Non c'è alcun accordo tra Facebook e Trump

Mark Zuckerberg smentisce le voci in merito a un accordo segreto con il Presidente USA per riservargli un trattamento di favore sul social network.
Mark Zuckerberg smentisce le voci in merito a un accordo segreto con il Presidente USA per riservargli un trattamento di favore sul social network.
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Negli ultimi mesi si è più volte discusso di come nel nome della libertà d’espressione i vertici di Facebook abbiano chiuso un occhio sul contenuto dei post pubblicati da Donald Trump, a differenza di quanto invece fatto ad esempio dal concorrente Twitter, intervenuto in diverse occasioni con misure di fact checking e oscuramento. A tal proposito, il numero uno della piattaforma garantisce che non c’è alcun accordo tra le parti.

L’accordo Facebook-Trump non esiste, parola di CEO

Nel corso di un’intervista rilasciata ad Axios, Mark Zuckerberg afferma che il social network non riserva alcun trattamento di favore al Presidente USA, nonostante le critiche ricevute da più parti sostengano il contrario. Le parole del CEO sono dirette, ogni speculazione in tal senso viene etichettata come “ridicola” e assolutamente priva di fondamento.

Ho sentito queste speculazioni, dunque lasciate che sia chiaro: non ci sono accordi di alcun tipo. A dire il vero, l’idea stessa di un accordo è davvero ridicola.

Il numero uno del social chiarisce anche quanto accaduto nell’autunno scorso a Washington, quando ha preso parte a una cena in compagnia di Trump e del suo entourage, sottolineando di aver fatto lo stesso quando alla scrivania dello Studio Ovale sedeva il predecessore Barack Obama.

Ho accettato l’invito a cena perché mi trovavo in città e perché si tratta del Presidente degli Stati Uniti. Il fatto di aver incontrato un capo di stato non dovrebbe sorprendere né suggerire il raggiungimento di un qualche accordo.

Anche con l’obiettivo di replicare alle critiche ricevute, a fine giugno Facebook ha annunciato l’intenzione di assegnare un’etichetta ai post dei politici ritenuti in violazione delle policy, lasciandoli dunque online, ma rendendo esplicita la natura del contenuto al pubblico.

Fonte: Axios
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