Microsoft sconta XP per colpire Linux

Microsoft ha deciso di contrastare l'avanzata di Linux sul mercato dei PC mobili a bassissimo costo tagliando il prezzo OEM di Windows XP. Ma la promozione, infarcita di paletti, sta sollevando molte critiche e perplessità

Roma – Linux desktop non è ancora riuscito ad impensierire Microsoft, ma il boom dei PC mobili ultra-low cost (ULCPC), di cui l’Eee PC di Asus è stato l’innesco, potrebbe dare al Pinguino un’opportunità a lungo attesa: penetrare sul mercato dei PC consumer e insidiare lo storico dominio di Windows. BigM sembra ben conscia della minaccia, e per fronteggiarla ha pronte strategie già testate nei paesi in via di sviluppo.

Se lo scorso mese Microsoft aveva comunicato il posticipo del pensionamento di Windows XP Home sul mercato ULCPC, garantendone la disponibilità fino al 2010, si è appreso nei giorni scorsi che Microsoft sta per offrire ai produttori di PC significativi sconti sul prezzo delle licenze di XP . Ma a condizioni ben precise.

Tali sconti sono infatti validi solo per i computer con specifiche hardware molto limitate , come i MID e i subnotebook a basso costo: per la precisione, il sistema deve utilizzare un processore a singolo core con clock massimo di 1 GHz, il display deve avere una diagonale non superiore a 10,2 pollici, e le quantità di RAM e spazio disco non devono superare, rispettivamente, 1 GB e 80 GB. Queste specifiche sembrano descrivere abbastanza fedelmente la configurazione tipica di un subnotebook in stile Eee PC 900.

L’ultima restrizione riguarda il touchscreen , che dev’essere assente: così facendo Microsoft taglia fuori dalla promozione tutti i dispositivi basati sulla propria piattaforma UMPC e, più in generale, quelli privi di una tastiera QWERTY. Ciò si spiega con la volontà di BigM di promuovere Windows XP solo in quei segmenti di mercato dove Vista, a causa dei suoi più elevati requisiti hardware, ha scarse possibilità di successo. Questi sono anche gli stessi segmenti che, senza un tempestivo intervento sui prezzi di XP, potrebbero diventare facile terreno di conquista per Linux .

Questa politica viene contestata da più parti , e non soltanto tra i supporter del Pinguino. C’è chi sostiene che BigM stia di fatto ammettendo l’inferiorità del proprio sistema operativo, e chi si spinge invece a definire queste manovre anticoncorrenziali.

“Ogni volta che restringi l’utilizzo del tuo software a piattaforme che sono meno funzionali e meno potenti di quelle disponibili, di fatto stai dicendo a tutti coloro che vogliono qualità di rivolgersi ad un diverso fornitore di software”, scrive Mike Masnick, editorialista di techdirt.com . “Considerando che per anni Microsoft ha dovuto affrontare una ben scarsa concorrenza sul mercato dei sistemi operativi, ora che finalmente deve competere è naturale che non sappia come farlo”.

O non sa come farlo, o forse lo sa fare alla sua maniera: e non è detto manchi d’efficacia. Un esempio potrebbe essere dato dall’imminente Eee PC 900, la cui versione con Windows XP Home e la suite MS Works dovrebbe costare, in Australia , 50 dollari meno di quella Linux. Se è vero che il modello con Linux preinstallato dispone di un disco più capiente, 20 GB contro i 12 GB della versione Windows, gli osservatori ritengono che il costo della licenza di XP e Works dovrebbe di fatto bilanciare questa differenza. Così non è, ed il merito sembra proprio da attribuire alle promozioni appena offerte da Microsoft ad OEM come Asus.

Linux, però, può ancora prendersi una soddisfazione : chi ha già avuto modo di provare il nuovo Eee PC, infatti, sostiene che Linux sia decisamente più agile e scattante di XP.

La versatilità e la modularità di Linux sono quasi leggendarie, ma anche su questo fronte Microsoft sembra decisa a correre ai ripari. Intende farlo con il futuro Windows 7 , un sistema operativo che, proprio pochi giorni fa, Bill Gates ha definito più leggero ed efficiente di Vista. Se ciò si rivelasse vero, per la prima volta un nuova versione di Windows risulterebbe meno esosa di risorse rispetto alla precedente.

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  • Davide Caminati scrive:
    Cultura Hacker nelle Aziende
    Sostengo gli Ethical Hackers, soprattutto possono essere utili nelle aziende italiane che invece di informarsi (prerogativa per essere un hacker) preferiscono farsi installare software piratati , crackati ,senza sapere che ne esistono di omologhi Free / Open Source.Benvenga Linux nelle aziende,Firefox,Mozilla,Open Office,VOIP.
    • venom scrive:
      Re: Cultura Hacker nelle Aziende
      Ok.Concordo con voi per il buon okkio verso la comunità hacker e verso i molti progetti promossi sia in America che in Europa (pochi in italia...)Concordo anche sul fatto , ovvio se vogliamo, che il codice open è più "vicino" alla comunità hacer in quanto permette una maggiore integrazione ed interoperabilità con la creatività delle persone.Ma attenzione a non confondere le cose...L'haking è una cosa, il software aperto un'altra, la pessima abitudine di molte società di non dare peso alla formazione reale è ancora un'altro argomento, ed ovviamente l'utilizzo di software crakkato ne è ancora un'altra.Sicuramente tutti questi "argomenti" possono essere collegati dal comune denominatore della sicurezza informatica...ma non sono un unico argomento.In sostanza, parlare di hacking non significa parlare di Linux.Anche perché questo, a mio avviso, sarebbe una limitazione troppo grande a Linux stesso.;)
  • systemax scrive:
    ethical hakers?
    Quindi dedurrei che sono ethical hakers?
  • paoloholzl scrive:
    Buono lo spirito ma ..
    L'Hacking etico ha un senso e certe iniziative forse anche.Personalmente tra gli Hacker che ho conosciuto solo una piccola percentuale lo faceva 'eticamente' e per propria cultura personale.Sappiano 'gli inaffidabili' che nulla è più comodo per chi controlla che avere un bell'elenco di quelli da tenere sott'occhio.Come azienda di penserei due volte prima di 'pescare dal mucchio'.Quindi ben vengano certe iniziative (fiere comprese), ma per fare un po di 'pulizia'.
    • Raffre Ddore scrive:
      Re: Buono lo spirito ma ..
      - Scritto da: paoloholzl
      Personalmente tra gli Hacker che ho conosciuto
      solo una piccola percentuale lo faceva
      'eticamente' e per propria cultura
      personale.grazie al cielo,altrimenti pensa che palle
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