Cassandra Crossing/ DRM, angeli e demoni

di Marco Calamari - L'Appello a Rutelli è condito da Trusted Computing ed altri angoli oscuri per il futuro della rete. Ci sono realtà di rete dalle quali ci si sarebbe potuti attendere un segno di vita. Ecco perché

Roma – “Vedi la foresta?”. No, non ci riesco, ci sono tutti quegli alberi in mezzo”.
Questa è la situazione in cui si sono probabilmente trovati molti dei miei 17 lettori che hanno letto la petizione realizzata da Leonardo Chiariglione al ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli. La petizione, sottoscritta da un numero sorprendente di firmatari, tra cui anche persone la cui presenza mi ha stupito, è stata commentata in maniera più o meno critica sia da Paolo Nuti che da Enzo Mazza .

Ma quello che mi ha convinto della necessità di questo breve commento, la cartina di tornasole, è stata la reazione, anzi la mancata “reazione” (per quello che puo’ valere) dei lettori di Punto Informatico nel forum dell’articolo, unita alla (spero momentanea) latitanza di entità come no1984.org .

Nessuno ha messo in evidenza il punto centrale della petizione, la cosa che non veniva mai detta nel documento che su questo punto riesce creare uno scotoma , una zona morta che nasconde la magagna, a parere di chi scrive decisamente volontaria.

La petizione propone una situazione ed un assetto del mercato dell’informazione che richiedono l’uso massiccio, pervasivo ed obbligatorio di sistemi DRM e del Trusted Computing, la creazione di un mondo telematico da Grande Fratello in cui non c’è bisogno di delatori perché tanto ci pensa il tuo pc a spiarti e denunciarti, in cui non devi preoccuparti se la tua privacy viene violata perché esisterà una pericolosa infrastruttura facilmente abusabile che lo renderà inevitabile.

Prevede come necessario una meccanismo pagato dagli utenti che, con la scusa di retribuire gli autori, mercifica in maniera obbligatoria lo scambio di informazioni, mette in difficoltà istituzioni fondamentali della cultura come le biblioteche, e relega in un ghetto molto scomodo chi, come il sottoscritto, crede ancora fermamente nel vecchio, massimalista slogan che “L’informazione vuole essere libera”, slogan che se guardato da vicino, con occhi imparziali ed attenzione, perde la sua aria massimalista e sorprende per la sua verità e complessità.

Chi auspica un’infrastruttura obbligatoria di gestione dei diritti digitali oggi siede sulla sponda del Grande Fratello, anche se ne prende le distanze dicendo che è un po’ troppo cattivello.
Siede sulla stessa sponda di chi pensa di risolvere problemi di economia globale con dogane, balzelli e guerre.
Siede sulla sponda opposta di chi difende la creatività, il libero mercato, le libertà digitali e la privacy.
Siede sulla sponda opposta dei visionari che hanno preso l’embrione di Internet dalla mani dei militari e lo hanno fatto diventare una realtà globale, che potenzia le capacità di tutti e come tale promuove libertà e sviluppo.

Gli autori, di ieri come di oggi, non hanno bisogno del Grande Fratello per essere retribuiti. Non ne ha avuto bisogno Beethoven, non ne ho bisogno io, non ne hanno avuto bisogno i Radiohead . Gli unici che ne hanno bisogno, un bisogno disperato perché è in ballo la loro esistenza, sono le aziende che mediano ed incettano i proventi del diritto d’autore, a costo di piantare rootkit nei nostri PC. È di loro, veramente, che si sente molto poco il bisogno.

Mai come in questa puntata ho fatto il mio lavoro di Cassandra; li sentite i mormorii minacciosi che vengono da dentro quel cavallo di legno fattosi petizione?
Provate ad ascoltarli, provate a trovarli anche dentro il testo della petizione. Ed in un’epoca di sfumature in cui gli schieramenti sono ormai fuori moda, dopo aver letto anche tra le righe le intenzioni di persone ed enti, sistemateli sulla giusta sponda della vostra personale visione del mondo.
Queste persone, questi enti sono dalla parte della scarsità e della carestia, non da quella dell’abbondanza

Marco Calamari

Tutte le release di Cassandra Crossing sono disponibili a questo indirizzo

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  • Msdead scrive:
    Niente DRM,Niente TrustedComputing
    I DRM non sono accettati e anche il trusted computing non è stato accettato, inutile che l'italia continui questa strada che porta poi a dover fare un passo indietro...DRM, Trusted Computing di qualunque genere e tipo non vengono digeriti e la prova stà nelle vendite dei prodotti privi di DRM, che pur costando di più, la gente è disposta a sacrificare qualche centesimo o euro per avere contenuti liberi, senza lucchetti di qualunque genere e tipo e senza doversi porre troppi interrogativi sull'acquisto di quel prodotto o quell'altro.Per me qualunque forma di Trusted Computing e DRM deve essere abbandonata perchè da quando queste tecnologie hanno fatto capolino il mercato si è frenato, dando solo opportunità alle major di fare esperimenti e cambi di rotta verso contenuti privi di qualunque lucchetto digitale, protezione anticopia o qualunque altra forma di protezione.Non c'è futuro per queste tecnologie, la gente vuole comprare e fruire dei contenuti sempre, ovunque e senza limitazioni d'uso, certo è che bisogna pensare ad un sistema per i pirati che rivendono i contenuti illecitamente.Adottare queste tecnologie è dannoso per tutti, major, utenti e mercato, la prova l'abbiamo avuto quest'anno: i contenuti DRM hanno messo contro i consumatori.Io guarderei più per una flat inclusa nell'abbonamento internet per il P2P, sarebbe senz'altro la decisione più idonea e migliore.Gli autori la chiedono e cambiano strategia sui loro contenuti perchè si sono resi conto che hanno sbagliato ad implementare DRM, limitazioni e hanno visto i consumatori nemici.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 09 dicembre 2007 19.08-----------------------------------------------------------
  • marco72 scrive:
    Quanta disinformazione...
    Ho letto bene la proposta. cio' che c'e' scritto e' ben diverso da quello che leggete e di cui scrivete.quello che dice la proposta e' che, - se tu non usi un drm, devi essere libero di farlo e tutti devono essere compatibili (non ci devono essere lettori chiusi)- se tu sei una major che usa un drm, allora deve essere aperto e non chiuso come invece e' oggi; inoltre deve funzionare anche su tutti i lettori di cui sopra (che garantiscono di poter riprodurre file senza drm) cioe' proprio il contrario del fritz chip!in nessuna parte della proposta si dice che ci deve essere un fritz chip o trusted computing module!forse non sara' il massimo e non sara' il fine ultimo del futuro, ma sempore meglio di adesso lo e'.
    • Amhul scrive:
      Re: Quanta disinformazione...

      - se tu non usi un drm, devi essere libero di
      farlo e tutti devono essere compatibili (non ci
      devono essere lettori
      chiusi)chiediti "come"
      - se tu sei una major che usa un drm, allora deve
      essere aperto e non chiuso come invece e' oggi;
      inoltre deve funzionare anche su tutti i lettori
      di cui sopra (che garantiscono di poter
      riprodurre file senza drm) cioe' proprio il
      contrario del fritz
      chip!bravo. chiediti come lo garantiranno.

      in nessuna parte della proposta si dice che ci
      deve essere un fritz chip o trusted computing
      module!è l'unico modo.
      forse non sara' il massimo e non sara' il fine
      ultimo del futuro, ma sempore meglio di adesso lo
      e'.ah si'? :)
  • H5N1 scrive:
    L'Unica Proposta Accettabile
    Il reperimento, la detezione e l'uso di materiale coperto da copiright è un reato.Su questo lorsignori sembrano essere tutti d'accordo.Di fatto, affermano, si tratta dell'appropriazione senza diritto di una proprietà che appartiene a qualcun altro.L'altro lato della medaglia, però, nessuno lo prende in considerazione.Se io pago per qualcosa che non posso avere (si pensi a tutti i problemi iniziali avuti con i DRM che impedivano il recupero delle licenze, oggi superati) sempre di reato si tratta: hai preso i miei soldi senza darmi nulla in cambio (appropriazione senza diritto).Qualora tali limitazioni e controlli risultassero limitanti del diritto individuale di continuare a possedere l'uso dell'opera ritengo che il Distributore debba essere considerato criminale nella stessa misura.Laddove vi sono due pesi e due misure c'è prevaricazione.Laddove c'è prevaricazione c'è diritto alla ribellione.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 09 dicembre 2007 14.22-----------------------------------------------------------
  • Guybrush scrive:
    ...ma chi il fritz chip non lo vuole?
    Chi detesta l'attuale panorama culturale e preferisce tenersi il PC (ovvero qualsivoglia player) privo di fritz chip e quindi di "cultura" prezzolata che deve fare?Capisco, mi devo arrendere e accettare che il fastidioso chippetto mi consenta di ricordare una canzone, ma solo se scalo 10 centesimi dalla mia carta di credito.E' un mondo difficile.
    GT
    • Non authenticat scrive:
      Re: ...ma chi il fritz chip non lo vuole?
      - Scritto da: Guybrush
      Chi detesta l'attuale panorama culturale e
      preferisce tenersi il PC (ovvero qualsivoglia
      player) privo di fritz chip e quindi di "cultura"
      prezzolata che deve
      fare?

      Capisco, mi devo arrendere e accettare che il
      fastidioso chippetto mi consenta di ricordare una
      canzone, ma solo se scalo 10 centesimi dalla mia
      carta di
      credito.

      E' un mondo difficile.No, no...Tu, Chiariglione e DMIN.it avete capito male!.... molto male!Io ho visto (e continuo a vedere) una uscita ANALOGICA (cuffie altoparlanti...) che corrisponde inevitabilmente "all'ingresso" delle mie ANALOGICISSIME orecchie!Non ho in programma (ne ora ne per il prossimo futuro) "l'upgrade" delle mie orecchie ad una versione dotata di fritz chip!In mancanza di ciò rimane vero che io posso e potrò sempre REGISTRARE E RIPRODURRE ciò che ANALOGICAMENTE alle mie orecchie deve pur arrivare!Purtroppo per DMIN.it Chiariglione e soci.... non c'è niente da fare il "buco analogico" (cioè la totale inefficacia del DRM) non è eliminabile!Vai tranquillo potrai sempre ricordare la tua canzonetta senza dare i 10 cents al "fastidioso" chippetto.... su una cosa però hai ragione ... è un mondo difficile e tanto più difficile per chi si ostina a volere spacciare tecnologie senza speranza!
      • Federico scrive:
        Re: ...ma chi il fritz chip non lo vuole?
        ciao, mi spieghi in 2 secondi cosa intendi x buco analogico?grazie
        • Non authenticat scrive:
          Re: ...ma chi il fritz chip non lo vuole?
          - Scritto da: Federico
          ciao, mi spieghi in 2 secondi cosa intendi x buco
          analogico?
          grazieLe tue orecchie ad esempio!
  • punkaddesktop scrive:
    Attenzione
    (forse) un po OT, ma ogni volta che leggo cose di questo tipo mi viene in mente.Ultimamente, in Italia e in alcuni altri paesi occidentali, sono parecchi e sempre più frequenti i tentativi per passare (in campi assai diversi) da un ottica del tipo "quello che non è proibito è permesso" a "quello che non è permesso è proibito".Non è un gioco di parole, nel primo caso tutto è permesso, meno quello che si stabilisce volta per volta sia inopportuno o non conveniente (si spera, saggiamente e democraticamente): questo molto semplicemente lascia la porta aperta a nuove idee, che oggi non sono nè proibite ne permesse semplicemente perchè inedite, in una parola lascia aperta la strada del progresso.Nel secondo caso invece si lascia la strada aperta SOLO a quello che OGGI è permesso, quello che è già stato pensato.Appena qualcuno ha una idea nuova, diversa, si trova automaticamente nell'illegalità... poi ci si siede, si parla, forse si delibera positivamente in merito ed intanto si sono accumulati 20 anni di ritardo e per altri 20 anni almeno un bel po di soldi dei contribuenti se ne andranno in royalties per pagare quanto sviluppato altrove, magari dai nostri cervelli in fuga... un film già visto troppe volte in troppi settori.
  • Crazy scrive:
    Legge Liberticida
    CIAO A TUTTIio mi auguro vivamente che il Governo Italiano non promulghi una legge di questo tipo perche`, sarebbe una legge liberticida di prima categoria.Per tradurlo in termini Automobilistici, sarebbe come se ci permettessero di acquistare qualunque Auto, a patto che i pezzi di ricambio in vendita siano solo Fiat, costringendo di fatto tutti a prendere Fiat.Sarebbe assurdo, spero vivamente che il governo italiano non faccia una legge cosi` retrograda, gia` il fatto di averla proposta, mette in ridicolo lo stato Italiano... speriamo che qualcosa funzioni in Parlamento e la proposta venga ritenuta improponibile.DISTINTI SALUTI
    • Anonimo scrive:
      Re: Legge Liberticida
      Quanto sei ingenuo.Al governo, ai suoi componenti NON GLIENE FREGA NIENTE se le loro decisioni vanno contro il popolo, la morale e soprattutto il buon senso.A quella gente interessa solo una cosa: monetizzare da ogni cosa.Se una simile soluzione potrà portare dei vantaggi al politico di turno (attraverso società di comodo) stai tranquillo che si farà e se non sarai d'accordo, ti permetterai di protestare, in quattro e quattr'otto ti faranno capire quale valore ha la democrazia dalle nostre parti.Secondo i preti la più grande vittoria del demonio è quella di far credere che non esiste mentre la più grande vittoria della democrazia è l'esatto opposto: far credere che esiste.
  • gianpy scrive:
    errori nell'articolo
    L'articolo non è corretto quando sbandiera come una novità il fatto che i costruttori di dispositivi diventerebbero così i responsabili oggettivi e ultimi in caso di "crack" della protezione.Questo è infatti esattamente quanto avviene già oggi, in tutti i sistemi già sul mercato che utilizzano meccanismi di Conditional Access (CA) ai contenuti.Ad esempio chi produce il Set Top Box di Sky integrato con il sistema di CA deve dimostrare a SKY di essere inattaccabile, e ne risponde anche economicamente, nel caso. Ciò avviene sulla base del contratto commerciale concluso fra le due parti.Quindi trattasi (eventualmente) di una generalizzazione di una metodologia consolidata. Nulla di nuovo sotto il sole...
    • soulista scrive:
      Re: errori nell'articolo
      - Scritto da: gianpy
      L'articolo non è corretto quando sbandiera come
      una novità il fatto che i costruttori di
      dispositivi diventerebbero così i responsabili
      oggettivi e ultimi in caso di "crack" della
      protezione.
      Questo è infatti esattamente quanto avviene già
      oggi, in tutti i sistemi già sul mercato che
      utilizzano meccanismi di Conditional Access (CA)
      ai
      contenuti.
      Ad esempio chi produce il Set Top Box di Sky
      integrato con il sistema di CA deve dimostrare a
      SKY di essere inattaccabile, e ne risponde anche
      economicamente, nel caso. Ciò avviene sulla base
      del contratto commerciale concluso fra le due
      parti.
      Quindi trattasi (eventualmente) di una
      generalizzazione di una metodologia consolidata.
      Nulla di nuovo sotto il
      sole...La differenza credo stia nel fatto che il caso che hai citato tratta di un accordo privato tra fornitore di contenuti e il produttore, nell'articolo invece si parla di questo contratto portato a livello statale, in cui i fornitori di contenuti hanno l'ultima parola e in cui l'utente finale non ha voce (per vedere i programmi di Sky firmi un contratto in cui accetti determinate limitazioni). Un contratto che rischia di tagliare fuori l'Italia dal mercato della tecnologia... fossimo una potenza economica come la Cina...
    • Cybor scrive:
      Re: errori nell'articolo
      - Scritto da: gianpy
      Ad esempio chi produce il Set Top Box di Sky
      integrato con il sistema di CA deve dimostrare a
      SKY di essere inattaccabile, e ne risponde anche
      economicamente, nel caso. Ciò avviene sulla base
      del contratto commerciale concluso fra le due
      parti.Ma sei sicuro di quello che dici ? A me risulta che l'NDS (Il sistema di codifica usato da Sky) è stato sviluppato dalla stessa Sky, eventualmente il costruttore si sarà impegnato a mantenere segrete le specifiche ed ad adottarle correttamente.
  • soulista scrive:
    Dalai Lama
    Il Dalai Lama é arrivato in Italia ed é stato accolto freddamente e sotto il silenzio dei media... La Cina é vicina.
    • A O scrive:
      Re: Dalai Lama
      - Scritto da: soulista
      Il Dalai Lama é arrivato in Italia ed é stato
      accolto freddamente e sotto il silenzio dei
      media... La Cina é
      vicina.è già qui... ed è pure peggio...
  • isaia panduri scrive:
    qualche considerazione
    Quello che continua ad evincersi da proposte come quella esaminata nell'articolo (sulla quale evidentemente qualcuno ha pensato valesse la pena di spendere così tanto tempo) è che invece di prevedere nuovi scenari e modelli di business e di guadagno (come fanno i Google labs, ad esempio) ci si sforzi di trovare un modo per conservare i modelli di business vecchi e ormai superati.In sostanza, è come se la gilda dei venditori di ghiaccio cercasse il modo di impedire la diffusione dei frigoriferi. O quella dei vetturini di calesse cercasse di impedire la diffusione dell'automobile.Se ai tempi di Napster l'industria si fosse lanciata direttamente sui modelli di business online (come ha fatto il porno, che è sopravvissuto - e bene - anche dopo la scomparsa del mercato home video) avrebbero risparmiato un sacco di soldi e oggi sarebbero realtà alternative alla pirateria.E invece no. Siccome prima guadagnavano 25 euro a cd, pensano di riuscire a trovare il modo di continuare a farlo, utilizzando DRM e sistemi di lobby che altro non fanno che indispettire i consumatori, i quali di fronte alla prospettiva di comprare un cd protetto che non possono utilizzare come preferiscono oppure quella di scaricarsi lo stesso identico cd piratato, sprotetto e utilizzabile ad vitam, scelgono la seconda.Non capisco come mai nessuna delle major davvero non si prenda la briga di studiare i modelli di distribuzione online del settore pornografico. Capirebbero che ci sono i margini di guadagno NONOSTANTE la pirateria. E' solo che le cifre non vanno calcolate come prima (alto costo/poche copie) ma sul modello standard dei mercati globalizzati (basso costo/molte copie). Fanno finta di non vedere che i loro costi di distribuzioni in un mercato online sono inesistenti e che la distribuzione dei cd "fisici" sarebbe opportuno ormai diventasse "on demand", in modo da calibrarne anche i costi.Cercare invece di ignorare il mercato online (considerato secondario e non invece principale) per mantenere in vita costi e modello del sistema precedente, li ha portati ad implementare pratiche al limite del legale, dimostratesi tutte, senza eccezione alcuna, inefficienti.E anche questo non capiscono. Nemmeno uno dei loro tentativi di implementazione di sistemi anticopia ha mai funzionato, fino ad oggi. Non uno. Questo è un dato significativo. Se potessero dire "però, guardate, dell'album di XXY come vedete nessuno è riuscito a fare copie" allora ci sarebbe anche un giustificato impulso a migliorare e proseguire su quella strada. Ma quando nemmeno uno dei loro tentativi si è dimostrato funzionale... bisogna essere davvero ciechi e stolti.Major a parte, però, rimane la questione dei famosi e fantomatici diritti d'autore. Il fatto che siano così interconnessi al modello di business delle major ne fa un paravento, una scusa per la protezione del modello stesso, invece che dei diritti d'autore.Paradossalmente, con l'esistente (obsoleto) modello di distribuzione, gli autori guadagnano assai poco, per le loro opere, in proporzione. Misere retribuzioni giustificate dagli alti costi sostenuti dalle major per la distribuzione fisica e la promozione. Costi che su un modello online verrebbero ridotti ad una frazione decimale, (con un accorto utilizzo dei social network al posto dei media classici di promozione).In definitiva però, la questione è la pirateria e la falsa correlazione che ad ogni copia piratata in circolazione corrisponda una mancata vendita. Personalmente ritengo che vada senz'altro punita la pirateria commerciale su larga scala ma sono altrettanto convinto che un livello "fisiologico" di pirateria sia non solo da tollerare ma anche costituisca una sorta di lubrificante del sistema distributivo online.Ma ovviamente io non sono una major...
  • chichibio scrive:
    fideiussione
    secondo me se questi signori vanno dalla apple a chiedere una fiudeiussione a garanzia dei danni che deriverebbero loro dalla violabilità del DRM delll'Ipod la apple risponderebbe: PICCHE!anche perchè nonc redo ch epossano chiedere alla apple l istessi soldi che ad esempio potrebbero chiedere alla Creative, viste le quote di mercato...cosa farebbero? chiederebbero alla apple una fideiussione a copertura del 60% del valore del mercato musicale "mobile" italiano?inoltre ci sarebbe il problema dell'hw già esistente, cosa me ne faccio? butto tutto? (io ho un ipod con linux sopra, se tutto va male e questa proposta diventasse legge dovrei tenermelo ben stretto...)eppoi se io dovessi comprarmi uno dei nuovi lettori mp3 con iDRM e mi rippassi un mp3 da una radio che trasmette music acreative commons il mio lettore si rifiuterebbe di riprodurla perchp mancherebbero i tag XML?poichè questa proposta si basa su un fondamento tecnologico (L'iDRM) che però sembra un gigante dai piedi d'argilla credo (spero) che rimarrà lettera morta.
  • Jim Bellafacci a scrive:
    Ma scusate...
    a parte la dubbia realizzabilita' del progetto (perche' funzioni bisognerebbe che TUTTI i contenuti del MONDO seguissero le specifiche di dmin.it, se no, ovviamente, sono balle) mi sono chiesto:perche' sul loro sito questa gente che parla di interoperabilita' pubblica documenti in DOC e in PPT?Questo dovrebbe quantomeno far riflettere...
    • mik.fp scrive:
      Re: Ma scusate...
      Non sono soli... ci sono gruppi analoghi, con proposte analoghe, in vari paesi occidentali... temo non sia un caso.
  • Insulter scrive:
    Bello ma...
    Una proposta di tutto punto.. sembrerebbe (esposta a parer mio un pò in burocratese)..Riflessioni : un tale sistema è molto bello (per alcuni) e con le dovute svolte potrebbe far contenti tutti (a parte chi dell'utilizzo indiscriminato della rete se ne approfitta).Tale sistema mette di nuovo nelle mani dell'industria la possibilità di dare "valore" ai propri contenuti (con le conseguenze che noi tutti sappiamo, costi esorbitanti etc etc).Ma fosse solo quello.. il sistema così come esposto (premetto che non ho approfindito più di quanto non sia intelleggibile nel testo sopra), sempre un bel panorama di una rivoluzione di tutto punto (hardware e software) di qualsiasi sistema esistente (bello..ma).. cioè.. leggendo tra le righe vuol dire "buttiamo via tutto quello che abbiamo fatto finora e rifacciamolo da capo come lo voglio io".Una bella idea, inattuabile.Oltre a questo, con una tecnologia che fa (ancora fortunatamente) passi da gigante di anno in anno, la certificazione di tecnologia esterne porterebbe a ritardi incredibili o all'esclusione dal mercato.Oltre a questo, prodotti provenienti da mercati il cui modello di gestione possa considerarsi diversa sarebbe impossibile, provocando chiusura.Quando ci sono i soldi e la volontà (dei potenti) e la garanzia di un guadagno assicurato a fronte di un investimento, sicuramente potrebbe portare a qualcosa.. di buono direi poco però).Sinceramente spero rimangano vaneggiamenti a caso, qualora però si inizi la transizione..Un giorno un cretino disse : --- (Fu censurato e per questo lo ricordarono come un cretino)
    • rockroll scrive:
      Re: Bello ma...
      - Scritto da: Insulter
      Una proposta di tutto punto.. sembrerebbe
      (esposta a parer mio un pò in
      burocratese)..
      Riflessioni : un tale sistema è molto bello (per
      alcuni) e con le dovute svolte potrebbe far
      contenti tutti (a parte chi dell'utilizzo
      indiscriminato della rete se ne
      approfitta).
      Tale sistema mette di nuovo nelle mani
      dell'industria la possibilità di dare "valore" ai
      propri contenuti (con le conseguenze che noi
      tutti sappiamo, costi esorbitanti etc
      etc).
      Ma fosse solo quello.. il sistema così come
      esposto (premetto che non ho approfindito più di
      quanto non sia intelleggibile nel testo sopra),
      sempre un bel panorama di una rivoluzione di
      tutto punto (hardware e software) di qualsiasi
      sistema esistente (bello..ma).. cioè.. leggendo
      tra le righe vuol dire "buttiamo via tutto quello
      che abbiamo fatto finora e rifacciamolo da capo
      come lo voglio
      io".
      Una bella idea, inattuabile.
      Oltre a questo, con una tecnologia che fa (ancora
      fortunatamente) passi da gigante di anno in anno,
      la certificazione di tecnologia esterne
      porterebbe a ritardi incredibili o all'esclusione
      dal
      mercato.
      Oltre a questo, prodotti provenienti da mercati
      il cui modello di gestione possa considerarsi
      diversa sarebbe impossibile, provocando
      chiusura.

      Quando ci sono i soldi e la volontà (dei potenti)
      e la garanzia di un guadagno assicurato a fronte
      di un investimento, sicuramente potrebbe portare
      a qualcosa.. di buono direi poco
      però).
      Sinceramente spero rimangano vaneggiamenti a
      caso, qualora però si inizi la
      transizione..

      Un giorno un cretino disse : --- (Fu censurato e
      per questo lo ricordarono come un
      cretino)Ma come fai a dire " bello ma..."; io avrei detto " brutto , ed inoltre...", ed a quell'inoltre avrei fatto seguire esattamente la parte del tuo intervento che ho sottolineato. Ed avrei terminato con la tua frase finale: " Sinceramente spero rimangano vaneggiamenti a caso . "PS: Non vedo pericolo di questo tipo di futuro Orwelliano: per prima cosa nessuna Industria con un po' di sale in zucca accetterebbe un contratto capestro nel quale dovrebbe assumersi le responsabilità economiche e penali di violazioni delle protezioni, che avverrebbero in massa dopo poco tempo grazie a crack HW almeno di origine oriental/cinese. Sai quanto ci metterebbe un laboratorio elettronico a progettare la pulizia HW necessaria, senza bisogno di far saltare i tag malevoli che a questo punto risulterebbero inutili? Sarebbe comunque la fortuna di laboratori HW che si butterebbero a produrre a tappeto apparecchiature pulite: hai idea di quanto si butterebbero sulla cosa non solo Cinesi ed affini? e quando accadrà questo, a distanza di pochi mesi dalla ipotizzata ammessa e non concessa imposizione di questo scenario orwelliano, alle ineffabili Majors dell'Industria e dell'Intrattenimento converrà ancora mantenere un comando sterile e solo teorico di un mercato in calo pauroso? .-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 07 dicembre 2007 04.13-----------------------------------------------------------
      • Francesco scrive:
        Re: Bello ma...
        - Scritto da: rockroll
        Sai quanto ci metterebbe un
        laboratorio elettronico a progettare la pulizia
        HW necessaria, senza bisogno di far saltare i tag
        malevoli che a questo punto risulterebbero
        inutili? Io sto già scaldando il saldatore ;)F
    • giggi scrive:
      Re: Bello ma...
      Quando Gugliemo Marconi riusci' a dimostrare che le onde radio potevano atraversare l'oceano ad arrivare in America, subito insorse una azienda inglese, mi pare, che fece causa a Marconi dicendo che aveva la "esclusiva" dei collegamenti TELEGRAFICI tra Europa e America e che quindi non si azzardasse piu' a trasmettere qualcosa senza il suo permesso ( o senza PAGARE.....)A quei tempi si rispose con un pernacchione.Oggi invece sembra che i coglioni abbondino.
      • soulista scrive:
        Re: Bello ma...
        - Scritto da: giggi
        Quando Gugliemo Marconi riusci' a dimostrare che
        le onde radio potevano atraversare l'oceano ad
        arrivare in America, subito insorse una azienda
        inglese, mi pare, che fece causa a Marconi
        dicendo che aveva la "esclusiva" dei collegamenti
        TELEGRAFICI tra Europa e America e che quindi non
        si azzardasse piu' a trasmettere qualcosa senza
        il suo permesso ( o senza
        PAGARE.....)
        A quei tempi si rispose con un pernacchione.
        Oggi invece sembra che i coglioni abbondino.http://www.youtube.com/watch?v=pWMMYLVBiZ8
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