Trump attacca Twitter e Snapchat su Facebook

L'attuale Presidente USA punta il dito contro Twitter accusandolo di interferire con il processo democratico affidandosi a una sponsorizzata Facebook.
L'attuale Presidente USA punta il dito contro Twitter accusandolo di interferire con il processo democratico affidandosi a una sponsorizzata Facebook.

Mai come in questi mesi una campagna elettorale per le Presidenziali USA è passata dalle bacheche e dai feed dei social network. È in parte la conseguenza della crisi sanitaria che sta impedendo o quantomeno ridimensionando il solito tour di incontri in presenza tra i candidati alla Casa Bianca e i cittadini americani. E tra le parti si registra uno scontro che coinvolge oltre che gli esponenti politici le piattaforme stesse: è quanto sta accadendo tra Donald Trump e Twitter, ormai da tempo ai ferri corti.

Le Presidenziali USA e i social network

Tra le inserzioni pubblicitarie finanziate dal tycoon (o chi per lui) su Facebook, alcune prendono di mira direttamente il social di Jack Dorsey con messaggi come “Twitter sta interferendo con le Elezioni 2020 tentando di SILENZIARE il Presidente”. Un trattamento del tutto simile è quello riservato a Snapchat, anch’esso accusato di aver messo in campo una vera e propria trama per favorire un avvicendamento allo Studio Ovale. Con buona pace dei programmi elettorali, come spesso accade finiti in secondo, terzo, quarto piano.

Parlando di elezioni e interferenze non può che tornare alla mente quanto accaduto quattro anni fa, quando in vista della chiamata alle urne alcuni paesi esteri hanno messo in campo una vera e propria campagna occulta per influire sull’opinione pubblica americana intervenendo con post, advertising e condivisioni mirate.

Dal canto suo il candidato democratico Joe Biden (tra le vittime del recente attacco a Twitter) ha invece preso di mira Facebook lanciando l’hashtag #MoveFastFixIt per chiedere alla piattaforma di Zuckerberg un intervento tempestivo al fine di proteggere gli utenti dalle distorsioni della disinformazione. Non è difficile prevedere che i toni andranno facendosi via via più incandescenti da qui all’appuntamento del 3 novembre che dista ormai meno di 100 giorni.

Fonte: AP
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