Alcuni pensano che le grandinate siano rare, altri invece devono scamparla ogni estate. Tutti noi quando si parla di questo fenomeno atmosferico ha ben chiara l’immagine di palle di ghiaccio dalle dimensioni differenti che cadono dal cielo e che possono distruggere tutto quello che incontrano di fragile. Gli scienziati sostengono che la grandine sta mutando e che potrebbe diventare ancora più pericolosa di quanto, in alcune circostanze, non lo è già.
Sono due gli studi che fanno luce su questo cambiamento dovuto al surriscaldamento globale. In uno dei due studi, quello pubblicato su Nature Climate Change, i ricercatori dimostrano che il fenomeno delle grandinate potrebbe spostarsi verso i poli con il riscaldamento globale e spostarsi dall’estate all’inverno.
“Ciò potrebbe provocare un aumento delle grandinate in luoghi come l’Europa settentrionale, il Canada, l’Australia sudorientale e l’Isola del Sud della Nuova Zelanda“, hanno spiegato gli esperti di Science Nature, autori dello studio pubblicato su Nature Climate Change.
La grandine non solo si sposterà, ma diventerà più pericolosa
In concomitanza, un nuovo studio condotto da Shiyi Zhang all’Università di Pechino ha dimostrato che la grandine potrebbe diventare ancora più pericolosa. “Si prevede che il cambiamento climatico antropogenico (ACC) modificherà le tempeste convettive intense e i pericoli ad esse associati, tra cui le grandinate, una delle principali cause di perdite economiche legate al meteo” si legge nello studio.
“Qui mostriamo un aumento del 36,5-42,1% del potenziale di danni globali indotti dalle grandinate entro la fine del XXI secolo, con l’entità determinata dallo scenario di emissioni. A livello globale, l’aumento della temperatura e dell’umidità specifica a bassa quota determina uno spostamento verso chicchi di grandine di dimensioni maggiori, con un incremento della frequenza di chicchi di grandine con diametro ≥30 mm del 37,9-51,8% e una diminuzione di chicchi di grandine con diametro <30 mm del 4,2-12,3%“, concludono i ricercatori.