Chrome con le skill di Gemini: sempre più AI nel browser

Chrome con le skill di Gemini: sempre più AI nel browser

Google sta preparando le skill di Gemini per Chrome: l'AI potrà agire come agente autonomo, eseguendo operazioni complesse nel browser.
Chrome con le skill di Gemini: sempre più AI nel browser
Google sta preparando le skill di Gemini per Chrome: l'AI potrà agire come agente autonomo, eseguendo operazioni complesse nel browser.

L’integrazione di Gemini all’interno del browser Chrome non è cosa nuova. Ufficializzata nel maggio scorso, oggi è già una realtà per numerosi utenti negli Stati Uniti. Al momento l’AI di Google svolge il ruolo di assistente, entrando in azione ad esempio quando è chiamata a spiegare le informazioni contenute nelle pagine visitate. Presto evolverà con il supporto alle skill. Di cosa si tratta?

Le skill di Gemini in arrivo su Chrome

A renderlo noto è stato un post condiviso su X nel fine settimana, con riferimento alla pagina chrome://skills (non ancora attiva) che permetterà agli utenti di crearle. Saranno in grado di trasformare l’intelligenza artificiale in un agente, capace di eseguire operazioni complesse in piena autonomia.

Le skill di Gemini in arrivo su Chrome

Stando alle informazioni trapelate la novità è al momento protagonista di un test interno condotto dai dipendenti di Google. Una fase necessaria per far emergere eventuali problemi e intervenire con correzioni mirate prima della distribuzione su larga scala.

L’obiettivo di Google è chiaro: rendere Gemini onnipresente, almeno all’interno del proprio ecosistema di servizi. La sua integrazione nel browser Chrome è solo un esempio, è già stato avvistato tra gli altri su YouTube, Maps e Calendar. Il chatbot/assistente AI ha fatto registrare una forte crescita nell’ultimo periodo, in termini di market share. Non si esclude che possa arrivare a insidiare il concorrente ChatGPT entro l’anno.

Gli utenti vogliono davvero un browser AI

Il volere di bigG e degli altri colossi del settore (da OpenAI a Microsoft per citare due esempi) è chiaro: mettere l’intelligenza artificiale, anche nel browser. Siamo però certi che sia ciò che vogliono gli utenti?

Ormai si sta iniziando a udire distintamente le lamentele di chi non sopporta la presenza forzata dell’AI e vorrebbe almeno mantenere la libertà di scelta. La testimonianza più diretta è quella di Dell, che in occasione del recente CES 2026 ha rotto il silenzio affermando che l’imposizione della tecnologia non aiuta a vendere più PC.

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Pubblicato il
19 gen 2026
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