Sonos denuncia Google per violazione dei brevetti

Sarebbero cinque le proprietà intellettuali illegittimamente sfruttate da bigG: chiesto il ban dei prodotti a marchio Google negli Stati Uniti.
Sarebbero cinque le proprietà intellettuali illegittimamente sfruttate da bigG: chiesto il ban dei prodotti a marchio Google negli Stati Uniti.

Giungono da oltreoceano le informazioni relative a due cause legali intentate da Sonos nei confronti di Google e riguardanti la presunta violazione di un totale pari a cinque brevetti legati alle tecnologie audio integrate negli altoparlanti wireless. Il produttore ha inoltre chiesto alla International Trade Commission di mettere al bando negli Stati Uniti la vendita di smartphone, laptop e speaker del gruppo di Mountain View.

Sonos contro Google per i brevetti audio

Al centro della diatriba il sistema per la condivisione del segnale audio in modalità multiroom. Stando a quanto sostenuto dall’accusa, bigG lo avrebbe indebitamente sottratto attraverso una partnership siglata nel 2013 dalle due società per garantire ai dispositivi Sonos il supporto nativo alla piattaforma Play Musica dedicata allo streaming.

Google avrebbe sfruttato la tecnologia in maniera non autorizzata prima nel dongle Chromecast Audio (non più commercializzato), poi negli smart speaker della linea Home (ora Nest) e nei telefoni della gamma Pixel. Sul tavolo anche le pratiche attuate dal gruppo per la raccolta delle informazioni durante l’utilizzo dei dispositivi.

Sonos avrebbe comunicato a bigG il problema già nel 2016 dopo la presentazione del primo smart speaker della famiglia Home, proseguendo poi fino al febbraio dello scorso anno, senza ricevere una risposta esaustiva e decidendo così in seguito di procedere per vie legali. Questi i dispositivi interessati dalla presunta violazione: Chromecast, Chromecast Ultra, Nest Mini, Nest Hub, Nest Hub Max, Nest WiFi, smartphone Pixel, tablet Pixel Slate e laptop Pixelbook.

L’azienda afferma inoltre di aver rilevato un comportamento simile anche da parte di Amazon in relazione alla linea Echo basata su Alexa, preferendo però non intraprendere un secondo procedimento in concomitanza con quello avviato nei confronti di Google. Ricordiamo infine che di recente Sonos ha acquisito Snips, piattaforma IA per l’interazione mediante comandi vocali: con tutta probabilità l’intenzione è quella di lanciare la propria alternativa.

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