Sony BMG denuncia gli autori del (suo) rootkit

L'azienda ora si scaglia contro l'ex SunnComm, produttrice di uno dei DRM che hanno causato il più clamoroso caso di invasione dei computer degli utenti da parte di una major. In arrivo danni miliardari?

Roma – Ha ordinato quei sistemi anticopia e li ha infilati in milioni di compact disc che ha poi distribuito in particolare in Nord America, e ha poi scoperto che quelle tecnologie DRM infettavano i computer degli utenti , finendo per causare non solo enormi problemi tecnici ai consumatori ma anche uno dei più pesanti danni di immagine per una corporation della musica: ora Sony BMG Music Entertainment ha deciso di cambiare rotta su tutta la vicenda e denunciare Amergence Group Inc. , la nuova denominazione del suo ex fornitore, il produttore di sistemi DRM SunnComm.

Il grande scandalo del rootkit , secondo Sony BMG, non può dunque essere interamente attribuito alla major ma dev’essere quantomeno condiviso da chi alcune di quelle tecnologie, in particolare quelle note come MediaMax , ha ideato, creato e venduto alla stessa Sony BMG.

In una denuncia presentata presso il Tribunale dello stato di New York, Sony BMG sostiene che la tecnologia sviluppata dall’allora SunnComm era difettosa e sottolinea come questi difetti siano costati all’azienda milioni di dollari , dobloni richiesti per mettere a tacere le denunce dei consumatori e rispondere alle inchieste governative scatenate dall’infezione di massa.

Stando a quanto riportato da Associated Press , Sony BMG ha quantificato i danni in 12 milioni di dollari , danni che a suo dire devono essere interamente pagati dall’ex partner. Un’affermazione che non mancherà di far discutere, in quanto fino ad oggi, e lo dimostrano le cause a cui ha dovuto far fronte, i più hanno ritenuto Sony BMG responsabile per la diffusione sul mercato di quelle tecnologie.

Nella denuncia, depositata formalmente lo scorso 3 luglio, Sony BMG se la prende con Amergence su tre fronti principali: violazione dei termini contrattuali (in quanto non avrebbe fornito un software che funzionava secondo le specifiche previste da contratto), ricorso a pratiche business inique e negligenza.

Nel complesso, si ritiene che siano stati diffusi sul mercato almeno 4 milioni di CD infetti nel corso del 2005 , sebbene MediaMax fosse già in circolazione nel catalogo Sony BMG da almeno due anni.

Da parte sua, la ex SunnComm ha già reagito alla denuncia facendo sapere che darà battaglia in quanto ritiene che tutto il problema che si è sviluppato sia dovuto all’uso che il proprio committente avrebbe fatto di altre tecnologie. Tesi interessante che, al momento, Amergence non ha però voluto approfondire, sebbene si riferiscano con ogni probabilità all’altro DRM finito nello scandalo, XCP , prodotto da First4Internet . Non è chiaro se anche quest’ultima finirà nel mirino della major della musica.

Come si ricorderà, lo scandalo del rootkit era esploso nel novembre del 2005 ad opera del celebre hacker Mark Russinovich, che aveva dettagliato nei minimi particolari il funzionamento di XCP, DRM col rootkit incorporato. Una vicenda aggravatasi di lì a poco con il successivo intervento di altri esponenti della comunità informatica, come il docente di Princeton Alex Halderman, che avevano preso di mira specificamente proprio le tecnologie MediaMax .

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  • mythsmith scrive:
    Minacciare il peggio
    Mi par di capire che la cosa più saggia da parte di un datore di lavoro sia, al momento dell'assunzione, mettere a conoscenza l'impiegato dello scenario peggiore che si possa immaginare. Cioè dirgli: "Se vuoi usare internet, sappi che ogni singolo bit che il tuo computer scambierà verrà salvato permanentemente a monte della rete ed analizzato dettagliatamente. E sappi anche che qualsiasi uso personale della rete non è consentito e che comunque verrà indistintamente memorizzato ed analizzato come tutto il resto del traffico". In questo modo il datore di lavoro si metterebbe al riparo da qualsiasi problema successivo.Poco importa se poi in realtà non è predisposta alcuna tecnologia per realizzare quanto "minacciato" e se la diagnosi dell'im-produttività del dipendente viene fatta semplicemente guardando quanti milioni di finestrelle di chat sono aperte e quante volte si trova la faccina di amule nell'angolino dello schermo.
  • ZardoTagore scrive:
    Buonsenso e Tolleranza.
    Salve a tutti, volevo lasciarvi un commento perchè l'argomento in questione mi è vicino. Come imprenditore ho avuto la stessa vicessitudine tempo addietro. Avendo lavorato io in prima persona come dipendente, da imprenditore non volevo replicare gli errori di molti. Nonostante sia stato, a mio parere, onesto e sincero nel rapporto senza mai negare niente delle possibili necessità di un dipendente, mi sono ritrovato a dover licenziare dato: bollette telefoniche assurde, finestre e di chat, giochi di ruolo e quant'altri avvenimenti. La persona è stata amichevolmente, ufficiosamente ed ufficialmente avvertita di questo comportamento disonesto, ma nulla è servito ... Credo che il problema sia culturale, non credo in una legge che obbliga ad ottenere un comportamento. Se lo stato è il padre dei figli che si identificano nella popolazione, mi pare che nostro padre non sia tanto abile, finchè legifererà da padre padrone. La persona licenziata è ricorsa ai sindacati che mi hanno telefonato con tono spesso minatorio, sostenuta dal fatto che aveva un familiare che operava all'interno dello stesso. E' finita ma non è stato simpatico.
  • Kirisuto scrive:
    Onestà dei dipendenti, ma...
    ...anche buon senso ed elasticità dell'azienda.Norme troppo rigide potrebbero portare alla paralisi di un'azienda, meglio poche e chiare norme: l'eventuale uso personale non vada a scapito dell'orario lavorativo, non associ in alcun modo l'azienda ad attività illegali, le opinioni personali del lavoratore vengano chiaramente indicate come non rappresentative dell'azienda, e, non dimentichiamolo, massima diligenza nell'osservare le norme di sicurezza, evitando, per esempio, di impestare il notebook aziendale con virus, etc.
  • Spiderman scrive:
    Risarcimento
    Ma il caro vecchio risarcimento che fine ha fatto?viste le circostanze e le attenuanti del caso, non era piu' semplice imporre un semplicissimo risarcimento?Mi sa che l'impiegato in questione non era essenziale per l'azienda oppure aveva precedenti ...
  • mr_setter scrive:
    controllo dell'email
    "È palese dunque che coincidendo l'abbonato con la figura del datore di lavoro, quest'ultimo possa accedere ai dettagli - diritto riconosciuto anche alla luce del fatto che i costi sono a suo carico - non violando, ma semplicemente superando la privacy che non può essere riconosciuta al dipendente il quale abbia in gestione un bene aziendale.Lo stesso identico concetto è applicabile alla posta elettronica come alle connessioni ad internet, come al pc se forniti dal datore di lavoro"A me pare invece che riguardo all'utilizzo della posta elettronica aziendale il problema e' decisamente piu' complesso ed articolato e certo non assimilabile agli altri "strumenti" di lavoro citati...E mi appare strano che fare di tutta l'erba un fascio sia proprio un consulente legale che quotidianamente si interessa a questi temi.http://www.anti-phishing.it/news/articoli/news.050320074.phpLV&P O)-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 14 luglio 2007 09.34-----------------------------------------------------------
  • nevernow scrive:
    Tempi Moderni
    La costrizione al lavoro priva l'individuo di una porzione importante del proprio tempo, quindi della propria vita. L'uso di strumenti di comunicazione remota - comunicazione che ha parzialmente sostituito e comunque corposamente integrato quella diretta - restituisce un po' di vita alle ore lavorative, sottraendo tempo ed energie mentali sia alla produttività sia all'alienazione. Ben venga!Nel caso di posta elettronica ed Internet in genere l'attività è a costo economico praticamente nullo per il datore di lavoro; il telefono cellulare comporta dei costi d'uso che rendono più critica e quindi vistosa la pratica. Evitare!Riguardo alla sentenza specifica, sorprende l'accanimento verso un dipendente che era stato sostanzialmente negligente nella custodia e null'altro.
    • Karma scrive:
      Re: Tempi Moderni
      Scusa ma non sono assolutamente daccordo quando dici che il costo di una e-mail o di una consultazione in più è 0. Mettere in piedi un sistema di invio e ricezione di e-mail ha un costo sia di installazione e acquisto che di manutenzione, non è certo paragonabile ai 15/20 centesimi dell'sms ma ti assicuro che mandare 1000 e-mail al minuto e mandarne 5000 cambia davvero di molto sia l'infrastruttura necessaria che la capacità della connessione alla rete. Per la navigazione andiamo anche peggio, la banda si paga ed anche parecchio, mentre si tende a pensare che sia tutto gratuito tanto un sito in più non fa male e magari si tiene aperta la mail personale tutto il giorno senza sapere che anche se non la stai guardando consuma risorse altresì utilizzabili per lavoro. Quindi magari può succedere che per 10 persone che ascoltano la radio su internet (la cosa peggiore che puoi fare con una connessione) ce ne sono 100 che navigano su siti di lavoro e vanno lentissimi. A questo punto cosa dovrebbe fare il datore?
      • Roby scrive:
        Re: Tempi Moderni
        Se non riesce a mantenere questi costi affidarsi ad infrastrutture esterne piu capaci...Non è rado che dia l'indirizzo di posta ad un cliente diverso da quello aziendale...Se poi il problema è la banda rilancio anche il telelavoro e metto a disposizione dell'azienda il mio abbonamento...Che dici pare orribile?
        • Maglor scrive:
          Re: Tempi Moderni
          In poche parole tu vorresti dire che io, datore di lavoro, dovrei raddoppiare il costo della mia connessione solo perche' tu, dipendente, possa sentire la radio o chattare con gli amici durante l'orario di lavoro?C'e' qualcosa che non mi torna
  • Roby scrive:
    Telefono cellulare vs Mail
    Leggo dal testo"il legislatore ha sancito all'art. 124 (denominato Fatturazione dettagliata) che l'abbonato ha diritto di ricevere in dettaglio, a richiesta e senza alcun aggravio di spesa, la dimostrazione degli elementi che compongono la fattura"e va be' si puo capire ma la parte che dice"Lo stesso identico concetto è applicabile alla posta elettronica come alle connessioni ad internet, come al pc se forniti dal datore di lavoro. Tutto quanto sopra detto, è per concludere - come tante volte ormai la sottoscritta ha concluso - che il datore di lavoro per evitare tanti problemi dovrebbe predisporre un buon regolamento o idonei verbali di consegna degli strumenti che mette a disposizione del dipendente e che potrebbero - per la loro natura - essere "fraintesi" come beni quasi personali."Lo stesso identico concetto è applicabile alla posta elettronica?Ma come?Insomma a me dal cellulare tirano giu il numero chiamato, il tempo e basta...Da una mail l'indirizzo del mittente il contenuto l'oggetto e quant'altro vogliono...Non conosco l'avvocato Valentina Frediani ma ci provino pure a dirmi che hanno monitorato le mie mail dopo di che chiedero dov'è il ragolamento/trattamento dei dati sensibili miei e soprattutto di chi mi ha scritto.Con un cellulare la mail ha somiglianza solo ad una limitata e decisamente imprecisa visione, il monitorare l'indirizzo di una webmail o di altro include un inserimento non autorizzato in un sistema informatico(anche lo sniffer lo è giusto?)Bhe curioso di sapere se ho sbagliato tutto...R
    • ulisside scrive:
      Re: Telefono cellulare vs Mail
      Concordo pienamente, per mantenere il parallelo è come se da una conversazione telefonica comparisse al datore di lavoro non solo il numero ma anche il contenuto della conversazione.Oltretutto anche nelle comunicazioni di tipo aziendale effettuate via mail ci sono informazioni che non si vogliono far conoscere all'azienda. ad esempio se io scrivo al mio sistemista con cui ho confidenza: "mi controlli i salvataggi che quello scansafatiche di Mario non lo fa mai?", non vorrei rischiare il licenziamento di Mario!Esiste poi anche un problema legato ai costi. Mentre un SMS ha dei costi davvero chiari, quanto costa una mail? tendenzialmente direi 0.L'unico elemento a cui ci si potrebbe 'attaccare' è la mancata produttività del tempo speso per navigare o scrivere mail, ma questo succede anche nella comunicazione verbale con il collega di scrivania, con la sola differenza che è più difficile monitorare quanti minuti sono stati spesi per parlare dell'ultimo gran premio o del derby rispetto a quelli passati a leggere Punto Informatico.
      • shevathas scrive:
        Re: Telefono cellulare vs Mail

        Oltretutto anche nelle comunicazioni di tipo
        aziendale effettuate via mail ci sono
        informazioni che non si vogliono far conoscere
        all'azienda. scusate ma è un comportamento stupido.La mail aziendale è uno strumento dell'azienda e non è improbabile che il capoufficio si possa trovare in situazioni in cui debba accedere alla mail aziendale anche all'insaputa del dipendente.Tanto per fare un esempio un dipendente che ha ricevuto via mail i codici di licenza di un software è stato ricoverato d'urgenza all'ospedale.Si blocca l'ufficio in attesa che il tipo torni a lavoro ?Meglio non scrivere nella mail aziendale nulla che non si scriverebbe nella carta intestata dell'ufficio.
        Esiste poi anche un problema legato ai costi.
        Mentre un SMS ha dei costi davvero chiari, quanto
        costa una mail? tendenzialmente direi 0.L'unico
        elemento a cui ci si potrebbe 'attaccare' è la
        mancata produttività del tempo speso per navigare
        o scrivere mail, ma questo succede anche nella
        comunicazione verbale con il collega di
        scrivania, con la sola differenza che è più
        difficile monitorare quanti minuti sono stati
        spesi per parlare dell'ultimo gran premio o del
        derby rispetto a quelli passati a leggere Punto
        Informatico.è una questione di buon senso, se il dipendente produce nessuno "rompe" se nelle pause si legge la gazzetta o cazzeggia su PI.Diverso è se, come già avvenuto in altri casi, usa la connessione dell'ufficio con programmi P2P, gioca al piccolo hacker oppure cazzeggia per 8 ore di fila nonostante lavori urgenti da completare.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 13 luglio 2007 14.06-----------------------------------------------------------
        • Roby scrive:
          Re: Telefono cellulare vs Mail
          E se invece che i codici di attivazione nella mail del tuo collega parlassimo di contratti fra commenrciali?Sai credo che si instauri un rapporto di fiducia fra clienti e fornitori, se questo non è piu garantito dalla mail azienzale?Ti stupiresti se richiedessi di usare mezzi esterni e non utilizzassi piu quello ufficiale(chiaro che mi farei rimborsare dalle spese...)Se poi all'interno della mia(sottolineo MIA non del datore di lavoro)posta avessi a che fare riguardo certificazioni?Interessi di futuri lavori?Insomma l'azienda mi da il mezzo e quello è sicuramente suo ma che mi blocchi un indirizzo internet per la webmail lo trovo piu onesto che raccogliere dati senza esplicito consenso(che ricordo invece essere un comportamento fraudolento)In effetti se il Tuo collega avesse voglia di rovinarvi credo sarebbe proprio impossibile per chi ha violato la sua privacy dormire sonni tranquilli..Facevate prima a trovare altri sistemi...
          • shevathas scrive:
            Re: Telefono cellulare vs Mail
            - Scritto da: Roby
            E se invece che i codici di attivazione nella
            mail del tuo collega parlassimo di contratti fra
            commenrciali?ok arriva una richiesta per una fornitura urgente a cui bisogna rispondere entro 5 giorni e l'amico torna dopo un mese.Chi risarcisce l'azienda per il mancato contratto ?considera anche che i contratti i fornitori mica li stipulano con "mario" ma con la "pinco pallo spa".la casella aziendale serve per comunicare con l'azienda, se proprio ci si vuole scambiare barzellette con il commerciale dell'altra parte si possono tranquillamente usare le caselle private, sulle quali nessuno e men che meno l'azienda è autorizzata a metterci il becco.
            Sai credo che si instauri un rapporto di fiducia
            fra clienti e fornitori, se questo non è piu
            garantito dalla mail
            azienzale?cosa garantisce all'impiegato che tratterà sempre con lo stesso commerciale della controparte, e viceversa ?
            Ti stupiresti se richiedessi di usare mezzi
            esterni e non utilizzassi piu quello
            ufficiale(chiaro che mi farei rimborsare dalle
            spese...)per cosa scusa.per i contatti ufficiali a nome dell'azienda usi la casella @nomeazienda.it, per mandare bacetti alla commerciale del fornitore usi quella @tuoprovider.it
            Se poi all'interno della mia(sottolineo MIA non
            del datore di lavoro)posta avessi a che fare
            riguardo certificazioni?Interessi di futuri
            lavori?puoi farlo con la tua casella personale, è quanto minimo scortese mandare un curriculum a lavoro@aziendaconcorrente dalla casella aziendale
            In effetti se il Tuo collega avesse voglia di
            rovinarvi credo sarebbe proprio impossibile per
            chi ha violato la sua privacy dormire sonni
            tranquilli..Facevate prima a trovare altri
            sistemi...ROTFL, peccato per lui che alla consegna delle password per l'accesso alla casella aziendale abbia firmato l'accettazione incondizionata del regolamento, che stabilisce in maniera chiarissima:"la casella non è da intendersi privata e per motivate esigenze aziendali sarà possibile accedere al suo contenuto."*E sentito il consiglio dei sistemisti: le catene di s.antonio mandale dalla tua casella privata.*sulla base di quanto ha stabilito il garante per la privacy l'azienda è autorizzata ad accedere alle caselle di posta aziendali dei dipendenti, a patto che lo scriva esplicitamente nel regolamento aziendale.
          • Olivit scrive:
            Re: Telefono cellulare vs Mail

            ok arriva una richiesta per una fornitura urgente
            a cui bisogna rispondere entro 5 giorni e l'amico
            torna dopo un mese.
            Chi risarcisce l'azienda per il mancato contratto?
            considera anche che i contratti i fornitori mica
            li stipulano con "mario" ma con la "pinco pallo
            spa".tra le consegne aziendali riportate nei più comuni regolamenti d'uso dei cespiti, vi è anche l'obbligo tassativo di attivare sistemi di risposta automatica (mail/telefono) atti ad indicare vie alternative di comunicazione come ad esempio indirizzi comuni info@azienda.it che esplicitino la natura NON privata della relativa corrispondenza.Credimi, il rapporto di fiducia lo si instaura con "mario" e quasi mai con la "pinco pallo spa", ed è per merito di "mario" che la "pinco pallo spa" riesce ad ottenere un 10% di sconto su una grossa fonitura.
            la casella aziendale serve per comunicare con
            l'azienda, se proprio ci si vuole scambiare
            barzellette con il commerciale dell'altra parte
            si possono tranquillamente usare le caselle
            private, sulle quali nessuno e men che meno
            l'azienda è autorizzata a metterci il
            becco.certo ma, vedi, lo sbaglio iniziale sta nel pensare che tutti quanti usino la mail aziendale per scambiarsi barzellette.
            cosa garantisce all'impiegato che tratterà sempre
            con lo stesso commerciale della controparte, e
            viceversa?Il rapporto di fiducia stesso che si è venuto a creare e che potrà addirittura far scegliere un fornitore diverso qualora venisse a mancare l'account di riferimento.Amico mio, i contratti si concludono sempre tra Persone, anche se poi sulla carta figurano le relative ragioni sociali.
            ROTFL, peccato per lui che alla consegna delle
            password per l'accesso alla casella aziendale
            abbia firmato l'accettazione incondizionata del
            regolamento, che stabilisce in maniera
            chiarissima:
            "la casella non è da intendersi privata e per
            motivate esigenze aziendali sarà possibile
            accedere al suo
            contenuto."*
            E sentito il consiglio dei sistemisti: le catene
            di s.antonio mandale dalla tua casella
            privata.Consegna delle password? Le password si cambiano ogni tre mesi per policy aziendale e vengono generate dai sistemisti.Per fortuna, un siffatto regolamento aziendale sarebbe totalmente illegale alla luce di molte sentenze recenti e non e, soprattutto, alla luce della recente (1° Marzo c.a.) equiparazione dell'e-mail alla posta privata in busta chiusa da parte del Garante la cui violazione non prevede una sanzione, ma la galera!
            *sulla base di quanto ha stabilito il garante per
            la privacy l'azienda è autorizzata ad accedere
            alle caselle di posta aziendali dei dipendenti, a
            patto che lo scriva esplicitamente nel
            regolamento
            aziendale.Sul serio? Mah... mio caro shevathas, bisogna conoscere ciò di cui si parla per fare affermazioni così categoriche.Ecco cosa dice il Garante per la Privacy:http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1387522Dice esattamente l'opposto e se la lettura dell'intera delibera ti risultasse ardua, puoi anche aiutarti con un breve riassunto:http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1387978Sappi che questo provvedimento del Garante è stato unanimemente considerato una grande conquista per i lavoratori che finalmente vengono (solo per questa parte) elevati al rango di *persone* in un panorama imprenditoriale italiano dalla fortissima impostazione gretta e padronale.Omaggi.
          • Roby scrive:
            Re: Telefono cellulare vs Mail
            Sull'ultima parte..."ROTFL, peccato per lui che alla consegna delle password per l'accesso alla casella aziendale abbia firmato l'accettazione incondizionata del regolamento, che stabilisce in maniera chiarissima:"la casella non è da intendersi privata e per motivate esigenze aziendali sarà possibile accedere al suo contenuto."*E sentito il consiglio dei sistemisti: le catene di s.antonio mandale dalla tua casella privata.*sulla base di quanto ha stabilito il garante per la privacy l'azienda è autorizzata ad accedere alle caselle di posta aziendali dei dipendenti, a patto che lo scriva esplicitamente nel regolamento aziendale."Sempre che il regolamento venga accettato e firmato dal dipendente..E cmq se viaggi in una azienda con piu di 100 dipendenti ti rendi conto che anche una azienda ha le sue parrocchie, e non è affatto dette che amino far sapere cosa fanno al vicino...Visioni semplicistiche non aiutano, e sempre stando in tema quando dici:"- Scritto da: Roby
            E se invece che i codici di attivazione nella
            mail del tuo collega parlassimo di contratti fra
            commenrciali?ok arriva una richiesta per una fornitura urgente a cui bisogna rispondere entro 5 giorni e l'amico torna dopo un mese.Chi risarcisce l'azienda per il mancato contratto ?considera anche che i contratti i fornitori mica li stipulano con "mario" ma con la "pinco pallo spa".la casella aziendale serve per comunicare con l'azienda, se proprio ci si vuole scambiare barzellette con il commerciale dell'altra parte si possono tranquillamente usare le caselle private, sulle quali nessuno e men che meno l'azienda è autorizzata a metterci il becco."La pinco palla spa se ha fatto quel contratto lo deve grazie a Mario,,,Non sottovalutare il peso di una persona, se poi Mario se ne andasse in vacanza probabilmente oltre alla pinco pallo spa sarebbe proprio mario a perderci la faccia e il contatto...Ma scusa il dubbio, non ti paiono ovvie come considerazioni?
    • MeMedesimo scrive:
      Re: Telefono cellulare vs Mail
      - Scritto da: Roby
      Non conosco l'avvocato Valentina Frediani ma ci
      provino pure a dirmi che hanno monitorato le mie
      mail dopo di che chiedero dov'è il
      ragolamento/trattamento dei dati sensibili miei e
      soprattutto di chi mi ha
      scritto.
      Con un cellulare la mail ha somiglianza solo ad
      una limitata e decisamente imprecisa visione, il
      monitorare l'indirizzo di una webmail o di altro
      include un inserimento non autorizzato in un
      sistema informatico(anche lo sniffer lo è
      giusto?)
      Bhe curioso di sapere se ho sbagliato tutto...
      RIn effetti hai centrato il problema: serve un regolamento UFFICIALE all'interno di un'azienda, perchè i dipendenti 1) devono sapere PRIMA di utilizzare gli strumenti:cosa possono fare o non fare2) devono essere messi a conoscenza del fatto che vengano o meno effettuati controlli e da chi e con quali limitazioniOltretutto, il Garante ha specificato che comunque il dipendente deve eventualmente avere un'alternativa alla e-mail aziendale da utilizzare nelle pause lavorative.Qualsiasi controllo fatto all'insaputa del dipendente, senza informativa e senza regolamento... sostanzialmente, quanto meno non è corretto... se poi ne deriva un trattamento di dati illegittimo (senza informativa e, se necessario, consenso) è chiaro che si ricade anche nell'illecito...-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 13 luglio 2007 16.44-----------------------------------------------------------
  • Giovanni scrive:
    Il padrone è sempre il padrone
    Sicuramente il licenziamento può essere GIUSTO legalmente, ma MORALMENTE ed ETICAMENTE è una vergogna.Io non so bene come siano andate le cose, però come diceva qualcuno ci vuole un bilanciamento. Ci sono persone che fanno ore e ore di straordinario non retribuite per cui se usano un pò il cellulare aziendale (in maniera tranquilla, senza esagerare) le aziende dovrebbero stare zitte. Quando ti chiamano di sabato e domenica per un urgenza e non ti pagano, dovrebbero stare zitte. E il dipendente non può dire nulla, perchè se no passa per quello che non ha voglia di fare nulla e resterà sempre li dove è.Ovviamente in questa storia c'era telecom, per cui le si dà sempre ragione.Se un dipendente offre straordinari non pagati, l'azienda può anche permettersi di pagargli qualche telefonata.Ipocrisia come sempre qui in Italia
    • Categorico scrive:
      Re: Il padrone è sempre il padrone
      - Scritto da: Giovanni
      Sicuramente il licenziamento può essere GIUSTO
      legalmente, ma MORALMENTE ed ETICAMENTE è una
      vergogna.

      Io non so bene come siano andate le cose, però
      come diceva qualcuno ci vuole un bilanciamento.


      Ci sono persone che fanno ore e ore di
      straordinario non retribuite per cui se usano un
      pò il cellulare aziendale (in maniera tranquilla,
      senza esagerare) le aziende dovrebbero stare
      zitte. Quando ti chiamano di sabato e domenica
      per un urgenza e non ti pagano, dovrebbero stare
      zitte. E il dipendente non può dire nulla, perchè
      se no passa per quello che non ha voglia di fare
      nulla e resterà sempre li dove
      è.

      Ovviamente in questa storia c'era telecom, per
      cui le si dà sempre
      ragione.

      Se un dipendente offre straordinari non pagati,
      l'azienda può anche permettersi di pagargli
      qualche
      telefonata.

      Ipocrisia come sempre qui in ItaliaSu certe cose hai ragione, ma sul fatto di dare sempre ragione a Telecom sbagli, di solito le diamo quasi tutti quasi sempre addosso, ma in questo caso il dipendente era stato sfacciatamente negligente e dubito che Telecom non paghi gli straordinari (ho presente il tipo di aziende a cui alludi e avrei molti più dubbi se si fosse trattato di qualche azienda a cui Telecom affida attività in outsourcing).
    • Simone scrive:
      Re: Il padrone è sempre il padrone
      Parole Sante......anche dove lavoro io....tante persone giocano a solitario durantel'orario lavorativo.... telefonate... sigarettinacaffe'....... e prendono 2000 e fischia euro al mese.Io mi avvicino ai 1000 , non ho neppure il tempo per p*sc*are, mi faccio il mazzo da mattino a sera,e mi dicono che devo fermarmi ma gli straodinari non POSSONO pagarli.Non possono?....Ipocrisia....e favoreggiamenti.
  • mercurymats scrive:
    nostra realta' lavorativa? Non solo noi
    Mi fa riflettere l'affermazione dell'autoro: "la diffusione di una consuetudine che si è radicata nella nostra realtà lavorativa".Lavoro all'estero (UK) con molti francesi. I cari francesi hanno il cellulare aziendale e lo usano il 90% del tempo per motivi personali. Per chiamarsi tra di loro in roaming internazionale. Anche gli studentelli in stage l'hanno.Spesso usano anche il GPRS perche' e' uno smartphone.Stessa ditta ma assunti in UK spesso il cellulare e' dato solo ai manager. Puoi mettere in nota spese, ma il cellulare e contratto e' il proprio.Insomma, se e' un mal costume e' globale.Mats
    • Max Santiago scrive:
      Re: nostra realta' lavorativa? Non solo noi
      Confermo, io lavoro a londra e nella mia azienda è lo stesso. Il cell ce l'hanno tutti i manager, ed è praticamente il loro unico numero di telefono, li trovi a qualsiasi ora su quel cell, e con lo stesso cell vanno dalle chiamate di lavoro alle prenotazioni per una sessione di pompini al twilight in soho.Cheers, Max
  • ma scusate scrive:
    e la auto aziendale idem
    eppure e' normale, scusate..se uso l auto aziendale per andare al mare, in orario di lavoro, NON POSSO, ovvio no?anche se ci metto io la benzinaanche se la macchina e' mia. In orario di lavoro NON Puoi andare al mare, punto. quindi non puoi farti i cavoli tuoi.. ma non e' ovvio, scusate?!?!?ma TU , chiunque, pagheresti uno per andarsene in giro al mare? no. E pagheresti uno per vedersi youtube o mandare email alla fidanzata? no.e perche' l azienda dovrebbe dire di si?eccheeccavoli torniamo un attimino alla realta' ! :Dex-dipendente para-statale(che ora lavoro in proprio e col MIO pc e la MIA connessione ovviamente anche in orario di MIO lavoro indipendente faccio quel che mi pare!!!!!)
    • Skywalker scrive:
      Re: e la auto aziendale idem
      No, ciccio.Fuori dalle attività strettamente connesse al tuo lavoro, l'auto intestata alla tua ditta individuale e/o attività professionale la lasci in garage e te ne vai in giro con l'auto personale.Cosi dice la legge, la stessa che non consente a un dipendente di andare al mare con l'auto aziendale anche se ci mette la benzina etc etc.Se vuoi andare al mare con la stessa auto con cui lavori, la legislazione ti concede di fare il contrario: compri l'auto per l'uso non lavorativo (quindi senza scaricare l'iva, senza scaricare la benzina, l'autostrada etc etc) e poi la usi, senza metterla a spese, nella tua vita lavorativa. Usi beni personali per scopi lavorativi.Esattamente come quelle aziende che chiedono ai dipendenti il numero di cellulare privato e fanno la faccia brutta quando uno si rifiuta di darlo.La regola vale anche per chi lavora in proprio, solo che siccome è controllore di se stesso (tranne se per caso, molto raro, la stradale ti ferma sulla Romea con le paperelle nel baule) è molto indulgente. Se invece si desse alla comunità, alla quale si sottraggono le tasse, lo stesso potere di controllo che si vuol dare ad un datore di lavoro sui dipendenti, vorrei vedere quanti "proprietari" non urlerebbero alla "eccessiva invadenza dello stato"....!Ipocriti.
      • ma scusate scrive:
        Re: e la auto aziendale idem
        - Scritto da: Skywalker
        No, ciccio.
        Fuori dalle attività strettamente connesse al tuo
        lavoro,fuori, appunto.NON nell orario di lavoro. Nell orario di lavoro mi pagano, e io pago, per lavorare non per andare in giro, o per andare in giro sul web !!! < l'auto intestata alla tua ditta
        individuale e/o attività professionale la lasci
        in garage e te ne vai in giro con l'auto
        personale.si, fuori dall orario di lavoro.. ci mancherebbe altro !!
        Esattamente come quelle aziende che chiedono ai
        dipendenti il numero di cellulare privato e fanno
        la faccia brutta quando uno si rifiuta di
        darlo.puoi non darlo, pero'. cosi come loro possono non dartene uno per fare i cavoli tuoi.
        La regola vale anche per chi lavora in proprio,
        solo che siccome è controllore di se stesso
        (tranne se per caso, molto raro, la stradale ti
        ferma sulla Romea con le paperelle nel baule)e che problema c'e'? non ti licenzi mica :Dil problema e' che siamo, tutti, un popolo di scrocconi. e chi va sul web e' ancora piu scrocconetutto quiex-dipendente
  • Rag.Filini scrive:
    "connessioni" risolve tutto.
    posta personale, webmail, https, SSL, hushmail... tutto non ha più senso se si parla di controllo della connessione.Chiaramente uno non ha diritto di leggerti la TUA WEBMAIL, ma dato che il trasferimento dei dati passa attraverso LA MIA CONNESSIONE allora posso chiederne conto... abbastanza chiaro.mi aspetto però (e con ragione, mi pare) che qualcuno ravvisi la somiglianza con il comportamento da vessatorio da "controllore" che nonostante tutto non è possibile avere nemmeno al lavoro in catena di produzione... non puoi stare li a controllarmi (v.sindacati).Però con il lavoro elettronico pare che sia tutto permesso. Ci deve sicuramente essere qualcosa che smorza quanto scritto in questo articolo.vedremo la prossima puntata
  • Bestio scrive:
    dettaglio chiamate?
    Ma se richiedo IO il dettaglio delle chiamate le ultime 3 cifre sono sempre oscurate.Il mio datore di lavoro invece riceve il dettaglio completo?
    • T.A. scrive:
      Re: dettaglio chiamate?
      Dipende ... Si chiama Telecom Italia?:-)
    • fox82i scrive:
      Re: dettaglio chiamate?
      No! Anche il datore di lavoro riceve il dettaglio chiamate con gli ultimi tre numeri oscurati.Per capire se ha fatto uso improprio, si riccorre a tecniche statistiche quali la ricorenza di un certo numero associata alla cadenza oraria. Non è esatto come dato ma il più delle volte funziona!
  • ing. gran. fig. di putt. paolino paperus scrive:
    E le webmail?
    ma piuttosto che usare la mail aziendale, perché i dipendenti non usano la propria webmail?Può il datore spiare (via sniffer?) la posta che viene spedita/letta tramite webmail personale?
    • cicco ingrassia scrive:
      Re: E le webmail?

      Può il datore spiare (via sniffer?) la posta che
      viene spedita/letta tramite webmail
      personale?ovviamente si, visto che, se per caso il dipendente commettesse un qualsiasi atto criminale usando quella casella, ma dal pc aziendale, eventuali indagini risalirebbero, via numero IP e abbonamento, all'azienda.
      • MeMedesimo scrive:
        Re: E le webmail?
        - Scritto da: cicco ingrassia

        Può il datore spiare (via sniffer?) la posta che

        viene spedita/letta tramite webmail

        personale?


        ovviamente si, visto che, se per caso il
        dipendente commettesse un qualsiasi atto
        criminale usando quella casella, ma dal pc
        aziendale, eventuali indagini risalirebbero, via
        numero IP e abbonamento,
        all'azienda.Ovviamente no. :-)Le varie leggi spesso in Italia si fanno gli sgambetti e questo è uno di quei casi.E' vero che il datore di lavoro ha l'obbligo di prevenire i reati all'interno della sua azienda, ma nel farlo comunque non può spingersi oltre i limiti che, oltrepassati, lo spingerebbero a compiere un reato.Una cosa sono i messaggi aziendali che partono dalle e-mail aziendali, una cosa completamente diversa sono i messaggi privati che partono dalle caselle private dei dipendenti. Questo è stato chiarito più volte (anche nelle linee guida di marzo 07).Il datore di lavoro si tutela mettendo nero su bianco nel proprio regolamento aziendale il divieto di utilizzare la webmail per finalità illecite...
    • Bestio scrive:
      Re: E le webmail?
      Perchè la connessione internet è una risorsa aziendale che va usata per lavoro esattamente come la mail o il PC. In sostanza non devi farti i fatti tuoi in ufficio, sei li per lavorare.
      • Rag.Filini scrive:
        Re: E le webmail?
        - Scritto da: Bestio
        Perchè la connessione internet è una risorsa
        aziendale che va usata per lavoro esattamente
        come la mail o il PC.

        In sostanza non devi farti i fatti tuoi in
        ufficio, sei li per
        lavorare.pensa che a me una collega ha chiesto se potevo creargli un account suo altrimenti gli altri colleghi gli leggevano i fatti suoi "sai mi serve per mantenere un po' i contatti""si dai, perchè non chiedi al capo se ti paga i massaggi? sai, per tenerti in forma"ovvio che tutti cercano di respirare un po' ... ma esagerare... e così consiglio a tutti di fare in modo che più persone usino lo stesso account di posta in copia: si sta molto più attenti a ciò che si scrive.ovvio che corrisponde ad appendere un cartello "BIG BROTHER IS WATCHING YOU"
        • MeMedesimo scrive:
          Re: E le webmail?
          - Scritto da: Rag.Filini
          - Scritto da: Bestio

          Perchè la connessione internet è una risorsa

          aziendale che va usata per lavoro esattamente

          come la mail o il PC.



          In sostanza non devi farti i fatti tuoi in

          ufficio, sei li per

          lavorare.

          pensa che a me una collega ha chiesto se potevo
          creargli un account suo altrimenti gli altri
          colleghi gli leggevano i fatti suoi "sai mi serve
          per mantenere un po' i
          contatti"

          "si dai, perchè non chiedi al capo se ti paga i
          massaggi? sai, per tenerti in
          forma"

          ovvio che tutti cercano di respirare un po' ...
          ma esagerare...



          e così consiglio a tutti di fare in modo che più
          persone usino lo stesso account di posta in
          copia: si sta molto più attenti a ciò che si
          scrive.

          ovvio che corrisponde ad appendere un cartello
          "BIG BROTHER IS WATCHING
          YOU"...eppure, se leggete le linee guide del Garante Privacy, si parla esplicitamente di possibilità di fornire al dipendente un SECONDO indirizzo e-mail per finalità non lavorative (l'alternativa, più accettabile secondo me, è la webmail personale)...
    • Edo78 scrive:
      Re: E le webmail?
      - Scritto da: ing. gran. fig. di putt. paolino paperus
      ma piuttosto che usare la mail aziendale, perché
      i dipendenti non usano la propria
      webmail?

      Può il datore spiare (via sniffer?) la posta che
      viene spedita/letta tramite webmail
      personale?legalmente non penso che possa ma tecnicamente può farlo.Motivo per cui se devo proprio usare internet per farmi gli affaracci miei cripto sempre tutto.
      • Rag.Filini scrive:
        Re: E le webmail?
        - Scritto da: Edo78
        - Scritto da: ing. gran. fig. di putt. paolino
        paperus

        ma piuttosto che usare la mail aziendale, perché

        i dipendenti non usano la propria

        webmail?



        Può il datore spiare (via sniffer?) la posta che

        viene spedita/letta tramite webmail

        personale?
        legalmente non penso che possa ma tecnicamente
        può
        farlo.
        Motivo per cui se devo proprio usare internet per
        farmi gli affaracci miei cripto sempre
        tutto.finché vuoi, ma il dettaglio delle connessioni non lo cripti.quindi comunque uno sa dove vai e cosa fai; diciamo che non può sapere "cosa dici".
        • Edo78 scrive:
          Re: E le webmail?
          - Scritto da: Rag.Filini
          finché vuoi, ma il dettaglio delle connessioni
          non lo
          cripti.

          quindi comunque uno sa dove vai e cosa fai;
          diciamo che non può sapere "cosa
          dici".Nemmeno da lontano, tutto quello che possono vedere è che mi connetto con con openvpn a un indirizzo ip dinamico (cosa che faccio anche per lavoro collegandomi a molti nostri clienti) solo che l'ip dinamico in questione è quello del mio server a casa e da li controllo la mia posta, navigo e mi faccio gli affari miei senza che il datore di lavoro possa sapere cosa faccio.Ovviamente la velocità di tale connessione è forzatamente limitata dalla banda in upstream della mia connessione adsl casalinga ma questo contribuisce a rendere la connessione meno sospetta.
          • amedeo scrive:
            Re: E le webmail?
            Ovviamente la lentezza non ti preoccupa, visto che tanto ti stai facendo i fatti tuoi PAGATO dal tuo datore di lavoro. Come non ti porrai certamente alcun problema sul fatto che effettui un notevole spreco di banda.
          • Edo78 scrive:
            Re: E le webmail?
            - Scritto da: amedeo
            Ovviamente la lentezza non ti preoccupa, visto
            che tanto ti stai facendo i fatti tuoi PAGATO dal
            tuo datore di lavoro. Come non ti porrai
            certamente alcun problema sul fatto che effettui
            un notevole spreco di
            banda.Sai com'è, per un anno mi hanno sfruttato con contratto a progetto ma facendomi lavorare come dipendente e loro non mi sembravano preoccupati, quindi se anche adesso mi prendo qualche piccola rivincita di sicuro non ci perdo il sonno.
    • Gian Piero Biancoli scrive:
      Re: E le webmail?
      L'azienda non può controllare quali siti visiti, ne tantomeno il contenuto della tua webmail, ma può, tramite programmi di filtering (ad esempio Websense), inibire l'accesso ai siti (tra cui libero, yahoo, gmail, ecc...)Va detto che questi firewall sono molto configurabili, per cui ci sono aziende, che hanno capito il vantaggio rapppresentato da internet, che nelle pause pranzo o fuori dall'orario di lavoro, se un dipendente volesse trattenersi, consentono la consultazione full della rete.
    • Rag.Filini scrive:
      Re: E le webmail?
      - Scritto da: ing. gran. fig. di putt. paolino paperus
      ma piuttosto che usare la mail aziendale, perché
      i dipendenti non usano la propria
      webmail?

      Può il datore spiare (via sniffer?) la posta che
      viene spedita/letta tramite webmail
      personale?si perchè usi la sua connessione, non la tua connessione.e se usi la tua connessione significa che hai portato al lavoro roba che non potevi portare.
      • Gian Piero Biancoli scrive:
        Re: E le webmail?
        Mi dispiace, ma il datore di lavoro NON ha diritto di controllare (meno che mai "spiare") il contenuto della cassetta postale elettronica del dipendente a meno che1) il dipendente non sia consenziente e firmi liberatoria 2) si presentino casi in cui sussistano dubbi di eventuali illeciti da parte del dipendente le cui prove posso trovarsi anche nei messaggi di posta elettronica. Anche in questi casi, comunque, si sospende il dipendente, si rimuove l'Hd dalla macchina alla presenza del dipendente, avvocati e testimoni, e ci si riserva di farlo esaminare da un perito neutrale nominato di comune accordo.Va detto che l'indirizzo postale è proprietà del datore di lavoro, per cui, alla cessazione del rapporto di lavoro, questi può avervi accesso e controllarne il contenuto (se non è stato cancellato).
    • MeMedesimo scrive:
      Re: E le webmail?
      L'utilizzo della Webmail è espressamente contemplato dal Garante Privacy nelle linee guida di marzo.Naturalmente, le webmail private dei dipendenti non possono in alcun modo essere "spiate". Questo costituirebbe grave violazione della legge sulla privacy.E' chiaro che la webmail può essere utilizzata in un contesto di regolamentazione aziendale (ovvero durante le pause o simile, tutto come da regolamento interno...).M-M- Scritto da: ing. gran. fig. di putt. paolino paperus
      ma piuttosto che usare la mail aziendale, perché
      i dipendenti non usano la propria
      webmail?

      Può il datore spiare (via sniffer?) la posta che
      viene spedita/letta tramite webmail
      personale?
  • KETUS scrive:
    Il buon senso non esiste più
    Invece di colpire il dipendente Telecom per l'utilizzo improprio del telefonino, avrebbero fatto meglio a giudicarlo sulla sua produttività. Nel caso specifico probabilmente dietro c'erano altre motivazioni e contrasti pregressi. Comunque se iniziassero ad indagare sull'utilizzo del materiale tecnologico affidato, mi sa che dovrebbero licenziare pressochè il 100% dei dipendenti.Mi ripeto, occorrerebbe comunque un pò di buonsenso anche da parte dei datori di lavoro oltre che dai dipendenti e giuducare quest'ultimi dai risultati. Se per esempio stò un ora alla macchinetta del caffè o a leggere il giornale faccio sicuramente più danno all'azienda che se usassi 2 minuti il telefono della ditta, magari con contratto flat, oppure 5 minuti a leggere le notizie su internet; purtroppo l'uso di questi strumenti lascia traccia, mentre il caffè se non lo rovesci nò.
    • Rag.Filini scrive:
      Re: Il buon senso non esiste più
      - Scritto da: KETUS
      Invece di colpire il dipendente Telecom per
      l'utilizzo improprio del telefonino, avrebbero
      fatto meglio a giudicarlo sulla sua produttività.
      Nel caso specifico probabilmente dietro c'erano
      altre motivazioni e contrasti pregressi.

      Comunque se iniziassero ad indagare sull'utilizzo
      del materiale tecnologico affidato, mi sa che
      dovrebbero licenziare pressochè il 100% dei
      dipendenti.la cosa assurda è che comunque a manager e ai "piani alti" è tutto concesso. E cazzeggiano pure loro, e pure tanto. E talvolta ti dicono "ma non hai visto su internet?"c'è una sproporzione pazzesca.ovvio, se si tratta del capo, è roba sua.perà moralmente non è proprio ineccepibile eh...
      Mi ripeto, occorrerebbe comunque un pò di
      buonsenso anche da parte dei datori di lavoro
      oltre che dai dipendenti e giuducare quest'ultimi
      dai risultati. Se per esempio stò un ora alla
      macchinetta del caffè o a leggere il giornale
      faccio sicuramente più danno all'azienda che se
      usassi 2 minuti il telefono della ditta, magari
      con contratto flat, oppure 5 minuti a leggere le
      notizie su internet; purtroppo l'uso di questi
      strumenti lascia traccia, mentre il caffè se non
      lo rovesci
      nò.in alcune aziende grosse puoi prendere quanti caffé vuoi purché tu te lo porti IMMEDIATAMENTE alla tua postazione: a questo scopo gira un tizio a controllare chi sta li a chiacchierare.Purtroppo però vengono anche in cesso a controllare se per caso ti lavi i denti in orario di lavoro.Questo lo conosco personalmente.A questo punto ti porti una bottiglietta da mezzo e te li lavi sulla tazza del cesso.
    • pippuzzo scrive:
      Re: Il buon senso non esiste più
      - Scritto da: KETUS
      Invece di colpire il dipendente Telecom per
      l'utilizzo improprio del telefonino, avrebbero
      fatto meglio a giudicarlo sulla sua produttività.stai tranquillo che se l'hanno licenziato evidentemente non era così alta...
      Nel caso specifico probabilmente dietro c'erano
      altre motivazioni e contrasti pregressi.credo anch'io, il che ci riporta a quanto detto sopra... evidentemente era uno solo dei motivi di attrito fra il dipendente in questione e l'azienda...
    • Manuele scrive:
      Re: Il buon senso non esiste più
      Secondo me questo ragazzo ci è andato giù davvero pesante con l'invio degli sms per autoricaricarsi..magari aveva una tariffa tipo la supertua+ che per ogni sms ricevuto ti da 4cent di autoricarica e voleva farsi il gruzzoletto..
    • ottomano scrive:
      Re: Il buon senso non esiste più
      In azienda dove lavoro io invece avviene l'esatto opposto.I capi incoraggiano la pausa caffè o la sigaretta tra colleghi, in quanto consente di fare gruppo e di scambiare informazioni utili al lavoro.Vari tipi di bevanda sono offerti dall'azienda stessa (Caffè, thè, ecc...)Posso confermare che è una filosofia vincente... nel 99% dei discorsi che sento mentre prendo il caffè con i colleghi riguardano il lavoro.Il fatto di bilanciare equamente anche il numero di persone dei due sessi, inoltre, evita il formarsi di gruppi predominanti e migliora la qualità del lavoro.Ovviamente tutto ha un limite... se stai mezzora a prendere il caffè c'è qualcosa che non va. Se prendi un caffè 5/10 minuti nessuno ti dice nulla.Idem per navigazione internet (sono Responsabile dei SI aziendali e posso assicurarvi che le politiche aziendali sono di lasciare totale libertà di navigazione ai dipendenti).Ai capi non interessa se mentre lavori fai una pausa di 5 minuti su PI, sulla Gazzetta o se bevi un caffè; tutti i dipendenti vengono valutati dal rendimento.In altre realtà lavorative in cui mi sono trovato, purtroppo, le cose andavano ben diversamente.byePS L'azienda dove lavoro non è certo una grande azienda... siamo una ventina di persone in tutto.
  • serengeti scrive:
    e allora questo?!?
    cosa ne pensate?! -
    http://daniele.resetmultimedia.com/2007/07/02/la-vita-al-googleplex/
    • nome e cognome e' obbligator io! scrive:
      Re: e allora questo?!?
      - Scritto da: serengeti
      cosa ne pensate?! -

      http://daniele.resetmultimedia.com/2007/07/02/la-vma chi se ne frega della vita a google plexti piace vai e gentilmente non scassare i marronicol tuo blog ogni volta su punto informaticocomprati un benedetto spazio pubblicitario.E comunque con il discorso fatto non c'entra nientequelli sono benefit aziendali che vengono usati dopo l'ORARIO DI LAVORO.Perche' siccome ignori come si lavora all'estero (perche' probabilmente non ci hai mai lavorato)e' vero google da i benefit ma i lavoratori nell'orario di lavoro si fanno un cu.. come un'ombrello per cui se hanno quei benefits sono dovuti alla alta produttivita' del lavoratore voi vorreste google plex e non fare una cippa come fate in italia!Non si puo'
    • Bestio scrive:
      Re: e allora questo?!?
      Mi sembrano una massa di imbecilli, sarà per questo che non c'e' un'applicazione di google che si possa considerare finita? Comunque pista delle macchinine a parte, palestra, piscina, biliardo e ping pong sono molto comuni, persino negli uffici asiatici (dove pensereste che le persone lavorino come formiche). E' solo in Italia che è rimasto il modello dell'ufficio stile ministeriale, con il datore di lavoro che controlla l'orario di ingresso e lavoratore che guarda l'orologio dalle 17.30 e si mette la giacca alle 17.55.
    • Rag.Filini scrive:
      Re: e allora questo?!?
      - Scritto da: serengeti
      cosa ne pensate?! -

      http://daniele.resetmultimedia.com/2007/07/02/la-vnon hai letto che il clima non è esattamente quello?comunque quella gente vive su internet, sarebbe assurdo rompergli le palle per l'accesso.e per il resto ti rendi conto che VIVONO AL LAVORO?
    • pippuzzo scrive:
      Re: e allora questo?!?
      - Scritto da: serengeti
      cosa ne pensate?! -

      http://daniele.resetmultimedia.com/2007/07/02/la-vche loro hanno tutte quelle cosette carine perché lì dentro praticamente ci vivono, lavorano come delle bestie e non hanno nemmeno il problema se utilizzare la webmail o la posta normale per non farsi sgamare, perché non ne hanno neanche il tempo.Sono persone che hanno finito i loro college o università con il massimo dei voti, che hanno sostenuto durissime selezioni per essere assunte e la loro mentalità è lontana anni luce da quella del dipendente che non vuol fare una mazza, che da il cellulare aziendale al figlio per inviare gli sms (ma scherziamo?!) e poi si arrabbia se l'azienda lo vuol mettere da parte.
    • Max Santiago scrive:
      Re: e allora questo?!?
      A parte l'ovvio forum spamming, visto che la tua occupazione è "web e grafica", magari dai un'occhiata a come si vede il tuo sito con firefox, vergogna!Controlli i tuoi siti solo con IE6 quando li fai?!
  • picchiatello scrive:
    Ma forse...
    Non e' che i sistemi operativi ( windows) installati nelle aziende sono progettati poco per l'uso aziendale (10%) e molto per l'uso domestico ( 90%) ?Per una persona e' piu semplice personalizzare la propria postazione proprio perche' e' insito nello stesso s.o. mettere la foto del cane o dei familiari, non parliamo poi di musica o di media player.Per una azienda e' piu' facile e meno oneroso non controllare le proprie postazioni ( dai a malapena siamo arrivati all'acquisizione dell'antivirus) , magari sbattendo fuori alla prima occasione il personale "scomodo" ?Comunque le aziende serie hanno dei capitolati interni in cui si specifica l'uso che deve essere fatti degli oggetti di lavoro dell'azienda stessa.
    • KETUS scrive:
      Re: Ma forse...
      E' proprio questo il fatto, le aziende non dicono nulla fino a quando non gli torna comodo per rivalersi contro il personale scomodo.
    • Rag.Filini scrive:
      Re: Ma forse...
      - Scritto da: picchiatello
      Non e' che i sistemi operativi ( windows)
      installati nelle aziende sono progettati poco per
      l'uso aziendale (10%) e molto per l'uso domestico
      ( 90%)
      ?si.ricordo un intervento su it.comp.as400 dove si diceva chiaramente che con AS400 c'era poco da fare: stronzate grossissime non ne si possono fare: la gente "lavora e basta.":-)[...]
    • luca scrive:
      Re: Ma forse...
      Vero che le aziende serie hanno dei protocolli chiari in merito all'utilizzo degli strumenti elettronici aziendali, questo ancora prima che lo imponesse il Garante, ma siamo arrivati al punto che non servono a nulla.Io amministro la rete in azienda e avvisati gli utenti preventivamente su cosa possono e cosa non possono fare con il pc como posso dopo controllarli? Con la delibera del Garante n.53 del 23/11/2006 siamo tornati indietro. Adesso non si possono tenere i log per verificare dove navigano i dipendenti durante l'orario di lavoro, non si possono guardare le caselle di posta aziendali perchè se capiti in un messaggio privato inviato da un dipendente durante l'orario di lavoro hai violato la sua privacy.Stessa cosa per tornare ai cellulari, giusto avvisare prima che il telefono aziendale va usato solo per lavoro, ma poi bisogna stare sulla fiducia...Io non sono avvocato, ma ad oggi credo che grazie alla delibera 53, NESSUNO può licenziarti per uso non idoneo del cellulare o posta o internet. LA VERIFICA DEI TABULATI O LOG PER QUESTI SCOPI E' ILLEGALE !!Grazie Garante per aver pensato alle imprese e a chi cerca di tenere in ordine posta elettronica ed internet
      • Skywalker scrive:
        Re: Ma forse...
        Oh, ma quelle persone pagate profumatamente dette "Responsabili" nella tua azienda che fanno?No, perché, sai, io posso anche mettermi a chattare su Punto-Informatico, ma se poi non consegno il report entro i termini mi "decurtano" lo stipendio, nel senso che mi diminuiscono il bonus sulla produttività individuale. E indovina chi deve esprimere un parere sulla mia "produttività"? Il mio Responsabile (che a sua volta risponde alla Direzione).Il primo e fondamentale controllo è quello diretto del responsabile sui suoi uomini.Ora, nella mia quasi ventennale esperienza di professionista in otto diverse grandi azienda (
        10000 dipendenti), i fancazzisti li ho trovati la dove anche il capo era fancazzista. (Escludiamo le aziende pubbliche, dove vige il divieto di licenziamento sempre e comunque, vedi Report)Il resto è vietato, più che dalla Privacy, dall'art.4 della Legge 300/1975, che precisa che è vietato "controllare a distanza" a tradimento perché sarebbe un controllo asimmetrico (io vedo te, ma tu non vedi me).Questo non vuol dire che è vietato usare il log per dimostrare i comportamenti infedeli, ma che devono esistere regole PREDETERMINATE e CONCORDATE con i dipendenti o i loro rappresentanti.Perché il punto è questo: si può fare tutto, se TI ACCORDI CON I LAVORATORI. Prendi i call center bancari: è fondamentale avere la registrazione di quello che si dicono dipendente e cliente. Ha forza di prova. A protezione del dipendente corretto nei confronti di clienti "furbi", e a protezione del cliente da errate disposzioni aziendali o da "errori" del dipendente.La 300/75 non dice che non si può registrare il dipendente, dice che non si possono usare le registrazioni come metodo di controllo a distanza: infatti tutti i call centre delle banche hanno protocolli siglati con i sindacati in cui per poter riascoltare le telefonate devono essere CONTEMPORANEAMENTE PRESENTI un rappresentante aziendale ed il lavoratore registrato (o, in caso di sua assenza e in urgenza, un rappresentante sindacale con successiva notifica al dipendente).Non è vietato controllare, è vietato controllare a distanza UNILATERALMENTE e senza accordi.Ad, esempio, nel caso dei cellulari, quante aziende inoltrano agli assegnatari dei cellulari aziendali l'importo della spesa bimestrale sostenuta? Eppure i metodi non mancano: ho visto casi in cui dai flussi automatici dei RID si ricavano email inviate in automatico ad ogni bimestre o altri in cui (Business TIM con l'instradamento delle chiamate personali con il "46") al dipendente viene dato accesso al dato direttamente dal sito del fornitore del servizio.Se veramente il dipendente Telecom è stato licenziato SOLO per la spesa del cellulare (e quello non fosse solo il pretesto che l'azienda cercava da tempo, a fronte di altro), il semplice invio della spesa bimestrale gli avrebbe consentito di rilevare la discrasia tra il proprio utilizzo e l'addebito. Se, malgrado l'evidenza, non fosse corso al personale a chiedere chiarimenti, beh, allora il licenziamento è giusto non perché il figlio ha abusato del celluare incustodito ("omessa sorveglianza") ma perché, pur avvertito, ha ignorato l'avvertimento (Comportamento "attivo", non "passivo").Non dimentichiamo MAI che un dipendente è PRIMA una PERSONA e poi UN LAVORATORE. Altrimenti ritorniamo indietro di 500 anni, quando il servo della gleba era di proprietà del proprio Signore (e sulle "serve" si esercitava anche lo "ius primae noctis").Quello che si "affitta" al datore di lavoro è il proprio "lavoro", non la propria persona. Purtroppo a volte qualche "datore di stipendio" si dimentica che chi "da il lavoro" è il dipendente.
        • mythsmith scrive:
          Re: Ma forse...
          E se invece il controllo non è "asimmetrico", ma tutto il traffico, compreso quello dei capoccia, viene registrato e le statistiche di connessione di tutti i computer sono integralmente a disposizione di tutti gli impiegati?Ad esempio so di alcune aziende dove hanno istallato un grosso monitor dove in tempo reale si vedono le connessioni aperte da tutti i computer, compreso quello del datore di lavoro (che se è in ufficio, c'è anche lui per lavorare del resto...)
      • picchiatello scrive:
        Re: Ma forse...
        - Scritto da: luca
        Io non sono avvocato, ma ad oggi credo che grazie
        alla delibera 53, NESSUNO può licenziarti per uso
        non idoneo del cellulare o posta o internet. LA
        VERIFICA DEI TABULATI O LOG PER QUESTI SCOPI E'
        ILLEGALE
        !!

        Grazie Garante per aver pensato alle imprese e a
        chi cerca di tenere in ordine posta elettronica
        ed
        internetPero' permettimi che controlare tutto e tutti in azienda e' controproducente perche' le persone valide di livello alto che possono scegliere se ne vanno.E' fisiologico che esista una zoccolino di "fan.....sti" ma dovrebbero essere quelli tenuti a diretta supervisione del responsabile del reparto-nucleo.Il "gestore dalla rete" dovrebbe occuparsi esclusivamente del lato hardware e dei relativi problemi altrimenti giustamente Ti becchi una denuncia da chi "spii".
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