La richiesta per MacBook Neo ha superato anche le più rosee aspettative di Apple: chi l’avrebbe mai detto? Noi. E ora il gruppo di Cupertino si trova addirittura in difficoltà, costretto a scegliere se incrementare i ritmi di produzione per far fronte alla domanda oppure lasciare gli acquirenti a bocca asciutta per un po’. In questo momento, sullo store ufficiale italiano, l’attesa per la consegna arriva a circa tre settimane, indipendentemente da colore e quantità di storage.
Domanda sopra le aspettative per MacBook Neo
Stando a quanto riportato da Tim Culpan nella sua newsletter Culpium, l’azienda avrebbe scelto di percorrere la prima strada. Pur avendo previsto di realizzarne dai 5 ai 6 milioni di unità prima dell’annuncio, sta facendo il possibile per arrivare fino a 10 milioni, anche facendo i conti con i prezzi in aumento per i componenti da integrare: la crisi delle memorie non risparmia nessuno.

Per accorciare i tempi e portare sugli scaffali nuovi rifornimenti di MacBook Neo, Apple sembra inoltre aver chiesto a TSMC di accelerare la produzione del chip A18 Pro, lo stesso presente sotto la scocca degli iPhone 16 Pro, ma con una differenza sostanziale. Sul laptop è presente un core in meno nella GPU (cinque anziché sei) e, poiché non è possibile eliminarlo fisicamente, verrà disattivato via software. Una pratica nota nell’industria come downbinning. Gli utenti non si accorgerebbero della differenza.
Un’altra possibile strategia da mettere in campo per far fronte agli aumenti nella catena di fornitura è quella che passerebbe dalla cancellazione del modello più economico, la versione 512 GB da 799 euro. Dopotutto, lo ha appena fatto togliendo il Mac mini da 256 GB dal catalogo. Senza la variante entry level, si alza il margine di guadagno.
Infine, Culpan non esclude il lancio di nuovi colori, per rendere un eventuale rincaro più digeribile agli utenti e mantenere alta la domanda.