Nine Inch Nails: bye bye major

I Radiohead hanno già fatto scuola, e ora un altro grande protagonista della musica commerciale decide di giocare da battitore libero e sfruttare le enormi potenzialità della rete
I Radiohead hanno già fatto scuola, e ora un altro grande protagonista della musica commerciale decide di giocare da battitore libero e sfruttare le enormi potenzialità della rete

Dopo lo sbigottimento dei manager delle Big Four scatenato dalla recente decisione dei Radiohead di fare parzialmente a meno del supporto dell’industria, forse si prepara una vera e propria rivoluzione stando a quanto si legge sul sito dei Nine Inch Nails : la band-fenomeno dell’ industrial rock capace con la sua musica di fare il pieno di incassi, ha deciso che questo è il momento opportuno per abbandonare le major , promuovendo d’ora in poi la propria musica esattamente alla stessa maniera decisa dai colleghi inglesi.

“Ho atteso a lungo la possibilità di fare questo annuncio – scrive orgoglioso e un po’ pieno di sé Trent Reznor sul sito della band – da adesso in poi i Nine Inch Nails sono completamente battitori liberi, liberi da qualsiasi contratto di registrazione con qualsiasi etichetta”.

“Sono stato sotto contratto per 18 anni – continua il frontman dei NIN – e ho visto il business mutare radicalmente verso qualcosa di intrinsecamente molto differente e mi dà una grande gioia poter finalmente avere un rapporto diretto con il pubblico come ritengo giusto ed opportuno sia”.

Reznor non è mai stato tenero con le megacorporazioni della musica: rapporti sempre più tesi lo hanno addirittura portato a infrangere uno dei “sacri tabù” dei dirigenti dalla super-liquidazione garantita, consigliando apertamente ai suoi fan asiatici di scaricare illegalmente la musica dal P2P .

Ora che i Radiohead hanno finalmente aperto le danze, all’artista è parso opportuno rincarare la dose e stringere ancora più d’assedio il vecchio modello di business dell’industria musicale, che dopo il defilarsi della “migliore rock band del mondo” conosce un altro duro colpo per il già agonizzante mercato del disco .

Rapporti diretti con il pubblico, passaparola e distribuzione digitale diretta degli album – con relativo incasso che finisce tutto in saccoccia all’autore, al contrario di quanto succede con le etichette – sono dunque la modalità che anche i NIN hanno scelto per promuovere le proprie opere, segno più evidente che mai del fatto che i tempi sono già cambiati e l’approccio al mondo digitale delle major, che hanno sbagliato praticamente tutto da Napster in poi, le potrebbe ben presto condannare all’estinzione.

“Se due dei più grossi attori dell’industria – scrive Gizmodo.com – possono permettersi di leggere certe rivendicazioni e farle proprio, rifiutando il vecchio business perché guasto, per quale ragioni non potrebbero fare lo stesso anche i produttori? Ciò che i Radiohead e i NIN stanno mostrando è il modello di business del futuro “.

Alfonso Maruccia

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09 10 2007
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