Criptovalute, la maggior parte rimangono spazzatura per JPMorgan

Criptovalute, la maggior parte rimangono spazzatura per JPMorgan

Cambio di rotta per JPMorgan verso le criptovalute definite spazzatura da Umar Farooq, responsabile delle risorse digitali della banca.
Cambio di rotta per JPMorgan verso le criptovalute definite spazzatura da Umar Farooq, responsabile delle risorse digitali della banca.

Nelle ultime settimane una delle banche Big Four americane ha modificato la sua visione nei confronti delle criptovalute. Infatti, se prima JPMorgan vedeva DeFi e Blockchain come vere nuove tecnologie, ora la criptosfera sembra essersi tinta di scuro.

Non dimentichiamo che la multinazionale americana di servizi finanziari con sede a New York, a fine maggio aveva definito Bitcoin un bene alternativo preferito. Oggi però l’approccio con le criptovalute sembra essere leggermente cambiato.

Durante un seminario tenutosi a Singapore, Umar Farooq – responsabile delle risorse digitali in JPMorgan – ha affermato che la “maggior parte delle criptovalute rimane spazzatura“. Un’affermazione che, decontestualizzata, può lasciare perplessi molti.

Criptovalute: perché JPMorgan le ha definite spazzatura

Argomentando la situazione del mercato crittografico attuale, Farooq non ha potuto fare a meno di sottolineare un limite che sta frenando molte istituzioni finanziarie tradizionali dall’entrare nel mercato delle criptovalute. Si tratta dei regolatori, ancora incapaci di prendere il passo di questo settore in rapida ascesa.

Nel contempo però, il responsabile delle risorse digitali in JPMorgan, non ha risparmiato nemmeno molti degli asset digitali. Secondo lui diversi sono attualmente inutili perché privi di un uso reale. Ecco cosa ha dichiarato durante il seminario a Singapore:

Criptovalute, blockchain e Web3 devono maturare. Quindi possiamo usarli, ma ora è troppo presto. La maggior parte dei fondi investiti in Web3 e nell’attuale infrastruttura sono investimenti speculativi.

Quindi questo mercato deve ancora crescere per implementare i suoi casi d’uso, secondo Farooq. Perciò questa situazione, unita a una regolamentazione ancora in ritardo rispetto all’adozione delle criptovalute e alla loro crescita, rende queste ultime pressoché inutili:

La maggior parte delle criptovalute – continua Farooq – rimane “spazzatura”. Voglio dire, con l’eccezione di alcune dozzine di criptovalute, il resto o viene creato solo per la quantità o scomparirà del tutto in futuro. Non credo che ci siano ancora molti casi d’uso per le criptovalute. La regolamentazione non sta al passo con il settore e il settore finanziario è in ritardo rispetto allo spazio crittografico.

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Pubblicato il 31 ago 2022
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