Silk Road, Ulbricht chiede un nuovo processo

Dread Pirate Roberts rischia il carcere a vita: solo riesaminando il comportamento degli inquirenti e la tempistica della presentazione delle prove si farà davvero giustizia, denuncia il suo avvocato
Dread Pirate Roberts rischia il carcere a vita: solo riesaminando il comportamento degli inquirenti e la tempistica della presentazione delle prove si farà davvero giustizia, denuncia il suo avvocato

Il mese scorso è stato condannato da una giuria statunitense, riconosciuto colpevole per sette capi d’accusa tra traffico di stupefacenti e spaccio tramite Internet, tra violazione delle leggi anti-narcotici in combutta con altri soggetti, riciclaggio di denaro e hacking: a capo del fu Silk Road, Ross Ulbricht, noto online come Dread Pirate Roberts, chiede di essere processato di nuovo.

L’avvocato di Ulbricht, Joshua Dratel, fin dal principio del confronto in tribunale aveva sostenuto che il dibattimento si stesse svolgendo in maniera iniqua: ora è stata formalizzata la richiesta di celebrare nuovamente il processo, in quanto “il governo non avrebbe messo a disposizione in tempi utili le prove in grado di scagionare Ulbricht, negandogli quindi il diritto a un giusto processo garantito dal Quinto Emendamento della Costituzione”.

Aprire un nuovo procedimento consentirebbe anche di fare luce sulle modalità con cui il governo abbia condotto le indagini, e dunque sulla validità delle prove raccolte: l’avvocato di Ulbricht aveva già contestato come l’individuazione e il sequestro dei server islandesi di Silk Road fossero frutto di una sorveglianza della rete TOR condotta senza mandato. Se si dimostrasse l’illegalità delle operazioni degli investigatori statunitensi, molte delle prove a carico di Ulbricht potrebbero decadere.

Il tribunale entro il mese di aprile stabilirà se accogliere o meno la richiesta dell’avvocato di Dread Pirate Roberts: la sentenza di primo grado nei confronti del vertice di Silk Road, qualora il processo non venga nuovamente celebrato, è attesa per il 15 maggio.

Gaia Bottà

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11 03 2015
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