Criptovalute e regimi fiscali: Italia, paese severo

Criptovalute e regimi fiscali: Italia, paese severo

Quasi 50 paesi presi in esame per stilare la classifica dei regimi fiscali più severi in fatto di criptovalute: i risultati dello studio.
Quasi 50 paesi presi in esame per stilare la classifica dei regimi fiscali più severi in fatto di criptovalute: i risultati dello studio.

Oggi che il trading di criptovalute è ormai alla portata di tutti, è bene sapere come i ricavi generati da questa tipologia di asset sono oggetto dei regimi fiscali. Ogni paese ha le proprie leggi. Lo studio legale Sape Cons Ltd ha analizzato le norme vigenti in quasi 50 territori, stilando una sorta di classifica utile a capire quali pongono i paletti più severi. L’Italia è tra questi, insieme a Francia e Finlandia. Chi desidera investire su Bitcoin, Ethereum, Ripple e sulle altre monete virtuali può farlo attraverso gli strumenti offerti dalla piattaforma IQ Option.

Regimi fiscali e criptovalute: l’Italia e altri paesi

Tra le nazioni più permissive figura El Salvador, che ormai da tempo ha deciso di rendere Bitcoin una moneta a corso legale. Lì, la capital gain tax è fissata al 10%. Discorso simile per la Bielorussia, dove il governo centrale ha deciso di incentivare l’impiego di queste tecnologie applicando una tassa pari solo all’1% alle compagnie che vi risiedono. Di seguito le parole dell’avvocato Oreste Maria Petrillo, fondamentali per capire invece come funziona in Italia.

Pochi sanno che in Italia, diverse pronunce dell’Agenzia delle Entrate e varie sentenze di giurisdizionali hanno sottoposto i ricavi da moneta virtuale alle regole fiscali contenute nel Testo Unico delle Imposte sui Redditi (il TUIR) e nel Decreto sull’istituzione e disciplina dell’IVA.Quindi le plusvalenze vengono tassate separatamente, mentre per Ires, Irap e Irpef vengono applicati gli scaglioni previsti per legge.

È di tutt’altra natura l’approccio adottato in Finlandia, dove alle criptovalute è applicata un’aliquota secca del 30% (fino a 30.000 euro) o del 34% (oltre 30.000 euro). Il discorso cambia nuovamente in Francia, dove si fa distinzione tra impiego business e non business di questi asset, arrivando fino al 45%. Tornando al nostro paese, riportiamo il commento dell’avvocato Fabio Santoro.

In particolare, sono assoggettati all’Imposta sul reddito delle persone fisiche i ricavi realizzati sulla vendita di valuta estera rivenienti da depositi e conti correnti a condizione che, nel periodo d’imposta in cui la vendita avviene, il saldo di tali conti ecceda di 51.645,69 euro per sette giorni lavorativi consecutivi.

Chi sceglie di investire sulle crypto o su altri beni digitali (una possibilità è quella fornita dalla piattaforma IQ Option) è tenuto a conoscere nel dettaglio in che modo dichiarare i ricavi ottenuti, con modalità conformi a quanto previsto dai regimi fiscali.

*Il 67% dei conti degli investitori retail perde denaro negoziando CFD con questo fornitore. È necessario sapere come funzionano i CFD e se ci si può permettere di perdere i propri soldi

Questo articolo contiene link di affiliazione: acquisti o ordini effettuati tramite tali link permetteranno al nostro sito di ricevere una commissione.

Fonte: Sape Cons Ltd
Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

Pubblicato il 28 apr 2022
Link copiato negli appunti