Così come fatto da Amazon sul tema data center, anche OpenAI prende finalmente una posizione chiara e netta sui potenziali pericoli dell’intelligenza artificiale. Lo ha fatto attraverso un’intervista rilasciata da POLITICO e Decoded dal suo numero uno, Sam Altman. Il co-fondatore e CEO è stato molto chiaro: è un rischio accettabile.
AI: rischi accettabili secondo Sam Altman
Siamo giunti al punto in cui la tecnologia necessita di una regolamentazione che possa evitare le conseguenze impreviste di un suo sviluppo incontrollato. I primi incidenti sono già stati documentati e molti ritengono che sia bene muoversi per tempo, evitando guai ben più seri. Altri, a partire dal Presidente USA, pensano invece che non si debba porre alcun freno allo sviluppo, per non rischiare di rimanere indietro.
Altman, che con OpenAI ha dato vita a ChatGPT e il via all’esplosione del settore, pensa che sia essenziale accettare di correre qualche rischio. Queste le sue parole.
Riteniamo che il mondo debba accettare il verificarsi di alcuni aspetti negativi in virtù dei vantaggi di questa tecnologia e della possibilità per le persone di esercitare la propria autonomia decisionale.
Quel che il CEO non dice è che tra i vantaggi che ha in mente rientra il ritorno economico degli investimenti messi sul tavolo negli ultimi anni dalla sua organizzazione e dai suoi investitori. Che abbia ragione o torto, è poco rilevante. È però evidente che quel che si sta verificando nell’ambito dell’intelligenza artificiale va al di là del concetto di attività di lobby che da sempre vede un’industria esercitare pressioni sui legislatori.
Qui sono i suoi big a volerne definire le regole, pretendendo di vendere la loro visione come distaccata e disinteressata. Dopotutto, oltre a dover evitare di fare i conti con una potenziale normativa stringente, devono continuare a promuovere la tecnologia in chiave positiva agli occhi dell’opinione pubblica. Alla fine, siamo comunque noi, nel nostro quotidiano, a decidere se quel rischio rimane accettabile.