Italia.it, il Governo nasconde le carte

E nega che migliaia di utenti italiani, che vogliono conoscere tutti i dettagli della genesi di Italia.it, abbiano il diritto di saperlo. Secondo il Palazzo a 1500 cittadini che chiedono trasparenza si può dire di no

Roma – L’ ondata di indignazione che ha accolto lo sbarco online del portale del turismo Italia.it e la successiva mobilitazione non sono state sufficienti per spingere il Governo a dar seguito alle numerose richieste di trasparenza. Il desiderio di conoscere in profondità e in dettaglio la genesi del criticatissimo portale, sostanziatosi in una lettera aperta sottoscritta da migliaia di utenti , è stato frustrato per due volte, l’ultima nelle scorse ore, ed ha il sapore di una sentenza definitiva.

Scandalo Italiano , il sito che da lungo tempo raccoglie materiali, critiche e suggerimenti attorno al portale del Turismo, ha pubblicato poche ore fa la lettera con cui la Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi ha negato che in questo caso sussista un diritto alla trasparenza .

Come si può leggere nella lettera trasmessa al blog dal Dipartimento per l’Innovazione e le Tecnologie la richiesta è stata respinta in quanto:

“la giurisprudenza maggioritaria e l’opinione ormai stabilizzata dalla stessa Commissione si sono consolidati nel senso che il diritto di accesso, riconosciuto dall’art. 22 L. 241/90, non configura una sorta di azione popolare diretta a consentire un generalizzato controllo dell’attività della Pubblica Amministrazione, ma deve correlarsi ad un interesse qualificato che giustifichi la cognizione di determinati documenti”.

“La posizione legittimante l’accesso è costituita da una posizione giuridicamente rilevante e dal collegamento qualificato tra questa posizione sostanziale e la documentazione di cui si pretende la conoscenza (Consiglio di Stato, sez. V, 16 gennaio 2004, n.127),posizione sostanziale non individuabile nell’aggregazione spontanea “Scandaloitaliano”, dal momento che la semplice riunione di soggetti non legittimati all’accesso non può creare ex se la prescritta legittimazione in capo alla riunione stessa.”

Uscendo dal burocratese , i firmatari di quella lettera aperta non costituiscono, secondo la Commissione, un soggetto giuridico che possa esercitare il diritto all’accesso ai documenti su Italia.it. Un’affermazione che, com’è ovvio, scatena nei promotori di questo processo di trasparenza ulteriore indignazione .

Proprio Scandalo Italiano sintetizza così quanto accaduto:

“Domanda: Caro governo, tu hai preso 45 (+9 +2,1=56,1) milioni di euro dalle tasche della comunità per fare un sito web. Noi 1500 membri di codesta comunità, che in buona misura proprio di web, IT e multimedia ci occupiamo, abbiamo visto la cifra pazzesca, abbiamo visto il sito, l’abbiamo trovato di qualità vergognosa, abbiamo visto che ci hai messo tre anni di lavoro a farlo, e dunque ti chiediamo di sapere con esattezza come hai impiegato quel denaro. Ce lo puoi dire per favore?
Risposta: No. Non sono cazzi vostri”.

Che tirasse un’aria anti-glasnost nel Palazzo si era intuito nelle scorse settimane, quando era pervenuta al Governo la richiesta di Scandalo Italiano . In quell’occasione, anziché optare per l’apertura di un dibattito pubblico ampio, informato e condiviso, il ministero per la Funzione pubblica aveva preferito un approccio low profile , sostenendo che era appunto la Commissione a dover decidere. Ora la decisione è arrivata.

Per chi vorrebbe poter capire meglio cosa sia avvenuto col portale del Turismo, l’ultima speranza, a questo punto, parrebbe essere la richiesta di documenti formalizzata a giugno dall’associazione dei consumatori Generazione Attiva , che riprendeva i contenuti della lettera aperta di Scandalo Italiano .

Paolo De Andreis

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  • Emanuele scrive:
    Ciao Robot
    La grande varietà l'assenza di un'unica forma per l'oggetto robot, la difficoltà di costruire una piattaforma comune per tutti i robot.Per capire meglio il mondo della robotica, la sua grande varietà e le questioni etiche che nasceranno dagli sviluppi futuri vi invito a visitare due siti:www.roboethics.org (inglese)www.ciaorobot.org (sito in italiano del documentario Ciao Robot...nel blog del sito troverete numerose immagini e video di robot!)
  • apertuscus scrive:
    presentazione a icra 2007, roma
    in aprile c'è stata a conferenza di robotica più importante del mondo a Roma, a cui ho avuto la fortuna di partecipare, in cui in una sessione "poster": Future of Robot Operating Systems, è stato presentato il robotic studio...subito dopo vi era l'intervento del prof. Bruyninckx, che si concentra molto su queste cose, in particolare sui sitemi realtime basati su linux, con intervento molto critico. vi cito una parte di commento dal sito http://smart-machines.blogspot.com/search/label/Microsoft%20Robotics%20Studio"Herman Bruyninckx from K.U Leuven (and head of Euron) gave a very spirited rebuttal to Trower (la persona che ha presentato il robotic studio) and argued that every time Microsoft enters a new market the range of alternative solutions becomes much smaller and more polarized. He was quite provocative and got a very strong level of support from the audience. At present, there are several alternative open source robotics toolkits and packages around."devo dire che mi trova in accordo, in particolare sul un punto:Non si puo' pensare di fare un tool di sviluppo ce va bene per tutto il modo dell'automazione/robotica perchè le architetture sono terribilmente diverse, da micro da 10 dollari con k di memoria (lego), a micro con mega di memoria (aibo) a processori distribuiti che comunicano fra loro. in pratica non esiste il parallelo con il visual studio, in cui il target è bene o male sempre un pc...altro punto interessante che ha sostenuto è l'importanza di questa novità per far si che le molte piccole realtà autonome inizino a dialogare fra di loro, creando comunità open più omogenee.
    • anonimo scrive:
      Re: presentazione a icra 2007, roma
      tutto bene basterebbe che non ci fosse in agguato la possibile standardizzazione del linguaggi di cui MS si potrebbe avvalere
  • fulmine scrive:
    3 leggi della robotica
    0. Comprerai sempre e solo software originale Microsoft1. Un robot non può recare danno a un essere umano, né può permettere che, a causa del suo mancato intervento, un essere umano riceva danno, purché tali ordini non contravvengano alla Legge Zero.2. Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla Legge Zero e alla Prima Legge.3. Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Legge Zero, la Prima e la Seconda Legge. HELP :|
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