Si moltiplicano le proteste contro la realizzazione di nuovi data center, un fenomeno che sta iniziando a interessare anche l’Italia. La segnalazione di oggi arriva però dagli Stati Uniti, più precisamente dalla città di Salem, nell’Oregon, dove il 27 luglio qualcuno ha avuto la brillante idea di presentarsi fuori dalla sede del consiglio comunale con una ghigliottina. Trainata da una bici.
Una ghigliottina (e una bici) contro i data center
Un modo decisamente inusuale per manifestare il proprio dissenso. Sono intervenute le forze dell’ordine. Questo il commento di un portavoce di Verrus, la società californiana che si sta occupando del progetto, affidato alla redazione del sito NewsData. Di seguito anche una testimonianza filmata condivisa su TikTok.
Durante una pausa dei lavori, un gruppo di oppositori ha accerchiato i rappresentanti di Verrus e ha urlato insulti, al punto che non ci si sentiva più sicuri a rimanere. Apprezziamo il supporto delle forze dell’ordine locali che hanno contribuito a stemperare la situazione e ad accompagnare i rappresentanti di Verrus fuori dal sito in sicurezza.
@its.addie.roseDear Salem City Council, We heard about your NDA with Verrus. 🚫No AI! | 🚫 No Data Centers! -Salem residents #salemoregon #oregon #noai #nodatacenters♬ original sound – Addie.Rose
A ogni modo, una settimana dopo la riunione, l’amministrazione locale di Salem ha annunciato una moratoria che blocca la costruzione di nuovi data center per un anno. Non è la prima volta che accade e, con l’aria che tira, immaginiamo che non sarà l’ultima.
Il tema è caldo, la tensione è palpabile. Sono già decine gli arresti negli Stati Uniti dall’inizio dell’anno, tra i manifestanti. Il caso più eclatante è forse quello dell’uomo finito in cella per aver applaudito alla fine di un intervento, sempre durante un dibattito. A settembre dovrà presentarsi davanti a un giudice. Questo il video di quanto accaduto.