Cisco, il nuovo spaccato sulla trasformazione digitale

Il mondo cambia con internet, e cambia a grande velocità. Entro il 2021 triplicherà il numero di utenti collegati che scambieranno il triplo di dati. A farla da padrone sarà il video
Il mondo cambia con internet, e cambia a grande velocità. Entro il 2021 triplicherà il numero di utenti collegati che scambieranno il triplo di dati. A farla da padrone sarà il video

La trasformazione digitale delineata da Cisco , leader mondiale del settore IT, nel suo ultimo report “Visual Networking Index” è tanto rapida quanto profonda. Lo studio analizza il quinquennio 2016-2021 e parte da due dati sostanziali: Il numero di utenti Internet passerà dai 3,3 miliardi del 2016 ai 4,6 miliardi del 2021 (58 per cento della popolazione globale) e il volume di traffico scambiato passerà da 1,2 miliardi di Terabyte all’anno ai 3,3 miliardi di Terabyte . È il coronamento dell’era dello Zettabyte .

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Tra gli ulteriori traguardi che verranno raggiunti vi è la triplicazione dei GB consumati mensilmente dagli utenti, passando da 21 a 61 (nel 2016 erano 24 GB) consumo in parte dovuto a un incremento di apparecchi connessi per persona (mediamente 3,5  contro gli attuali 2,3) ma anche all’ incremento della fruizione del formato video che raggiungerà l’80 per cento di tutto il traffico Internet nel 2021 . Per gestire lo streaming naturalmente la domanda di velocità sarà sempre più una priorità. È per questo che tra quattro anni, grazie alla migliore diffusione della banda larga e reti 4G o 5G, si raggiungeranno velocità medie di 53 Mbps via cavo e 20 Mbps via mobile.

Questi numeri rappresentano delle medie globali; alcune disparità emergono tra le varie aree geografiche che effettivamente vanno considerate, con il Nord America in prima posizione e Medio Oriente ma soprattutto Africa in coda . Il primo dato che palesa questa disparità è il numero di utenti che in prospettiva si connetteranno a internet entro il quinquennio preso in esame: 89 per cento per il primo classificato e 28 per cento per il fanalino di coda. A metà strada si trova l’America Latina con il 66 per cento. Simile nel trend il consumo di GB mensili: 181 GB in Nord America, 35 GB in Medio Oriente e Africa passando per i 41 GB dell’America Latina.

Naturalmente anche le velocità di connessione seguono la differenza evidenziata, una differenza che non è solo quantitativa ma anche qualitativa. A pesare sono le infrastrutture più carenti e il minor interesse a investire. Analizzando tutte le aree, si nota una velocità rispettivamente via cavo e mobile di 74,2 Mbps e 25 Mbps in Nord America; 20,5 Mbps e 12 Mbps in America Latina; 53,6 Mbps e 28 Mbps in Europa Ovest; 45,5 Mbps e 18 Mbps in Europa Centrale ed Est; 17,1 Mbps e 11 Mbps in Medio Oriente e Africa; 64 Mbps e 20 Mbps in Asia (dove l’immenso stato indiano sta facendo spesso da traino con una previsione di 829 milioni di utenti connessi nel 2021).

Una cosa invece accomuna tutte le aree geografiche: la “fame” di video (1,9 miliardi di visualizzatori nel 2021) in tutte le forme previste: long-form VOD, short-form VOD, live video e videosorveglianza. Se nei prossimi anni si vedrà una leggera diminuzione del traffico HD parallelamente crescerà dall’1 al 30 per cento il formato 4K (e già si guarda all’ 8K ). Emblematico che tutto il traffico sia destinato sempre più a passare attraverso sistemi diffusi di server in grado di gestire meglio la distribuzione di file multimediali, i cosiddetti Content Delivery Network (dal 56 al 71 per cento).

Altro trend confermato è l’imposizione dell’IoT, con 27,1 miliardi di oggetti connessi in M2M (machine-to-machine). Su questo fronte anche l’Italia sta giocando una buona partita . Nel campo dell’intrattenimento proseguirà l’imposizione della realtà virtuale e aumentata con una crescita stimata di 20 volte arrivando all’1 per cento globale dei servizi di intrattenimento. Inarrestabile la crescita dei dispositivi mobile attraverso i quali ci si connette sempre più alla rete. Nel 2021 si assisterà ad un netto superamento delle connessioni da cellulare che si assesteranno al 46 per cento contro quelle da desktop al 33 per cento come già anticipato a febbraio e come in parte già registrato a fine 2016 .

Mirko Zago

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13 06 2017
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