La maggior parte del contante è su microtransazioni

La maggior parte delle transazioni in contanti è su somme di piccola entità: cosa può fare su questo problema il Piano Cashless Italia e come cambiarlo.
La maggior parte delle transazioni in contanti è su somme di piccola entità: cosa può fare su questo problema il Piano Cashless Italia e come cambiarlo.

C’è un motivo preciso per cui la Lotteria degli Scontrini sia da considerarsi come una buona intuizione. Ed è riassumibile in questo schema, tratteggiato da un report della Banca d’Italia (pdf) e relativo alla tipologia dei pagamenti utilizzati in base alla cifra spesa:

Distribuzione di frequenza del valore delle transazioni

Dallo schema si evince chiaramente come la fascia più importante per i pagamenti in contanti sia quella con cifre minimali, al di sotto dei 5 euro: in questi casi si preferisce solitamente la moneta ad altre procedure, conseguenza di retaggi di vario tipo (oltre al fatto che in troppi casi il timore di costi eccessivi a carico dell’esercente portano quest’ultimo ad opporre malcelate resistenze ai pagamenti cashless su piccole cifre).

La Lotteria degli Scontrini, ma per certi versi anche il Cashback di Stato, incide proprio su questa specifica porzione dei pagamenti, offrendo possibilità di vincita a prescindere dalla cifra spesa. I biglietti virtuali sono maggiori se la spesa cresce, ma è sulle cifre minime che è possibile convertire una moneta in una opportunità. La somma finale di questi biglietti virtuali, infatti, diventa qualcosa di importante a cui appendere almeno la speranza di una estrazione fortunata.

Numero di transazioni tra i diversi strumenti di pagamento

Lo stesso report fa notare come proprio l’Italia viva un certo ritardo rispetto agli altri Paesi europei, preferendo il contante in troppe occasioni. Ma dov’è che si annida il contante? Proprio nelle cifre minimali: oltre la metà delle transazioni con cartamoneta, infatti, è al di sotto dei 10 euro, mentre gli strumenti digitali vengono perlopiù adottati su cifre maggiori.

Ancora una volta, insomma, l’idea di una Lotteria che accompagni per mano gli italiani verso il cashless (soprattutto se meno scolarizzati, soprattutto se con minor reddito, ossia il medesimo bacino d’utenza della maggior parte dei giochi basati sulla fortuna) sembra poter essere una buona soluzione:

L’Italia è il paese dell’Area euro in cui è stato rilevato il maggior numero di transazioni giornaliere per persona, in media circa 2 transazioni di cui 1,7 in contanti. La media europea si attesta a 1,6 transazioni giornaliere, di cui 1,2 in contanti. Un rapido sviluppo di app e pagamenti via smartphone potrebbe avere impatti sull’utilizzo del contante, se questi metodi venissero accettati presso i luoghi di acquisto quotidiani (bar, tabaccherie, fornaio etc.)

Lotteria degli Scontrini: tutto giusto o tutto sbagliato?

Occorre uscire però dall’idea per cui la Lotteria degli Scontrini sia da eliminare a tutti i costi o da conservare così com’è senza appello. In ballo non deve esserci un giudizio sull’Esecutivo precedente, né le considerazioni devono essere figlie di contrapposizione politica: sarebbe un grave errore ed andrebbe a sommarsi ad eventuali errori antecedenti.

Il Governo Draghi ha probabilmente a disposizione dati ulteriori e potrà meglio giudicare l’impatto del Piano Cashless Italia sull’andamento dei pagamenti digitali e sulla potenziale ricaduta che il Piano stesso avrà sull’emersione dell’economia sommersa. Sarà su questi dati aggiornati – ai quali non abbiamo attualmente accesso – che andranno prese eventuali decisioni tanto sulla Lotteria degli Scontrini, quanto sulle eventuali modifiche relative al Cashback.

La sensazione è che l’unica colpa sarà quella di non decidere: il Piano aveva degli obiettivi e deve dimostrare di poterli raggiungere, ma al tempo stesso aveva dei validi presupposti che non si possono ignorare. Il Governo, insomma, scelga e lo faccia in modo chirurgico. Sul Cashback le proposte sul piatto sono molte, mentre sulla Lotteria degli Scontrini occorrerà forse ancora del tempo per valutare se il trend di crescita abbia ancora seri margini di miglioramento (cosa molto probabile). In entrambi i casi serve un contesto favorevole: sgombrare il campo dai dubbi ed eliminare il fastidio dei “furbetti” toglierà anche dall’orizzonte le troppe polemiche, moltiplicando i vantaggi potenziali di queste iniziative.

La palla passa a Mario Draghi, il quale ha nel suo passato tutto quanto necessario per poter giudicare nel merito la questione. Il dibattito al MEF, infatti, impazza ormai da qualche giorno con non pochi rari spifferi verso la carta stampata.

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18 03 2021
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