello ti tutti i "mammiferi" mostra una simpatica struttura con tre canali messi piu' o meno su tre piani ortogonali.Ma, forse, e' solo un caso ;-)Orfheo.P.S. Un ripensamento dell'ultimo momento. Dopo una rilettura ho pensato che un riferimento alle "Lectures" (si' sono videolezioni in inglese) di Leonard Susskind su sito iTunes (ma si trovano anche YT) della Stanford University, potrebbe essere interessante per alcuni. Le sue lezioni sulla Relativita' Generale e sulla Cosmologia (un po' meno quelle di Meccanica Quantistica) sono "meravigliose". Specialmente il corso di Relativita' Generale. Ascoltandolo sembra di vedere Einstein risolvere il problema e scrivere la famosa equazione cosmologica. E non richiedono nessuna conoscenza di partenza, che non sia la Fisica del Liceo e saper fare qualche derivata e qualche integrale.Eccezionali, credetemi. Susskind non e' solo uno dei padri del Principio Olografico e della Teoria delle Stringhe, un teorico di primordine. E' anche uno splendido insegnante e divulgatore. Orfheo.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 02 settembre 2010 17.37-----------------------------------------------------------
    • corigan scrive:
      Re: La solita storia...
      stephen ha un cognome davvero difficile :P
      • poiuy scrive:
        Re: La solita storia...
        Hem... Hawking... :$
        • corigan scrive:
          Re: La solita storia...
          ne "la guerra dei buchi neri" (non è un XXXXX a sfondo militare) susskind dice proprio che lo sbagliano quasi tutti, quindi tranquillo, dovresti in buona compagnia ;)
          • Funz scrive:
            Re: La solita storia...
            - Scritto da: corigan
            ne "la guerra dei buchi neri" (non è un XXXXX a
            sfondo militare) susskind dice proprio che lo
            sbagliano quasi tutti, quindi tranquillo,
            dovresti in buona compagnia
            ;)Stefano AquilandoChe problema c'è?
    • Funz scrive:
      Re: La solita storia...
      - Scritto da: poiuy
      Qualcuno più sopra ha fatto notare, con molto
      stile, che ad ogni generazione si ripete sempre
      la solita storia: ossia quanto le nuove
      generazioni siano
      peggiorate.Non ci sono più le mezze stagioniPublio Cornelio Tacito, I secolo DC (forse :p)
      P.S. Tanto per fare l'antipatico: avete mai
      pensato che esseri bidimensionali avrebbero
      problemi con il tubo digerente? A me lo ha fatto
      notare Hawkinks in un suo
      libro...Gli sfortunati abitanti di Flatland sono obbligati ad evacuare dallo stesso orifizio con cui mangiano, ma il buon Abbott si è risparmiato la spiegazione ^_^
  • abc def scrive:
    la materia oscura!
    cito: "L'idea del " Pensiero Superficiale " come metodo potente almeno, od anche più, del pensiero analitico può adesso sembrare un po' meno campata in aria di prima [...]" beh cara cassandra un po' mi deludi... su questa strada si poteva andare ben più avanti...sarebbe bastato considerare che oggigiorno gli umani producono quantità immense di "pensiero superficiale" (essendosi oramai quasi praticamente estinta qualsiasi altra forma di pensiero) e ne vanno riempiendo l'universo... e di "pensiero superficiale" c'è ne è così tanto, ma taaaanto, che... uh oh!...... ma non sarà mai che la materia oscura che pare riempiere l'universo non sia poi null'altro che tutto questo "pensiero superficiale"???pensandoci bene potrebbe essere no? e pensandoci superficialmente? chissà?!...;-)
  • W.O.P.R. scrive:
    Ogni generazione la stessa storia
    Articolo interessante e dotto, come sempre ci ha abituato Marco. Baricco è un autore che mi piace e leggo. Però (era logico che c'era un però) forse la superficialità sta nel ripetere la stessa storia ad ogni generazione.Io non sono uno di quelli che Cassandra chiama "Nativi digitali", ho avuto la fortuna di veder nascere e accompagnare la crescita dell'informatica, me ne sono innamorato all'inizio degli anni 80 e continuo a reputarla una disciplina meravigliosa. Ho avuto ed ho tutt'ora la fortuna riuscire ancora a stupirmi, cosa non da poco di questi tempi.Per questo posso apprezzare i riferimenti a flatlandia, alla teoria drelle stringhe e alla macchina di Turing.Però il finale dell'analisi di Cassandra mi ricorda un po' i nostri genitori quando ai tempi parlavano dei "giovani d'oggi".Ora i "giovani d'oggi" sono i cosidetti nativi digitali. Ma a ben pensarci i nostri genitori si stupivano vedendo passare un'auto sulla strada, a me non ricordo sia mai sucXXXXX nemmeno per una Ferrari. Non credo che il "pensiero piatto" sia una prerogativa dei nativi digitali, la superficialità nelle persone c'è sempre stata, beato è chi non ha mai dovuto frequentare delle persone superficiali. Quando, dopo un'estate passata a lavar pignatte in nero per racimolare le 600mila lire che servivano per il mio primo microcomputer, lo mostrai ad un coetaneo, lui spaventato se ne andò dicendo: "non voglio che i computer dominino il mondo"... e a Matrix mancavano ancora 20 anni.Oltre ai nativi digitali di categorie dal pensiero piatto ne abbiamo fin che ne vogliamo: andiamo dai vari ultras, al popolo del grande fratello e avanti, senza fare ulteriri citazioni, se no finisce che cado in politica.E per loro il pensiero piatto non è certo colpa dell'era digitale o di una rete, nel loro pensiero piena di pedoterrosatanisti.Ma assolviamo i ragazzi che loro malgrado sono nati nell'era di Internet e che ci arrabbiamo non vedendoli stupirsi come noi.Fra i molti dal pensiero piatto, come in tutte le generazioni, ci saranno anche delle (poche ahimè, ma come sempre) persone in gamba. E vedrete (speriamo) che anche loro avranno i loro "nativi digitali".
    • Vitalij scrive:
      Re: Ogni generazione la stessa storia
      - Scritto da: W.O.P.R.
      Non credo che il "pensiero piatto" sia
      una prerogativa dei nativi digitali, la
      superficialità nelle persone c'è sempre stata,
      beato è chi non ha mai dovuto frequentare delle
      persone superficiali. Mi hai tolto le parole di bocca.
      Ma assolviamo i ragazzi che loro malgrado sono
      nati nell'era di Internet e che ci arrabbiamo non
      vedendoli stupirsi come
      noi.E ricordiamoci che la generazione precedente è qualla della televisione!! Secondo me l'abuso di TV rallenta molto di più lo sviluppo che l'abuso di Internet. Su Internet devi sempre partire con una domanda, un argomento. Con la TV scegli il numero di canale e subisci l'argomento che qualcuno ha scelto al posto tuo.L'unica cosa che mi dispiace per i ragazzi è che ci sono molti meno spazi per giocare all'aperto senza rischiare di essere investiti, ma non mi sognerei mai di incolpare le automobili.
    • Izio scrive:
      Re: Ogni generazione la stessa storia
      Bel commento :-)
    • pjt scrive:
      Re: Ogni generazione la stessa storia
      Concordo con te.Volevo anche far notare che Baricco, nel suo scritto (a proposito, caro Calamari, come mai metti un link a Repubblica e non all'articolo originale su Wired http://www.wired.it/magazine/archivio/2010/09/storie/i-nuovi-barbari.aspx?page=1?) si dimentica completamente che anche la visione dei contenuti nell'era di internet genera un'approfondimento del "senso delle cose" (come lo chiama lui). Altrimenti non sarebbe spiegabile tutte le discussioni on line, le opinioni espresse sui forum o nelle discussioni sugli articoli pubblicati (per esempio su PI ;) ), tutti i post pubblicati dai blogger che vogliono far conoscere il loro pensiero e che intereagiscono ed approfondiscono con i loro lettori...Quel che si vede in giro su internet è che c'è si tanta gente che si muove con superficialità, ma come nel mondo reale, e c'è gente che approfondisce, forse anche di più che fuori, dato la possibiltà aumentata di accedere ad informazioni ed opinioni altrui.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 31 agosto 2010 15.30-----------------------------------------------------------
  • Vindicator scrive:
    Consigliata visione
    A proposito dei cambiamenti nelle capacità analitiche delle menti "post internet" consiglio la visione di un documentario della BBC:"Homo Interneticus"si trova su youtube.
    • panda rossa scrive:
      Re: Consigliata visione
      - Scritto da: Vindicator
      A proposito dei cambiamenti nelle capacità
      analitiche delle menti "post internet" consiglio
      la visione di un documentario della
      BBC:

      "Homo Interneticus"

      si trova su youtube.Si possono postare i link di youtube su questo forum!Embedded!
      • Vindicator scrive:
        Re: Consigliata visione
        - Scritto da: panda rossa
        - Scritto da: Vindicator

        A proposito dei cambiamenti nelle capacità

        analitiche delle menti "post internet" consiglio

        la visione di un documentario della

        BBC:



        "Homo Interneticus"



        si trova su youtube.

        Si possono postare i link di youtube su questo
        forum!
        Embedded!Vero, ma c'è chi lavora e dall'ufficio non può accedere ad youtube.
        • Acheson Kritiont scrive:
          Re: Consigliata visione
          Su su, non litigate.[yt]HFaZRHXrQhY[/yt]
        • panda rossa scrive:
          Re: Consigliata visione
          - Scritto da: Vindicator



          Si possono postare i link di youtube su questo

          forum!

          Embedded!

          Vero, ma c'è chi lavora e dall'ufficio non può
          accedere ad
          youtube....e pensare che pure io mi sono trovato nella spiacevole condizione di non poter accedere a YT da un cliente. :$
          • Vindicator scrive:
            Re: Consigliata visione
            - Scritto da: panda rossa
            ...e pensare che pure io mi sono trovato nella
            spiacevole condizione di non poter accedere a YT
            da un cliente.
            :$purtroppo capita e sinceramente sono favorevole a policy di questo tipo nei luoghi di lavoro. ;)
  • panda rossa scrive:
    Flatlandia
    Flatlandia e' una pietra miliare della letteratura tecno-contemporanea, e mi aspetto che molti di coloro che postano sul forum di P.I. dissertando di informatica lo abbiano come minimo riletto.Chi fosse in difetto dovrebbe rimediare al piu' presto: il testo del libro e' liberamente scaricabile essendo trascorsi i fatidici 70 anni dalla morte di Abbott.
    • Valeren scrive:
      Re: Flatlandia
      Dubito fortemente che sia stato letto, ma più che per ragioni informatiche io l'ho scoperto da qui: http://xkcd.com/721/
      • panda rossa scrive:
        Re: Flatlandia
        - Scritto da: Valeren
        Dubito fortemente che sia stato letto, Sarebbe molto deludente.
        ma più che
        per ragioni informatiche io l'ho scoperto da qui:
        http://xkcd.com/721/La rete, e non solo, e' piena di riferimenti e citazioni colte.Se pero' la gente conosce quelli che hanno partecipato a tutte le edizioni del grande fratello, e non ha mai letto orwell, allora che vadano tutti a fare in facebook.
    • ephestione scrive:
      Re: Flatlandia
      lo lessi a fine liceo scientifico, ero alle "mini-olimpiadi" di matematica della sapienza, e avevo appena risolto il terzo quicky di seguito, quindi gli organizzatori invece di darmi una terza maglietta decisero di regalarmi quel libro, minacciandomi però di starmi zitto per i quickies successivi altrimenti toglievo spazio agli altri 200 in aula :D
  • Davide scrive:
    Bello
    Bell'articolo, veramente interessante, è bello, ogni tanto, leggere qualcosa che ti costringe a vedere le cose da un punto di vista completamente diverso.
    • ottomano scrive:
      Re: Bello
      - Scritto da: Davide
      Bell'articolo, veramente interessante, è bello,
      ogni tanto, leggere qualcosa che ti costringe a
      vedere le cose da un punto di vista completamente
      diverso.Quoto.
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