A scuola di hacking etico

Video, tutorial ed esercitazioni a distanza per diventare smanettoni... responsabili. Parte il primo corso in ethical hacking della Scozia

Roma – Chi ancora fa fatica a distinguere un hacker da un cracker potrebbe sobbalzare sulla sedia: in Scozia si intende dar vita ad un nuovo corso dedicato, per crescere smanettoni intrisi non solo di capacità tecniche ma anche di senso di responsabilità. Non si insegnerà a craccare ma ad utilizzare in modo responsabile e informato la tecnologia. Al centro, dunque, l’ ethical hacking , che secondo un istituto scozzese può essere insegnato anche a distanza . Il corso, infatti, è realizzato con una piattaforma di e-learning.

un cartello Ad organizzare l’iniziativa è la International Correspondence School (ICS), una scuola telematica con sede a Glasgow. Le lezioni avranno una durata complessiva di 300 ore e si svolgeranno interamente online, con sessioni in telepresenza e invio di materiali via mail.

L’obiettivo dichiarato è quello di formare gli “ethical hacker” del futuro: professionisti in grado di prevenire e contrastare le varie forme di attacchi criminali portati ai sistemi informativi di aziende ed uffici pubblici. A questo scopo agli studenti sarà data la possibilità di acquisire skill di vario genere, tra cui la conduzione di attacchi denial-of-service, la creazione di virus ed un’introduzione ai trucchi di social engineering spesso impiegati dai cracker.

“Abbiamo grande fiducia in questo corso”, ha spiegato al Guardian la direttrice del Centro, Julie Hepburn: “Gli iscritti avranno la possibilità di scegliere da sé i modi ed i tempi più opportuni per studiare”. Il prezzo del percorso formativo è di circa 2600 euro .

Al di là del titolo appealing , tuttavia, il corso di ICS non rappresenta certo una novità assoluta. Corsi simili sono stati organizzati in passato sia oltreoceano che nella stessa Italia . E anche le università pubbliche sono ormai attrezzate per insegnare sicurezza informatica a giovani di buona volontà.

Giovanni Arata

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  • viggio24 scrive:
    svizzera? italiana!!!
    Numonyx Svizzera? stiamo scherzando?sapete dove si trova l'R&D? ad Agrate Brianza, provincia di Milano. Sapete dove si progettano i chip? a Catania.In Svizzera ci sara' al piu' qualche ufficio, e comunque ufficialmente la societa' e' olandese.Infine: Numonyz e' si start-up, ma spin-off di STMicroelectronics, dice qualcosa questo nome? quindi le tecnologie, i prodotti e i clienti sono ben consolidati.
    • guast scrive:
      Re: svizzera? italiana!!!
      Concordo l'articolo è inesatto. Oltretutto ne avevano pure parlato qui su PI.Questa è la joint venture fatta con Intel mettendoci dentro il risultato delle ricerche nel campo delle memorie a cambiamento di fase più le altre memorie non volatili.Non so se è olandese, ma ha un centro ricerche pure in Olanda, credo che sia presso il parco tecnologico di Delft.Comunque non mi stupisce che la sede legale non sia in Italia.
    • Giocatore110 scrive:
      Re: svizzera? italiana!!!
      E allora? Se la società è olandese vuoi che non abbiano nient'altro che le sedi italiane?(newbie)
    • rockroll scrive:
      Re: svizzera? italiana!!!
      Ma difatti,,,,Quando mai gli svizzeri, essenzialmente gnomi di banca o cantinari orologiai e cioccolatai, hanno avuto tali exploit tecnologici?
  • Enjoy with Us scrive:
    Scusate ma....
    Il problema è più generale!Altro che Nand flash è tutta l'architettura dei microprocessori che si scontra con tali limiti, volete sapere quale sarà la più probabile soluzione?Sfruttare sul serio la terza dimensione, attualmente tutti i chip sono sostanzialmente bidimensionali, al massimo prevedono 3-5 strati di sovrapposizioni parziali, se incominciassero invece a produrre chip 3D potrebbero ancora utilizzare tali sistemi per almeno altri 15-20 anni senza problemi!
    • The Winner scrive:
      Re: Scusate ma....
      Già, ma si porrebbe un grosso problema di dissipazione del calore.
      • atonito scrive:
        Re: Scusate ma....
        - Scritto da: The Winner
        Già, ma si porrebbe un grosso problema di
        dissipazione del
        calore.e pure di interconnessione tra il 2D e i 3D
        • Accessp scrive:
          Re: Scusate ma....
          Si, ma che scheda video ci vuole per il processore in 3d?
        • Fox scrive:
          Re: Scusate ma....
          No ragazzi, non confondiamo le idee, rimanendo al campo specifico delle memorie Flash sussistono limiti indipendenti dalla produzione di calore: semplificando all'ecXXXXX l'aumento della densità obbliga allo riduzione degli spessori degli ossidi, con il pericolo di non riuscire a mantenere immagazzinata la carica che determinato lo stato della memoria. Inoltre è impegnativo costruire integrati a strati limita ma non risolve il problema: per mantenere l'aumento di densità senza intervenire sulle dimensioni planari occorrerebbe MOLTIPLICARE i livelli. Qui sta la crisi dei produttori di memorie: tecnologie ultravanzate ma prodotti finali dal costo esiguo!!!!!
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