Bruxelles: Vista va giudicato in quattro punti

L'antitrust europeo - rivela Microsoft - ha individuato in quattro funzionalità dell'imminente sistema operativo dell'azienda i nodi critici da sciogliere. Rimane in campo la questione del kernel di Vista
L'antitrust europeo - rivela Microsoft - ha individuato in quattro funzionalità dell'imminente sistema operativo dell'azienda i nodi critici da sciogliere. Rimane in campo la questione del kernel di Vista

Bruxelles – Il mirino dell’antitrust europeo è ormai da tempo puntato su Windows Vista, ma come ha svelato il top executive Microsoft Ben Fathi, ormai i nodi della questione riguardano specificamente quattro funzioni integrate . “La Commissione Europea si è pronunciata su quattro componenti, e due di questi riguardano la sicurezza”, ha commentato Fathi, vice presidente del Dipartimento sicurezza dell’azienda statunitense.

Windows Security Center , secondo la Commissione, assicurerebbe un netto vantaggio a Microsoft rispetto alle altre società produttrici di software di sicurezza: metterebbe in campo un sistema di alert che in qualche modo tenderebbe a favorire i prodotti dell’azienda. “In pratica vogliono che i vendors abbiano la possibilità di disabilitare gli alert del Security Center. Sono comunque soddisfatti del fatto che abbiamo messo a disposizione queste API a tutti i nostri partner per la sicurezza”, ha aggiunto Fathi.

L’altra nota dolente riguarda PatchGuard , il sistema di protezione che previene gli accessi al kernel di Vista. McAfee e Symantec non hanno gradito , e quindi la Commissione Europea ha espressamente richiesto la sua disattivazione. “Il Kernel patch protection è proprio una cosa che non vogliamo disabilitare. Abbiamo già detto che stiamo lavorando per trovare una soluzione adeguata. Comunque, come abbiamo promesso alla Commissione, forniremo le API di ogni parte di Vista”, ha sottolineato Fathi.

I problemi di Microsoft, però, non sono finiti perché anche la questione XML Paper Specification ( XPS ) è considerata di vitale importanza. La Commissione vorrebbe che il formato diventasse aperto; l’azienda di Redmond, invece, spinge per una soluzione royalty-free che permetta la lettura e scrittura dei documenti XPS. La distribuzione, insomma, sarebbe libera solo dopo aver ottenuto la licenza.

L’ultima voce di discordia riguarda il sistema di upgrade automatico che permette di passare da Internet Explorer 6 alla versione 7. L’ultima release è stata lanciata la scorsa settimana, ma sarà distribuita attraverso l’Automatic Update solo fra un mese.

Microsoft in queste ore non ha invece voluto confermare i rumors secondo cui anche il sistema di cifratura e quello di riconoscimento della scrittura di Vista sarebbero nel mirino della Commissione. Fathi, comunque, ha ricordato che per quanto riguarda l’applicativo di riconoscimento non dovrebbero esserci problemi, perché proveniente da terze parti.

Dario d’Elia

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25 10 2006
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