Bitcoin e crisi energetica: l'Europa vuole vietare il mining

Bitcoin e crisi energetica: l'Europa vuole vietare il mining

Brutte notizie per Bitcoin che a causa della crisi energetica potrebbe dover affrontare il divieto di mining da parte dell'Europa in inverno.
Brutte notizie per Bitcoin che a causa della crisi energetica potrebbe dover affrontare il divieto di mining da parte dell'Europa in inverno.

Cosa c’entra la crisi energetica con Bitcoin? Molto se si pensa che in questi giorni tutti parlano di possibili blackout previsti per quest’inverno. Perciò l’Europa sta parlando di voler vietare il mining al più presto bloccando anche le agevolazioni fiscali offerte a queste attività. Il motivo è subito detto: la quantità di energia necessaria per questo processo. Nel documento ufficiale pubblicato il 18 ottobre 2022 si spiega:

Il consumo di energia del mining di criptovalute ha attirato una notevole attenzione negli ultimi anni. Il consumo energetico delle criptovalute è aumentato del 900% negli ultimi 5 anni ed è più o meno raddoppiato rispetto a 2 anni fa, raggiungendo circa lo 0,4% del consumo elettrico mondiale.

Le importanti carenze elettriche previste per questa invernata stanno spingendo i Governi a trovare le migliori soluzioni per affrontarle. Nondimeno, la Commissione Europea sta chiedendo ai vari Paesi membri dell’Unione Europea di vietare le attività minerarie di criptovalute.

Brutte notizie quindi per Bitcoin che ora potrebbe dover affrontare anche le conseguenze dovute alla tanto profetizzata crisi energetica. Di contro, invece, Binance Pool ha deciso di finanziare le attività di mining. Infatti, si è programmata di stanziare ben 500 milioni di dollari.

Binance è il primo exchange al mondo per volume di transazioni. La sua buona salute unita alle funzionalità disponibili sulla piattaforma lo rendono un ottimo strumento per acquistare, vendere e detenere criptovalute, NFT e Fan Token.

Bitcoin e le conseguenze della crisi energetica: l’Europa vieta il mining

Era inevitabile che la Russia avrebbe chiuso i rubinetti dei suoi gasdotti dopo le sanzioni che Stati Uniti, Unione Europea e Nazioni Unite hanno inflitto alla sua economia. Ciò porterà, molto probabilmente, a una crisi energetica senza pari quest’inverno le cui conseguenze, non ancora visibili, fanno già preoccupare gli investitori di Bitcoin.

Infatti, in un documento pubblicato il 18 ottobre 2022, in merito alla politica energetica, la Commissione Europea ha auspicato lo stop dell’attività mineraria di criptovalute. L’obiettivo è quello di preservare energia elettrica che potrebbe scarseggiare questo inverno trasformandolo nel più “rigido” della storia:

Data l’attuale crisi energetica e i maggiori rischi per il prossimo inverno, la Commissione esorta gli Stati membri ad attuare misure mirate e ambiziose per ridurre il consumo di elettricità degli attori delle criptovalute, in linea con la proposta di regolamento del Consiglio su un intervento di emergenza per affrontare prezzi dell’energia. Nel caso in cui sia necessario ridurre il carico nei sistemi elettrici, gli Stati membri devono anche essere pronti a fermare l’estrazione di criptovalute. In una prospettiva a lungo termine, è anche fondamentale porre fine alle agevolazioni fiscali e ad altre misure fiscali a favore dei cripto-miner attualmente in vigore in alcuni Stati membri.

Tutto rimane ancora nel mondo delle ipotesi in attesa di una conferma. Tuttavia, la crisi energetica potrebbe causare un rallentamento dell’attività mineraria di Bitcoin e di molte altre criptovalute. Dovremmo ricordare all’Europa i risultati avuti dopo il ban in Cina. Ciò nonostante, le previsioni sulle quotazioni vantano rialzi interessanti secondo molti analisti.

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Pubblicato il 19 ott 2022
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