Il Tribunale generale dell’Unione europea ha respinto i ricorsi presentati da Apple contro la designazione come gatekeeper per App Store e iOS. L’azienda di Cupertino deve quindi rispettare gli obblighi del Digital Markets Act (DMA), in particolare quelli che riguardano store alternativi e metodi di pagamento esterni. Può eventualmente rivolgersi alla Corte di Giustizia.
Gli App Store sono cinque, ma contano come uno
La Commissione europea ha inizialmente designato Apple come gatekeeper per tre servizi: App Store, iOS e Safari. Successivamente è stato aggiunto anche iPadOS, mentre iMessage è stata escluso al termine dell’indagine.
Apple aveva presentato ricorso a fine 2023 e spiegato le motivazioni durante l’udienza di circa due anni dopo. Secondo l’azienda californiana, la Commissione europea ha erroneamente determinato le soglie quantitative (almeno 45 milioni di utenti attivi mensili), considerando un unico App Store per cinque sistemi operativi (iOS, iPadOS, macOS, watchOS e tvOS). Apple ritiene invece che gli App Store sono cinque.
Il Tribunale ha confermato (PDF) la valutazione della Commissione secondo cui le diverse versioni dell’App Store costituiscono un solo Core Platform Service (CPS):
A prescindere dai dispositivi interessati, tali store perseguono una finalità identica, vale a dire mettere in contatto gli sviluppatori di applicazioni e gli utenti finali al fine di facilitare la distribuzione di applicazioni software. Le differenze addotte da Apple per sostenere che ciascuno di tali store costituiva un CPS distinto, cosicché solo lo store di iOS raggiungeva le soglie richieste per essere designato come gatekeeper, attengono principalmente alle caratteristiche proprie dei dispositivi utilizzati e non giustificano la distinzione tra diversi CPS.
Apple aveva contestato inoltre la designazione di Core Platform Service per iMessage. La Commissione europea non ha esteso gli obblighi del DMA al servizio di messaggistica, ma ha mantenuto la designazione, quindi potrebbe essere aggiunto in futuro se supererà la soglia minima.
Il Tribunale ha considerato irricevibile il ricorso proprio perché iMessage non è soggetto agli obblighi del DMA. Apple non ha confermato se proseguirà lo scontro legale alla Corte di Giustizia, ribadendo però le critiche alla legge:
Crediamo fermamente che il mandato della DMA vada oltre ciò che è legale e proporzionato, minacciando di erodere decenni di protezioni della privacy e della sicurezza che abbiamo costruito e lasciando i nostri utenti vulnerabili a nuovi rischi. Continueremo a sostenere l’innovazione e la privacy che i nostri clienti europei meritano.
Il Tribunale deve ancora esaminare altri due ricorsi presentati da Apple, ovvero quelli relativi all’interoperabilità di iOS e la sanzione di 500 milioni di euro.