Criptovalute: la SEC è incapace di regolamentare le crypto

Criptovalute: la SEC è incapace di regolamentare le crypto

Secondo Pat Toomey, "l’incapacità del presidente Gensler di fornire norme chiare sulle criptovalute sottolinea la necessità di un intervento".
Secondo Pat Toomey, "l’incapacità del presidente Gensler di fornire norme chiare sulle criptovalute sottolinea la necessità di un intervento".

È scoppiata una guerra incredibile. Sul campo di battaglia si è schierato il senatore della Pennsylvania, Pat Toomey, fortemente contrariato dall'incapacità del presidente della SEC Gary Gensler nel fornire un approccio regolamentare corretto alle criptovalute. Per questo ha auspicato l'intervento del Congresso nel caso in cui la Securities Exchange Commission (SEC) non riesca a proporre indicazioni chiare e necessarie sulle crypto. Teniamo presente che Toomey è un membro di alto grado del Senate Banking Committee.

Il Congresso deve intervenire sulle normative delle criptovalute

Non ha usato mezzi termini Toomey. Attraverso un annuncio rilasciato venerdì scorso dal Senate Banking Committee, si è definito deluso nei confronti del presidente della SEC, Gary Gensler. In particolare, in merito alle mancate risposte che quest'ultimo ha fornito sulla base di una lettera aperta dove Toomey chiedeva chiarimenti sulla differenza tra security e commodity. Ecco quanto ha dichiarato:

Affinché gli investitori possano beneficiare di un mercato equo e competitivo, le agenzie federali dovrebbero rispondere alle domande se – e in caso affermativo, come – le tecnologie nuove ed emergenti si adattano alle normative esistenti. L'incapacità del presidente Gensler di fornire regole chiare sulla strada per le criptovalute sottolinea la necessità che il Congresso agisca“.

Queste preoccupazioni risalgono a settembre quando Toomey aveva notato un approccio regolamentare della SEC non idoneo alle criptovalute. Subito dopo fece seguito una richiesta formale al presidente Gensler per chiarire aspetti controversi e poco chiari. Diverse risposte non hanno soddisfatto le domande, essendo in alcuni casi poco precise, mentre in altri completamente evasive.

Insomma, una situazione alquanto spinosa. Da una parte si cerca chiarezza in termini di norme regolamentari chiare e precise, dall'altra invece si cerca di evadere la questione. Nel frattempo il Congresso non ha potuto occuparsi della faccenda perché impegnato nell'estendere i finanziamenti per il Governo Americano fino al 18 febbraio 2022.

Si prevede quindi che prima o poi sarà necessario un intervento deciso sulla questione criptovalute. Tema ostico, che non piace all'amministrazione Biden, ma che necessariamente deve essere trattata il prima possibile. Questo anche perché ci sono diverse banche importanti americane che spingono affinché Bitcoin possa essere utilizzato come collaterale nelle proposte di prestito.

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06 12 2021
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