Trump non ha idea di cosa sia Anthropic (o finge bene)

Trump non ha idea di cosa sia Anthropic (o finge bene)

Il Presidente USA si è sottratto a una domanda su Anthropic, dicendo (oppure fingendo) di non conoscere la società di Claude e Mythos.
Trump non ha idea di cosa sia Anthropic (o finge bene)
Il Presidente USA si è sottratto a una domanda su Anthropic, dicendo (oppure fingendo) di non conoscere la società di Claude e Mythos.

Non deve essere un lavoro semplice, quello del Presidente degli Stati Uniti d’America. Un’agenda fitta e tante cose da tenere a mente, soprattutto in tempo di guerra, con i profili social da gestire e con un consenso interno in picchiata. Capita così che qualcosa sfugga, è normale. Anche non ricordarsi chi sia Anthropic, nonostante si trovi al centro di ogni discussione a tema AI e la recentissima visita del suo CEO alla Casa Bianca.

Davvero Trump non conosce Anthropic?

Appena atterrato al Phoenix Sky Harbor International Airport, Donald Trump ha concesso qualche secondo alle domande dei giornalisti. Quando qualcuno gli ha chiesto Signore, Anthropic ha partecipato a una riunione alla Casa Bianca?, l’uomo più potente al mondo ha ribattuto Chi?, per poi allontanarsi dopo aver precisato Non ne ho idea. Il passaggio in questione al minuto 4:19.

Davvero Trump non sa cosa sia Anthropic? Oppure è lo stesso escamotage già attuato altre volte quando si è trattato di rispondere a domande delicate? Il caso più eclatante è quello di Changpeng Zhao, con il Presidente USA che ha ammesso (finto?) di non conoscere il CEO di Binance dopo avergli concesso la grazia.

La Casa Bianca vuole Claude Mythos?

L’incontro tra i funzionari della Casa Bianca e il papà di Claude è servito a far tornare la pace tra le parti, anche in vista di un possibile utilizzo del modello Mythos da parte dell’amministrazione statunitense. È quello annunciato meno di un paio di settimane fa e al momento accessibile solo da un numero ristretto di realtà autorizzate come parte dell’iniziativa Project Glasswing. Gli addetti ai lavori lo hanno già definito uno strumento molto potente per individuare le vulnerabilità nei sistemi informatici. La logica conseguenza è che, in tempi di cyberwar, possa diventare fondamentale per proteggersi dagli attacchi ed eventualmente per colpire le criticità delle infrastrutture nemiche.

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Pubblicato il
20 apr 2026
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