Motorola e Sandisk giù, Yahoo! perde pezzi

Il produttore di cellulari non vende più come una volta. E quello di memorie flash non se la passa molto meglio. Nel frattempo a Sunnyvale alcuni pezzi da novanta lasciano il search engine
Il produttore di cellulari non vende più come una volta. E quello di memorie flash non se la passa molto meglio. Nel frattempo a Sunnyvale alcuni pezzi da novanta lasciano il search engine

Cifre attese ma non per questo meno pesanti quelle annunciate da Motorola per il suo ultimo trimestre, chiusosi il 31 dicembre 2008. L’anno va in archivio con una perdita da 3,6 miliardi di dollari (2,8 miliardi di euro), pari a 1,57 dollari ad azione, e con le quotazioni dei cellulari prodotti dall’azienda statunitense in ribasso. Quanto basta per spingere gli analisti a suggerire a Motorola di chiudere la divisione dispositivi mobili o a provvedere al più presto ad una svolta: il rischio è che le cose possano andare addirittura peggio, vista anche l’uscita di scena del CFO Paul Liska.

Nel complesso, solo negli ultimi 90 giorni Motorola ha visto le vendite dei propri terminali calare di circa 6 milioni di unità, raccogliendo solo il 6,5 per cento del settore. 19,2 milioni di cellulari venduti sono meno della metà dei 40,9 milioni piazzati nello stesso periodo del 2007, un calo del 51 per cento che non fa ben sperare per il prosieguo dell’esperienza in questo comparto: all’orizzonte non ci sarebbero terminali in grado di replicare nel breve termine il successo del RAZR, e ciò metterebbe in serio dubbio la possibilità per Motorola di riprendere le redini del proprio business.

Le cifre proposte dall’azienda a stelle e strisce confermano quelle diffuse da altre fonti nei mesi addietro, e rilanciano le voci di possibili acquisizioni in vista per l’intero pacchetto. La ristrutturazione annunciata negli scorsi mesi, una ristrutturazione seriamente rilanciata a gennaio sul piano occupazionale, non dovrebbe riuscire da sola a mettere i conti in ordine: lo spin-off annunciato e poi rinviato della divisione cellulari ha complicato ulteriormente le cose, affossando i buoni risultati delle altre divisioni e mettendo alla corda i bilanci complessivi.

Dello stesso male sembra soffrire anche SanDisk , che ha annunciato perdite per 1,86 miliardi di dollari (quasi 1,5 miliardi di euro) nell’ultimo trimestre dell’anno fiscale 2008, pari a un dividendo negativo di 8,25 dollari ad azione. Un valore in netto contrasto con il dividendo da 45 centesimi pagato un anno fa, e legato a un fatturato in calo di 14 punti rispetto al 2007 per via del rallentamento dei consumi: le cause di queste cifre, quindi, sarebbero tutte da cercare nella crisi dell’economia mondiale, che avrebbe abbassato drasticamente la domanda delle memorie flash prodotte dall’azienda statunitense. Una situazione opposta a quanto si sta verificando con le DRAM, anche se a causa dell’annuncio di un fallimento di una delle aziende taiwanesi impegnata nella produzione di questo tipo di memorie.

Negli scorsi mesi Sandisk ha già avviato un programma che prevede consistenti tagli alla produzione e alle attività svolte con il partner Toshiba, allo scopo di ridurre le spese e contenere le perdite. L’ obiettivo dell’azienda è regolare l’offerta per bilanciarla con una domanda inferiore alle aspettative, nella speranza di mantenere inalterate le proprie riserve di liquidità: inoltre, Sandisk si è riservata la possibilità di decidere per il 2009 una ricapitalizzazione tramite collocamento azionario sul mercato.

Le azioni Sandisk hanno fatto registrare un calo di oltre il 20 per cento alla Borsa di New York , assestandosi sugli 8,5 dollari: nel 2008 l’azienda aveva detto di no ad una acquisizione da parte della sudcoreana Samsung , che aveva offerto una contropartita da 26 dollari per ogni quota.

Nel frattempo, da Sunnyvale arriva la notizia dell’ultima uscita di scena eccellente tra i top-executive di Yahoo!. A lasciare questa volta è Jill Nash, a capo delle pubbliche relazioni del portale viola , che per il momento non ha spiegato i motivi della sua decisione, né ha anticipato se nell’immediato futuro passerà a ricoprire un ruolo analogo in un’altra azienda. Secondo gli addetti ai lavori, la decisione di Nash potrebbe essere legata al recente arrivo del nuovo CEO Carol Bartz.

Luca Annunziata

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03 02 2009
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